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Chirac, il lato oscuro dell'ex presidente neogollista

Chirac, il lato oscuro dell'ex presidente neogollista
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REUTERS/Philippe Wojazer/File Photo
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Una vita politica lunga 40 anni quella dell'ex presidente Jacques Chirac, parimenti omaggiata nel giorno della morte, ma diversi sono stati i periodi segnati dalle pagine non troppo chiare che hanno riguardato le sue attività.

Appena insediatosi all'Hôtel de Ville a fine anni 70, il sindaco Chirac mette a segno la sistemazione della vasta area delle Halles e il primo piano regolatore di Parigi. Un errore urbanistico e uno scivolone estetico il primo, una politica che andava a favore dell'auto privata il secondo, già perseguita durante la gestione prefettizia della città.

Nel 2011 fu dichiarato colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici e abuso di potere dal tribunale di Parigi, per eventi accaduti proprio quando era ancora sindaco di Parigi, tra il 1977 e il 1995. Si salvò grazie a una perizia medica che attestava gravi turbamenti psichici.

Nel giugno 1995, soltanto un mese dopo il suo arrivo all'Eliseo, annunciò la ripresa degli esperimenti nucleari per consentire alla nazione francese di mettere a punto la tecnica della simulazione. La decisione di Chirac suscitò reazioni durissime nell'area del Pacifico e nel resto del mondo. Nel 2006 uscì un rapporto che confermava l'avvenuto aumento dei casi di cancro alla tiroide nelle isole della Polinesia a causa di quei test.

Il passo falso del secondo mandato presidenziale di Chirac fu segnato poi dal voto contrario del 54,87% dei francesi al referendum sulla Costituzione europea il 29 maggio 2005. E il 2005 è l'anno in cui il fedele neogollista viene collpito da un ictus, malattia che lo accompagnerà fino alla morte il 26 settembre odierno. L'anno della "morte" politica.

Dell'Europa dirà: "Un'avventura fantastica ma non è stato sempre facile starci".

Ed è sempre il 2005 l'anno delle rivolte nelle banlieues parigine, fenomeno che In seguito si estese anche ad altre città della Francia: ministro dell'interno era Nicolas Sarkozy.