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Coronavirus: Cina ammette ritardo nei controlli

Coronavirus: Cina ammette ritardo nei controlli
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Dopo aver chiuso le frontiere, la Russia offre assistenza alla Cina, che sta combattendo contro il coronavirus. Intanto la Repubblica cinese ha stanziato 3,5 miliardi di euro per lottare contro l'epidemia.

Ritardi nella gestione dell'emergenza, le prime ammissioni

Arriva anche il mea culpa del segretario del partito comunista cinese di Wuhan, Ma Guoqiang, che ammette per la prima volta dei ritardi nella gestione dell'emergenza.

Se fossero state adottate prima le misure di controllo, il risultato sarebbe stato migliore di quello attuale
Ma Guoqiang
segretario del partito comunista cinese di Wuhan

Secondo il New York Times la Cina ha informato l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) del coronavirus il 31 dicembre, ma ha tenuto i suoi cittadini all'oscuro fino a gennaio inoltrato. La diffusione del virus sarebbe iniziata i primi di dicembre.

Silenzio imposto al sindaco della città

Zhou Xianwang, sindaco di Wuhan, ha ammesso di non essere stato autorizzato a parlare pubblicamente del virus fino a pochi giorni prima della messa in quarantena della città. Sempre secondo il sindaco, i due ospedali specializzati di Wuhan "rispetteranno" i tempi record di costruzione e saranno pronti il 3 e il 6 febbraio. Le strutture potranno accogliere anche i parenti, sul modello dell'ospedale costruito a Pechino contro la Sars nel 2003.

Quanti contagi?

Secondo la rivista scientifica Nature i casi di coronavirus nella sola Wuhan potrebbero essere tra i 39 mila e i 190 mila.

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