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Sud Sudan verso la pace. Firmato l'accordo alla Comunità di Sant'Egidio

Sud Sudan verso la pace. Firmato l'accordo alla Comunità di Sant'Egidio
Diritti d'autore AP Photo/Domenico Stinellis
Diritti d'autore AP Photo/Domenico Stinellis
Di Giulia Avataneo
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A mezzanotte si poseranno le armi in un Paese dove il conflitto politico ed etnico ha fatto 400 mila vittime. Centrale la mediazione di Papa Francesco che ora potrebbe pianificare la sua prima missione nel Paese africano

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È il passo più concreto di sempre per la pace in Sud Sudan: alla Comunità di Sant'Egidio, a Roma, governo e opposizione del Paese africano, provato da sei anni di sanguinosa guerra civile, per la prima volta hanno condiviso un documento che pone fine alle ostilità, a partire dalla mezzanotte.

Si poseranno le armi in uno Stato che dal 2013, due anni dopo l'indipendenza dal Sudan, è lo scenario di un conflitto etnico e politico che potrebbe aver fatto 400 mila vittime e quattro milioni di rifugiati. Su 12 milioni di abitanti rimasti, più della metà sopravvive grazie agli aiuti internazionali.

La mediazione del Papa e di Sant'Egidio

"Il documento vede per la prima volta riuniti insieme in un dialogo costruttivo il governo del Sud Sudan, i partiti di opposizione firmatari dell'accordo di pace del settembre 2018 e anche coloro che non lo hanno firmato -  ha spiegato il segretario generale della Comunità di Sant'Egidio, Paolo Impagliazzo -Con questo documento tutti i protagonisti del processo di pace si impegnano solennemente alla cessazione delle ostilità a partire dalla mezzanotte del 15 gennaio 2020 e a discutere qui a Sant'Egidio i meccanismi inclusivi per monitorare il cessate il fuoco". 

"Amiamo il nostro Paese e vogliamo la pace. Vogliamo che i bambini e le donne non muoiano più", ha dichiarato l'inviato del governo, Benjamin Barnaba Marial.

"Vogliamo un Paese che possano chiamare casa, per vivere uniti in armonia", concorda il rappresentante dei movimenti di opposizione, che non avevano aderito all'accordo di pace di Addis Abeba, nel 2018.

Da quel momento fondamentale è stata la mediazione di Sant'Egidio e del Papa, che ora potrebbe pianificare la sua prima visita nel Paese. Ma sono cambiati anche gli equilibri geopolotici con l'uscita di scena del dittatore Omar Al Bashir.

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