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Turchia-Siria, l'Ue teme un nuovo conflitto

Turchia-Siria, l'Ue teme un nuovo conflitto
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La decisione di Ankara di invadere il nord della Siria per creare una zona cuscinetto alle sue frontiere, ufficialmente destinata a ricevere i siriani messi in fuga dal conflitto, solleva preoccupazioni, soprattutto dopo il via libera di Washington. L'ONU dice di attendersi lo scenario peggiore, e anche l'Unione europea teme tanto lo scoppio di un conflitto quanto uno stop agli sforzi per cercare soluzioni politiche.

"Il ritorno alle ostilità armate nel nord-est non solo è destinato a esasperare le sofferenze delle popolazioni civili causando massicci sfollamenti, ma rischia anche di compromettere gravemente gli attuali sforzi politici che, come è noto, noi sosteniamo. Abbiamo sollecitato e continuiamo a sollecitare i garanti di Astana, che ricomprendono la Turchia, affinché decidano per la cessazione delle ostilità", Spiega Maja Kocijancic.

L'ok statunitense al disegno turco equivale a una svolta radicale nelle posizioni finora tenute dalla Casa Bianca; tanto radicale da venire bollata dai curdi un aperto tradimento. Il presidente Donald Trump ha liquidato la faccenda via Twitter, sostenendo che i curdi hanno combattuto contro l'Isis ma che per questo sono stati profumatamente pagati. Trump ha anche polemizzato con l'Europa, che non vuole farsi carico dei miliziani dello Stato islamico catturati dagli Usa. "L'Europa non li ha voluti indietro, hanno detto teneteli negli Usa. Io ho detto no, vi abbiamo fatto un grande favore e ora volete che li tratteniamo nelle carceri statunitensi con costi altissimi.

Intanto, sul terreno, le forze Usa hanno già cominciato ad abbandonare le proprie posizioni dalla Siria settentrionale, in quello che per molti è il prologo all'invasione massiccia da parte dell'esercito di Ankara.

Dal canto loro, i curdi, per i quali l'occupazione turca equivale all'avvio di una pulizia etnica, promettono di resistere con ogni mezzo, e minacciano di contribuire all'esplosione di un nuovo conflitto, in una regione già fin troppo instabile.