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Terremoto in Turchia: Erdogan promette aiuti

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Terremoto in Turchia: Erdogan promette aiuti
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E' corsa contro il tempo, in Turchia, nella disperata ricerca di eventuali sopravvissuti al terremoto di venerdì. Una quarantina le persone estratte vive dalle macerie, dopo la scossa che ha provocato oltre 20 morti nelle province orientali di Elazig e Malatya. Sul posto per ribadire la vicinanza delle autorità, il presidente Erdogan ha promesso il massimo aiuto e bollato come "fandonie", le critiche di alcuni al rispetto d elle norme antisismiche.

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L'apprensione è però chiara sui volti di chi non ha notizie di amici e parenti. Raccontano storie di edifici crollati come castelli di carte, di intere famiglie inghiottite dalle macerie e di altre miracolosamente sopravvissute. "Noi siamo riusciti a scappare, ma i nostri vicini non ce l'hanno fatta - racconta un residente di Elazig -. Sono ancora sotto shock. Eravamo letteralmente terrorizzati". "La mia famiglia era a casa - l'opposta testimonianza di una donna -. Ho provato a mettermi in contatto con loro ma non ci sono riuscita. I telefoni suonano, una volta hanno anche risposto, ma non sono riusciti a parlare. Da quel momento è silenzio totale e i loro cellulari risultano anche staccati".

Oltre 20.000, secondo la presidenza turca, i soccorritori inviati da tutto il Paese. Offerte d'aiuti sono arrivati anche dalla vicina Grecia, ma Erdogan è sembrato rispedirla al mittente, dicendo che la "Turchia non ha bisogno di niente da nessuno".