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Elezioni in Bulgaria: il premier Borissov perde voti, ma vince a Sofia, Plovdiv e Varna

il primo ministro della Bulgaria Boyko Borissov.
il primo ministro della Bulgaria Boyko Borissov.
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Nessuna svolta in Bulgaria, paese che rimane a destra.Il primo ministro bulgaro Boïko Borissov (60 anni) può essere soddisfatto: al secondo turno delle elezioni locali, il suo partito GERB, di centro destra, ha conquistato i sindaci nelle tre città più importanti della Bulgaria: Sofia, Plovdiv e Varna.

Nella capitale, Yordanka Fandakova si è assicurata la vittoria con il 53.5% dei voti, conquistando cosi il suo quarto mandato come Sindaca di Sofia.
Battuta Maya Manolova, una candidata indipendente sostenuta dai socialisti dell'opposizione.

Yordanka Fandakova, per la quarta volta sindaca di Sofia.

A Plovdiv, il candidato del Gerb Zdravko Dimitrov ha raccolto il 55,4% dei voti, contro il 39,1% andato a Slavcho Atanassov, candidato del Partito nazionalista Fronte Nazionale per la Salvezza della Bulgaria.

A Varna, il maggior porto sul Mar Nero, il Gerb si riconferma con il 61,7% del suo candidato Ivan Portnik, battendo Kostadin Kostadinov del movimento nazionalista Vazrazhdane, che ha ottenuto il 33,9%.

Le elezioni politiche nazionali sono previste per il 2021.

Borissov, da quasi dieci anni al potere

Borissov al voto.

Nonostante il successo nelle principali città Il partito GERB del primo ministro Borissov, al potere da quasi 10 anni (tranne per un breve periodo tra 2013 e 2014), ha visto diminuire i voti rispetto a quattro anni fa, a causa, in particolare, degli scandali di corruzione che l'hanno travolto l'anno scorso.

Per rimanere al potere a livello nazionale, il GERB, che sostiene la disciplina fiscale, si basa su una coalizione con partiti nazionalisti più piccoli.

Da quando è risalito al potere nel 2017 con il suo terzo governo, Borissov ha aumentato la retribuzione pubblica spingendo i salari medi mensili verso l'alto, eppure la Bulgaria resta lo Stato membro più povero dell'Unione Europea.
E cercando di rimanere in buoni rapporti con il "Grandi" dell'Europa, come ad esempio Macron.

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