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L'inno all'Europa dei Trouble Notes

L'inno all'Europa dei Trouble Notes
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Girano l'Europa, suonano in ogni posto possibile e incontrano artisti locali per arricchirsi e sviluppare il loro nuovo album, e nello stesso tempo mandano un messaggio all'Europa: "United in diversity", "Uniti nella diversità", lo slogan dell'Unione europea, è anche il titolo dato al tour europeo dei Trouble Notes.

Perché vedono l'Europa come una grande orchestra, dove strumenti diversi con le loro storie diverse possono suonare insieme. Bennet Cerven, il leader del gruppo, un violinista statunitense che vive a Berlino da sei anni, ci ha raggiunti nel nostro studio:

"Una delle cose che ho notato qui in Europa, in particolare per le generazioni più giovani, è che molti iniziano a sentirsi europei. Ed è molto importante celebrare il continente europeo e la diversità che c'è qui, ed è quello che cerchiamo di fare con questo album".

E se molti europei pensano di dover promuovere la propria identità, questo non deve seguire la via del nazionalismo, dice Cerven. D'altra parte, suonare insieme in modo armonioso non può portare alla pretesa di suonare tutti la stessa cosa:

"Se guardiamo alle diverse sfumature, pensando a un grande brano musicale che spanda lo spettro sonoro su una certa ampiezza, avrai quegli strumenti bassi e poi vai fino al soprano, agli strumenti alti... E se dicessimo che adesso tutti devono suonare sulla stessa ottava, o sullo stesso timbro, non funzionerebbe, non potresti mai avere una sinfonia".

Un viaggio in Calabria, un amico che lo convince a comporre una tarantella, l'ispirazione che viene poi in Serbia, in riva al Danubio, con l'idea di mescolare la musica calabrese con quella celtica, e poi il percorso che si conclude in Bretagna... È il viaggio di ogni loro brano, praticamente. Questa è Fíodóir, celtica and tarantella insieme. L'hanno suonata per noi davanti alla sede di Euronews.

Vi proponiamo l'intervista integrale con Bennet Cerven, il violinista statunitense del gruppo, e Florian Eisenschmidt, il chitarrista tedesco. Entrambe le interviste verranno tradotte qui nei prossimi giorni.

Quella di Cerven, nel video, è in Inglese, mentre con Eisenschmidt è in Tedesco. Ed ecco anche il mini-concerto realizzato proprio sotto la sede di Euronews: