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Libia: l'Ue vuole rispolverare Sophia

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Libia: l'Ue vuole rispolverare Sophia
Diritti d'autore  أ ب ـ Raad Adayleh
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Da Berlino la diplomazia europea fa base a Bruxelles per valutare le prossime mosse per porre fine al conflitto in Libia. Embargo sulle armi, cessate il fuoco e processo politico: questi alcuni dei punti concordati alla conferenza di Berlino.

Al consiglio affari esteri di lunedì l'UE studia i meccanismi per fare in modo che questi punti vengano rispettati, afferma il capo della diplomazia europea Joseph Borell.

"Esistono diverse possibilità. Un cessate il fuoco richiede che qualcuno se ne occupi. Non si può dire questo è un cessate il fuoco' e poi dimenticarsene. E' necessario il controllo dell'embargo "

Una delle opzioni sul tavolo per monitorare l'embargo è quella di rilanciare la missione Sophia, creata nel 2015 per contrastare il traffico di essere umani nel Mediterraneo. Secondo quanto affermato da Borrell ai giornalisti, il nuovo mandato di Sophia non escluderà la possibilità di salvare i migranti nel Mediterraneo, tuttavia sarà orientato maggiormente sul monitoraggio dell'embargo di armi.

Anche il ministro Di Maio ha confermato il nuovo orientamento della missione navale "Sophia va smontata e rimontata in modo da assicurare il rispetto dell'embargo, niente di piu", ha affermato al temine del vertice. "E proprio su questo ultimo punto ci tengo a ribadire che l’Italia è pronta a recitare un ruolo di primo piano per il monitoraggio della pace in Libia".

La questione è piu complicata, pero', fanno notare gli esperti. In primis perché le armi non solo potrebbero arrivare dal deserto, ma anche perchè sul campo gli schieramenti non sempre seguono le istruzioni dei due leader libici.

"La realtà è che entrambe le parti fanno affidamento su una serie di milizie di diverso tipo", spiega Stefano Marcuzzi, analista presso il NATO Foundation College. "Anche se i due ledaer sono disposti a implementare l'accordo raggiunto a Berlino, e questo è già di per se un'incognita, cosa faranno i loro sostenitori sul campo?".

A febbraio l'Alto rappresentante presenterà una proposta per una missione europea di salvaguardia del cessate il fuoco in Libia, sotto l'egida delle Nazioni Unite.

Se tutte le parti riuscissero a mettere in atto un cessate il fuoco abbastanza a lungo, allora le Nazioni Unite sarebbero in grado di avviare un nuovo processo politico per il Paese.

Dal 2011 La Libia è consumata da un conflitto armato originato con la rivolta che ha posto fine al regime di Muammar Gheddafi.

Da allora le diverse iniziative diplomatiche per trovare una soluzione pacifica al conflitto sono fallite.