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La battaglia delle chiese in Montenegro

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La battaglia delle chiese in Montenegro
Diritti d'autore  Hans von der Brelie
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"Non stiamo liquidando i nostri luoghi sacri" : è lo slogan ufficiale intonato dalle massicce proteste che due volte a settimana i fedeli della Chiesa ortodossa serba organizzano in Montenegro. Nel nord del Montenegro i credenti ortodossi scendono dai loro villaggi di montagna per protestare contro la nuova legge che grava sulle chiese e gli altri luoghi di culto. Quali sono i motivi delle dimostrazioni?

Una nuova legislazione catastale

Col nuovo censimento governativo bisognerà dimostrare che gli immobili dedicati al culto risultino in possesso delle comunità da prima dell’unificazione con la corona jugoslava del 1918, diversamente saranno confiscati dallo Stato che potrà reclamarne un affitto. Nella capitale Podgorica l'inviato di Euronews Hans von der Brelie ha incontrato Andrija Mandic, uno dei principali leader dell'opposizione pro-serba. "I cittadini di nazionalità serba sono cittadini di serie B - sostiene Mandic - le autorità hanno creato un problema relativo agli investimenti, la discriminazione attraverso programmi educativi nazionali, nelle politiche di assunzione: se sei serbo, non puoi lavorare nelle posizioni chiave di amministrazione, esercito o polizia. E ora con l'attacco alla Chiesa vogliono dare il colpo di grazia a noi che viviamo in questi terrori da sempre".

Una controversia che rischia di generare una reazione a catena

Secondo Andrej Nikolaidis questa prospettiva è rischiosa. Lo scrittore ha lanciato una petizione a sostegno del governo montenegrino, firmata da noti intellettuali di tutta la regione dei Balcani occidentali. Secondo lui con questa situazione si rischia di giungere in Montenegro agli stessi presupposti che hanno innescato le guerre in Croazia e Bosnia. "Come la narrativa sulla cosiddetta oppressione dei serbi in Montenegro, ... prima della guerra in Croazia , c'era una narrazione dell'oppressione dei serbi in Croazia, poi è iniziata la guerra. In seguito venimmo informati che i serbi erano oppressi in Bosnia e anche li' è scoppiata la guerra. Poi all'improvviso è venuto fuori che i serbi erano oppressi in Kosovo e via la guerra anche in Kosovo". Spiega Nikolaidis.

La genesi delle divergenze

Il parlamento della repubblica del Montenegro ed il governo guidato da Milo Djukanovic sostengono una legge sulle “libertà di religione e sui diritti legali delle organizzazioni religiose“. La normativa prevede, tra le altre cose il censimento delle strutture dedicate ai culti religiosi, le cui organizzazioni ecclesiastiche dovranno fornire adeguata documentazione relativa ai diritti di proprietà dell’immobile. I fedeli ortodossi del Montenegro sono scesi in piazza per contestare la legge proposta dal partito democratico socialista di Djukanovic e lamentano un preciso attacco alle loro comunità. Con i suoi 66 monasteri, la Chiesa ortodossa serba rappresenta la più grande comunità di fedeli del Paese.