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Regno Unito, 2019: Brexit o non Brexit, questo è il problema

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Regno Unito, 2019: Brexit o non Brexit, questo è il problema
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Il 2019 sarà ricordato dagli storici della politica come l'anno in cui il sistema parlamentare britannico è testato sino al limite.

Una Nazione divisa, con Partiti fratturati e un Primo Ministro esautorato.

Il Regno Unito evita di uscir fuori dall'Unione europea senza accordi dopo la proroga al 31 ottobre.

"Questa estensione temporale è flessibile come mi aspettavo e un po' più breve di quanto mi aspettassi - dice DONALD TUSK, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO - ma è abbastanza per trovare la migliore soluzione possibile: per favore, non perdiamo tempo".

Il cambio della guardia

Dopo aver subito più sconfitte alla Camera dei Comuni di quanti i suoi predecessori ne abbiano accumulato, non ultima la mancata approvazione del contratto di recesso della Brexit per tre volte, Theresa Maygiunge al capolinea.

"Lascerò presto l'incarico che ha rappresentato l'onore della mia vita - dice - la seconda Premier donna, certamente non l'ultima: lo faccio volontariamente e con enorme e duratura gratitudine per aver avuto l'opportunità di servire il Paese che amo".

Ecco dunque Boris Johnson, che durante la campagna elettorale promette che non ci sarebbero ulteriori ritardi per la Brexit.

(AP)Stefan Rousseau

Alla domanda "Può promettere che non tornerà a Bruxelles a chiedere una proroga?", Johnson risponde "Sì, posso, preferirei morire in un fossato".

Dopo che il Primo Ministro perde la maggioranza in Parlamento, incontra seri problemi quando la Corte Suprema smaschera i suoi consigli "illegali" elargiti alla Regina al fine di sospendere la legislatura per cinque settimane.

Il successo del "guascone"

A seguito di un vertice col Premier irlandese, Varadkar, tuttavia, Bruxelles cede, riaprendo l'accordo di recesso: l'inattesa svolta implica che Johnson debba inevitabilmente chiedere una proroga sino al 31 gennaio, ma a Westminster intanto i problemi sembrano risolti.

Senza maggioranza, il Primo Ministro non può ottenere l'ok all'accordo attraverso la Camera dei Comuni, quindi il Regno Unito è richiamato alle urne per la quarta volta in un decennio.

Il motto di Boris Johnson "Get Brexit Done" lo aiuta ad ottenere la più grande maggioranza dei Conservatori in 30 anni, sgombrando il campo da un eventuale secondo referendum e dando la Brexit per assodata.

Il Regno Unito è ora pronto a lasciare l'Unione europea e ad entrare in un anno di transizione, in cui le parti cercheranno di stipulare un nuovo accordo di libero scambio.

Il primo anno del neoeletto Governo - Johnson sarà fondamentale per determinare se il suo mandato quinquennale sanerà l'attuale disordine nel Paese.

Copyright 2019 The Associated Press. All rights reservedKirsty Wigglesworth