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Il coronavirus uccide il medico che per primo lo scovò

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Il coronavirus uccide il medico che per primo lo scovò
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È morto in ospedale a causa del coronavirus, lui che per primo si era accorto dell'esistenza di un virus aggressivo e molto pericoloso.

Se ne è andato a 34 anni, Li Wenliang, l'oftalmologo cinese di Whuan che per primo due mesi fa scrisse in una chat ai colleghi di stare attenti avendo notato un'influenza diversa dal solito.

Il coronavirus non aveva ancora un nome, l'uomo aveva avuto un'intuizione geniale ma l'ufficio di pubblica sicurezza lo ha subito azzittito facendogli affermare di aver comunicato il falso e di aver "disturbato l'ordine sociale"; il provvedimento fu contro di lui e altre 8 persone.

Scoppiata l'epidemia le autorità si sono scusate col medico che ora non c'è più. Lui intanto si era ammalato, contagiato da una donna ignara di avere il coronavirus; gli ultimi giorni li ha passati in ospedale dove se n'è andato oggi, non potendo più respirare se non aiutato da una macchina per la ventilazione esterna.

A raccontare la sua storia è stato proprio lui: a fine gennaio, il giovane medico ripubblicò su Weibo, il Twitter in mandarino, copia della lettera spiegando quanto era accaduto.

Per molti è un eroe, un esempio d'integrità di fronte all'omertà del regime. Migliaia, in rete, i messaggi di vicinanza per quella che in Cina può considerarsi un'onda di dissenso corsa sul web.

Intorno alla sua morte ci sono state ore di mistero. Il Global Times, infatti, l'aveva annunciata per poi correggersi citando fonti ospedaliere e precisare che l'uomo era grave, respirava attaccato a una macchina. In serata la notizia del suo decesso.