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Brasile: la chiazza di petrolio si estende a 132 spiagge

Brasile: la chiazza di petrolio si estende a 132 spiagge
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REUTERS/Diego Nigro
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Sale il numero di spiagge raggiunte dalla chiazza di petrolio che il mese scorso ha colpito il Nordest del Brasile.

Davanti al disastro ambientale, si tratta di circa un centinaio di tonnellate di greggio riversate in mare il presidente Jair Bolsonaro ha ordinato un'inchiesta alla Marina.

L'Istituto brasiliano dell'ambiente ha riferito che la chiazza continua a espandersi, il petrolio ha raggiunto finora le coste di 61 città in 9 Stati nord-orientali, l'ultimo dei quali Bahia, una delle principali destinazioni del turismo internazionale.

Sospetti sul Venezuela

Dopo aver analizzato i campioni, la compagnia petrolifera statale Petrobras sospetta che il greggio provenga da petroliere venezuelane

Jair Bolsonaro ha ha ribadito questi sospetti: "Circa 140 navi hanno sostato in quella regione, questo può essere opera di criminali o accidentale, potrebbe essere un naufragio, è complesso (scoprirlo), abbiamo individuato un Paese che potrebbe essere quello dell'origine del petrolio", ha detto il capo dello Stato. "Ciò che è stato verificato è il Dna del petrolio, che non è prodotto né commercializzato in Brasile", ha aggiunto Bolsonaro lasciando la sede del ministero della Difesa.

Secondo il quotidiano Folha de Sao Paulo "le analisi condotte da Petrobras suggeriscono che il Venezuela sarebbe il possibile luogo di origine del petrolio".

Gli istituti di protezione della fauna. hanno sospeso per il momento il rilascio in mare delle tartarughe da parte.

Foto di Julio Deranzani Bicudo