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Daphne Caruana Galizia, la giornalista assassinata che ha cambiato un paese

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Daphne Caruana Galizia, la giornalista assassinata che ha cambiato un paese
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L'uccisione di Daphne Caruana Galizia ha cambiato Malta. Lo sostengono colleghi, parenti e sostenitori della giornalista. A due anni e mezzo dall'autobomba che mise fine alla sua vita e alle sue inchieste, il primo ministro è stato costretto a dimettersi e il presunto mandante è in carcere.

"Non è possibile che il premier Muscat non sapesse"

I bastioni della Valletta celano un sordido segreto. Chi ha ucciso Daphne Caruana Galizia due anni e mezzo fa? La giornalista maltese aveva svelato scandali di corruzione in cui sarebbe immischiato il governo di questo piccolo paradiso fiscale di meno di mezzo milione di abitanti. Il suo omicidio ha segnato una svolta sull'isola.

L'inchiesta ha visto sviluppi spettacolari a novembre, con l'arresto del principale imputato, Yorgen Fenech, facoltoso uomo d'affari accusato di essere il mandante dell'omicidio. Fenech a sua volta scarica l'accusa su Keith Schembri, capo di gabinetto dell'ex primo ministro Joseph Muscat. Un segnale inequivocabile per la sorella di Daphne, Corinne Vella: "L'omicidio è legato al lavoro di Daphne, e Schembri era stato chiamato in causa nell'ambito del suo lavoro, e se il nome di Schembri è stato fatto in tribunale non è possibile che Muscat non lo sapesse".

"Hanno mobilitato l'opinione pubblica contro di lei"

Il laburista Muscat ha difeso a lungo il suo braccio destro, per finire con l'essere costretto dalla piazza a dare le dimissioni, insieme a diversi dei suoi ministri. Lo scorso 13 gennaio i maltesi acclamavano il suo successore, Robert Abela, nuovo leader del partito e di conseguenza nuovo premier. Nonostante lo scandalo, resta quindi in carica la stessa formazione politica, forte del sostegno della popolazione. Una popolazione che, secondo Corinne, ha subito una sorta di lavaggio del cervello da parte delle stesse autorità: "La cosa disgustosa è che hanno mobilitato l'opinione pubblica contro di lei - denuncia -, al punto che aveva paura a camminare per strada, perché temeva che qualcuno potesse attaccarla. Per esempio hanno messo la sua faccia su un cartellone pubblicitario. C'era una costante campagna di demonizzazione, è stata bollata come una persona cattiva, disumana, l'hanno descritta come una strega, c'era perfino un personaggio ispirato a lei in un programma televisivo settimanale".

"Ha fatto scoop grazie ai quali si è conquistata grande rispetto"

Daphne Caruana Galizia aveva lavorato al Times of Malta, prima di creare il suo blog. Spirito indipendente, non risparmiava nessuno, senza timore di farsi odiare. E c'era chi la odiava, ma era anche seguita da 400 mila abbonati in tutto il mondo, quasi quanto gli abitanti dell'isola.

"Era brutale quando scriveva - ricorda il direttore del Times, Herman Grech -, c'erano volte in cui includeva elementi quasi di gossip nella sua cronaca, ma poi c'erano giorni in cui faceva degli scoop, e scoop molto importanti, come lo scandalo dei Panama Papers, grazie ai quali si è conquistata grande rispetto".

"Capii subito che l'incubo non sarebbe più finito"

Rispetto, ma non da parte di tutti. Il 16 ottobre 2017 la sua auto salta in aria su stradina a 200 metri da casa. La stessa casa dove ci accoglie il figlio Matthew, che ricorda così quel tragico momento: "All'epoca condividevamo la stessa auto, e mi disse: quando torno potrai usare la macchina. Pochi minuti dopo che era uscita di casa, sentii un'esplosione. Capii subito che era una bomba. Non poteva essere altro. Mi precipitai in strada, ed è allora che vidi l'orrore, e capii che la nostra vita sarebbe diventata un incubo. Voglio dire, lo era già, ma l'incubo ormai non sarebbe più finito".

Nel 2006 la loro casa era stata incendiata mentre dormivano. Uno dei loro cani era stato sgozzato. Daphne era costantemente perseguita per diffamazione e oggetto di intimidazioni. Ma lei riusciva a rendere questo luogo un'oasi di pace, dice Matthew: "Più la situazione a Malta diventava orribile, più mia madre abbelliva il suo giardino".

"Era l'unica giornalista investigativa di Malta"

Il maggiore dei tre figli prosegue il lavoro di Daphne. I suoi articoli accuratamente conservati sono una testimonianza della giornalista impegnata che è stata per trent'anni. "Penso che in qualunque altra società sarebbe stata forse una figura meno importante - ipotizza Matthew -, perché ci sono molte persone come mia madre, è solo a Malta che era così isolata, era l'unica giornalista investigativa di Malta, quindi sono molto orgoglioso del fatto che l'unico modo per zittirla, per le persone che mia madre stava indagando, fosse l'opzione nucleare, fosse ucciderla, fosse l'autobomba".

"È un'esecuzione organizzata dallo Stato"

Riguardo le indagini in cui ormai il governo di Muscat è pienamente coinvolto, le autorità non hanno voluto rispondere alle nostre richieste di un'intervista. L'opposizione invece non ha dubbi, e lo dice chiaro e forte, nelle parole dell'ex leader Simon Busuttil: "Questa per me è un'esecuzione che è stata organizzata dallo Stato. Questa è una banda di criminali, che ha preso il controllo del nostro paese e del nostro popolo e li ha portati a questa situazione disperata. Dobbiamo ripulire questo macello una volta per tutte. Eravamo un normale paese europeo ed è per questo che vogliamo a tornare a essere un normale paese europeo, perché lo meritiamo".

"Ha cambiato il paese, e lo sta ancora cambiando dalla tomba"

La morte di Daphne è una ferita aperta nella democrazia maltese, che è però servita a dare una scossa alla società. Sono in molti a dirlo, fra cui uno dei giornalisti che abbiamo incontrato di fronte al palazzo del primo ministro, Albert Galea del Malta Independent: "Penso che Malta sia cambiata, per quanto riguarda la società civile. C'è gente che ora ha più voglia di alzare la voce e di farsi sentire, e questo non riguarda solo la corruzione o il fatto di chiedere giustizia". Il direttore del Times of Malta concorda: "Penso che ci abbia resi più forti, ha fatto sì che i giornalisti andassero davvero a cercare chi fosse dietro quest'esecuzione".

Così la pensa anche Busuttil, che ricorda: "Le ultime parole di Daphne sono state: 'La situazione è disperata, perché ci sono truffatori dappertutto', e penso che i suoi scritti e il suo omicidio abbiano cambiato Malta rendendo la situazione meno disperata".

E lo stesso Matthew si stupisce di quanto la madre abbia significato, e significhi tutt'ora, per Malta: "È semplicemente incredibile quanto sia stata una figura importante, quante persone abbia ispirato, a quante carriere di politici corrotti abbia messo fine. Mia madre ha cambiato il paese, e lo sta cambiando ancora adesso, dalla tomba".

E il 16 di ogni mese dalla tomba mobilita centinaia di maltesi che si riuniscono alla Valletta per ricordarla e chiedere giustizia. Gente che vuole sapere chi ha voluto - o avrebbe voluto - mettere a tacere la ribelle Daphne, la cui voce risuona invece oggi più forte che mai.