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Erdoğan annuncia l'inizio dell'operazione militare contro i curdi in Siria

Erdoğan annuncia l'inizio dell'operazione militare contro i curdi in Siria
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Convoglio militare turco fotografato vicino al confine con la Siria - Mehmet Ali Dag/ Ihlas News Agency (IHA) via REUTERS
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L'operazione militare della Turchia contro le forze curde nel nord-est della Siria è cominciata. Lo ha annunciato su Twitter il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan.

Il nome scelto suona stridente: "Peace Spring", fonte di pace. L'esercito turco punta a "neutralizzare la minaccia terroristica contro la Turchia e creare una zona cuscinetto per facilitare il ritorno dei rifugiati siriani nelle loro case". Durante la notte, secondo l'osservatorio nazionale dei diritti umani in Siria l'artiglieria turca ha già colpito alcune basi curde nel nord del Paese, mentre questa sera Ankara ha dato il via all'offensiva di terra.

L'avanzamento in Siria arriva dopo il via libera dell'amministrazione Trump, considerato un tradimento dai curdi che per anni sono stati fondamentali nella lotta contro il califfato islamico.

L'Unione Europea ha chiesto alla Turchia di interrompere le operazioni militari, aggiungendo che non pagherà per alcuna "zona di sicurezza".

Diverse esplosioni sono avvenute nella località siriana di Ras al-Ayn, alla frontiera con la Turchia, l'area in cui è iniziata l'operazione militare. Lo riferiscono le tv locali, mostrando le immagini di una fitta coltre di fumo che si leva dalla parte siriana del confine.

Le potenze mondiali temono che l'azione possa aprire un nuovo, sanguinoso capitolo della guerra in Siria e aggravare l'instabilità della regione. Ankara punta a creare una zona in cui reinsediare migliaia di profughi siriani, alleggerendo così la pressione dell'opinione pubblica che vive nel sud-est del paese.

La Siria si è detta determinata a combattere qualsiasi tentativo di aggressione turco con ogni mezzo legittimo.

La Turchia considera i combattenti curdi dell'YPG alla stregua di terroristi. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres ha esortato tutti gli attori coinvolti nel nord-est della Siria a esercitare la massima moderazione e a proteggere le vite dei civili.

Gli ambasciatori in Turchia dei Paesi membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu sono stati invitati al ministero degli Esteri di Ankara per essere aggiornati sugli sviluppi dell'operazione militare lanciata oggi dalla Turchia nel nord-est della Siria. Lo riferiscono fonti diplomatiche di Ankara.

Le reazioni

Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg: "È importante evitare azioni che possano ulteriormente destabilizzare la regione, aumentare le tensioni e causare ulteriori sofferenze umane. Spero che qualsiasi iniziativa intrapresa dalla Turchia nel nord della Siria sia proporzionata e misurata. Non dobbiamo mettere a repentaglio la nostra lotta al nemico comune, l'Isis, che pone ancora una grande minaccia al Medio Oriente e all'Africa del Nord e a tutti i nostri Paesi. La Turchia ha chiaramente delle preoccupazioni per la propria sicurezza, ha subito degli attacchi terroristici e ospita milioni di rifugiati siriani".

Giuseppe Conte, presidente del Consiglio italiano: "Sono stato appena informato dell'iniziativa unilaterale della Turchia sulla quale non posso che esprimere preoccupazione. Sono iniziative che possono portare ad una ulteriore destabilizzazione della regione".

Presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker: Rivolgo un "appello alla Turchia affinché blocchi l'operazione militare in corso. La via militare non porta mai a buoni risultati", ha detto intervenendo al Parlamento europeo. E rivolgendosi ad Ankara ha aggiunto: "non aspettatevi che l'Ue finanzi una cosiddetta zona di sicurezza"