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Regno Unito: Johnson accelera sulla Brexit, Corbyn si scusa per il crollo dei laburisti

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Regno Unito: Johnson accelera sulla Brexit, Corbyn si scusa per il crollo dei laburisti
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Boris Johnson non perde tempo. Archiviato il trionfo elettorale che gli ha consegnato una solida maggioranza e sancito il tracollo dei laburisti, il premier intende procedere spedito sul fronte Brexit.

Domani i parlamentari eletti saranno a Westminster, mentre giovedì è in programma la cerimonia di apertura del Parlamento a cui parteciperà la Regina. Già venerdì quindi Johnson potrebbe riportare in aula il testo sull'accordo di divorzio con l'Unione europea.

L'intenzione del premier è quello di ottenere il via libera dei Comuni prima di Natale. Per il momento Johnson non ha intenzione di stravolgere la squadra di governo - tra i rimpiazzati ci sarà il ministro dell'Ambiente Zac Goldsmith, che ha perso il proprio seggio - mentre un rimpasto più consistente potrebbe avvenire all'inizio del 2020, in particolare dopo il 31 gennaio.

L'esito del voto nel Regno Unito è stato accolto con un sospiro di sollievo anche a Bruxelles, che negli ultimi mesi è venuta incontro in più di un'occasione al governo britannico, concedendo diverse estensioni dell'entrata in vigore della Brexit e rinegoziando con Johnson alcuni punti dell'accordo.

Una volta che il Regno Unito avrà lasciato l'Unione europea si aprirà una nuova fase della trattativa, in cui Londra e Bruxelles dovranno definire le loro relazioni commerciali. L'obiettivo del governo, ribadito da Michael Gove, è quello di trovare un accordo entro la fine del 2020.

Un'ipotesi irrealistica secondo i leader europei. Sullo sfondo resta poi la questione scozzese e la richiesta di un nuovo referendum sull'indipendenza da parte della premier Nicola Sturgeon dopo la netta affermazione del Partito Nazionale Scozzese.

I laburisti nel frattempo si leccano le ferite e si preparano a voltare pagina. Il tracollo elettorale ha chiuso l'era Corbyn, che dovrebbe lasciare la guida del partito all'inizio del prossimo anno. In una lettera aperta Corbyn ha messo nero su bianco le sue scuse.

"È stata una sconfitta dura e me ne assumo la piena responsabilità", ha scritto il leader laburista, convinto che la Brexit abbia avuto un peso cruciale nella disfatta del 12 dicembre, in cui il partito ha ottenuto il suo peggior risultato dagli anni trenta.

Un'assunzione di responsabilità, quella di Corbyn, accompagnata da una difesa delle idee alla base della sua campagna elettorale, condotta con un messaggio di "speranza" per il Regno Unito.

Così, incognita scozzese a parte, le secolari e complicate procedure di Westminster, che negli ultimi mesi hanno creato a Johnson più di un grattacapo, sembrano al momento l'unico vero ostacolo sulla strada del premier.