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Primarie Usa: Bernie Sanders vince in New Hampshire, le reazioni

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Primarie Usa: Bernie Sanders vince in New Hampshire, le reazioni
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Quella di Bernie Sanders nel New Hampshire è la prima vittoria nitida nella caotica lotta per le nomination del Partito Democratico, tuttavia la gara è appena cominciata ed i giochi sono apertissimi per capire chi sfiderà Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti.

"La cosa davvero notevole - dice Julie Pace, Capo dell'ufficio di Washington dell'Associated Press - è che Sanders è molto al di sotto rispetto ai dati del 2016, quando vinse nel New Hampshire di 22 punti su Hillary Clinton: questa è stata una vittoria molto più ristretta, meno del 2%, ci si chiede se Sanders sia in grado di costruire la sua coalizione in questo terreno così affollato".

Rispetto al trionfo del 2016 su Hillary Clinton, questa volta il margine su Pete Buttigieg è di un punto e mezzo: 25,8 contro 24,4%. Un risultato che conferma la corsa a due dell'Iowa, anche se è ancora presto per dare per spacciati gli altri candidati e un nome di peso come Mike Bloomberg entrerà in gioco solo nel Super Tuesday del 3 marzo.

Delusione Biden, sorpresa Klobuchar

"Questa vittoria è l'inizio della fine per Donald Trump", ha comunque esultato Sanders di fronte ai suoi sostenitori. Sul senatore del Vermont potrebbero ora confluire i voti di Andrew Yang, imprenditore 45enne che si è ritirato dalla corsa democratica.

Clima euforico al comitato di Buttigieg, in testa per numero di delegati, mentre la vera sorpresa del voto è la senatrice del Minnesota Amy Klobuchar, che sfiora il 20%. Delusione per Elizabeth Warren, che si ferma al 9,4% e soprattutto per Joe Biden, solo quinto con l'8,4%. L'ex vicepresidente ha lasciato il New Hampshire in anticipo per concentrarsi sulla prossime tappe Nevada e South Carolina.

Trump a valanga

Come ampiamente previsto Donald Trump ha stravinto le primarie anche in New Hampshire con l'85,6% dei consensi. Il presidente degli Stati Uniti ha esortato i suoi elettori a giocare sporco, votando il candidato democratico più debole. Ha poi twittato un commento al risultato degli avversari storpiando il nome dell'ex sindaco di South Bend.

Sfida continua

Le prossime tappe sono quella del 22 febbraio nel Nevada, dove si vota di nuovo con il sistema dei caucus che ha creato tanti problemi in Iowa, e il 29 febbraio in South Carolina. Due Stati in cui Buttigieg potrebbe subire una battuta d'arresto, mentre Biden conta sulla presenza consistente di cittadini afroamericani per rilanciare la sua corsa alla Casa Bianca.

Le prime due occasioni di voto hanno mostrato un partito diviso tra due anime, la più progressista incarnata da Sanders e Warren, e la moderata di cui Biden è stato l'alfiere fino a questo momento.

Una spaccatura diventata sempre più profonda da cui Pete Buttigieg cerca di trarre vantaggio: "Né rivoluzione né status quo - ha detto ieri ai suoi sostenitori. A Washington c'è bisogno di una nuova generazione di leader, come quella dei sindaci che amministrano le nostre città".

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