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Iran: la minaccia atomica per scardinare le sanzioni americane

Iran: la minaccia atomica per scardinare le sanzioni americane
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Nei war games innescati dalla trojka nucleare - Stati Uniti, Iran, Unione europea - Teheran alza la posta. Mancano 60 giorni alla scadenza dell'ultimatum ai partner europei e la Repubblica islamica, presieduta da Rohani, "ha aumentato di circa 10 volte la sua produzione quotidiana di uranio". L'annuncio è arrivato dall'Organizzazione per l'energia nucleare in Iran. Il braccio di ferro è legato alla posizione dell'Europa nei confronti delle sanzioni americane.

"Dobbiamo ringraziare i nostri nemici per aver creato un'opportunità per la Repubblica Islamica dell'Iran, specialmente nel settore della tecnologia nucleare, per dimostrare come abbiamo potuto ottenere un tale risultato nel produrre macchine S8 in così poco tempo", è stato il commento di Ali Akbar Salehi, capo dell'Organizzazione per il nucleare.

L'Iran riconosce dunque una nuova violazione dell'accordo del 2015, che dice di non voler abbandonare, ma la richiesta è quella di una sponda europea più decisa nella partita con Washington sui provvedimenti sanzionatori che minano l'economia iraniana.

"Abbiamo sempre espresso le nostre preoccupazioni perché crediamo che l'accordo debba essere preservato - ha detto Maja Kocijancic, portavoce della Commissione europea - è una questione di sicurezza, non solo della regione o dell'Europa, ma a livello globale".

L'accordo sul nucleare è un patto internazionale, approvato dall'ONU, e noi crediamo che debba rimanere in vigore
Maja Kocijancic, portavoce della Commissione europea

La foto di gruppo e i visi distesi che hanno accompagnato la firma sul patto per il nucleare del 2015 non ci sono dunque più. L'Iran mette in funzione 60 centrifughe avanzate nel sito nucleare di Natanz, il doppio rispetto al regime precdente, riducendo così ulteriormente il tempo teorico necessario per produrre l'atomica.