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Usa: i mali del partito democratico

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Usa: i mali del partito democratico
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Il gesto della leader democratica Nancy Pelosi che ha stracciato il discorso di Trump dopo che questi aveva rifiutato di stringerle la mano, dimostra una tensione mai vista nella politica americana. Ma qual è la situazione del partito democratico sttatunitense in tutto questo? Lo abbiamo chiesto a Raffaella Baritono professoressa straordinaria di Storia Politica Americana all'università di Bologna e co-autrice, assieme ad Elisabetta Vezzosi, de "Oltre il secolo americano? Gli Stati Uniti prima e dopo l'11 settembre".

Raffaella Baritono: Da una parte abbiamo uno scontro istituzionale come mai si era verificato in passato. Non è certo la prima volta che c'è una procedura di impeachement, ma è la prima volta che essa arriva in un momento di forte polarizzazione politica.

Ciò che è avvenuto in Iowa dimostra che nel partito democratico, a differenza di quello che avviene in seno al partito repubblicano è un partito estremamente plurale al proprio interno. È un partito che prende posizioni molto differenziate fra di loro. Ma le primarie servono a questo: a chiarificare il campo.

Euronews: Professoressa Baritono, quale sarà il ruolo del candidato Bloomberg in tutto questo? Cosa sta aspettando?

Raffaella Baritono: La strategia di Bloomberg, che è certo un outsider perché certo lui può vantare un'esperienza come ex sindaco di New York, resta comunque un outsider rispetto al partito democratico. È in fondo una strategia di ottimizzazione del risultato. Bloomberg vuole evitare di scontrarsi con le difficioltà del suo essere un corpo estraneo al partito democratico, e questo in stati che sono poco pesanti dal punto di vista del numero dei delegati, e concentrarsi invece sugli stati che possono esprimere un più alto numero di delegati. Sicuramente lui approfitterà del modo in cui si profileranno i rapporti tra i vari candidati in questa prima fase.

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