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Robot e droni per ridurre gli sprechi dei terreni agricoli di grandi dimensioni

Robot e droni per ridurre gli sprechi dei terreni agricoli di grandi dimensioni
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In Italia si coltivano oltre 100 mila tonnellate di nocciole all'anno. Con i robot di nuova generazione si potrà agevolare il lavoro di agronomi e agricoltori, tagliando i costi e nel rispetto dell'ambiente?

Interventi "personalizzati" per ogni pianta

Terreni agricoli molto vasti finiscono inevitabilmente con lo sprecare acqua, pesticidi, fertilizzanti e altre risorse: tutte le piante devono ricevere lo stesso trattamento, che ne abbiano bisogno oppure no. Un problema che i ricercatori stanno cercando di risolvere adattando gli interventi alle singole piante, spiega l'agronomo Valerio Cristofori dell'Università della Tuscia: "La precision farming ci permette di effettuare interventi mirati nel momento opportuno, con le giuste quantità e nelle condizioni di effettiva necessità per la pianta, condizione che l’agricoltura tradizionale oggi non rispetta".

Ma individuare le singole esigenze di ogni pianta richiederebbe troppo tempo e troppo lavoro al personale umano. È qui che possono intervenire i robot. Nell'ambito del progetto di ricerca europeoPantheon è stato creato un prototipo in grado di muoversi in modo autonomo e di effettuare misurazioni sulle piante. I dati vengono raccolti con uno scanner laser per la ricostruzione geometrica 3D. In un secondo momento, attraverso le immagini multispettrali e ad alta risoluzione scattate dagli apparecchi fotografici, viene effettuata la valutazione fisico sanitaria delle piante.

Il robot col pennarello

I robot inviano i dati a un sistema informatico centralizzato, ideato anch'esso nell'ambito di Pantheon. Un'interfaccia di facile utilizzo fornisce agli agronomi tutto il necessario, dai dati meteo alle informazioni dettagliate sulle condizioni delle piante. La web developer Silvia Samà prevede che "In futuro ci sarà la visualizzazione 3D dell’albero, con la visualizzazione di quali sono gli interventi suggeriti per l’albero - se vada potato, irrigato, concimato... - e con tutta la storia di tutto quello che è stato fatto su quell'albero".

Gli ingegneri utilizzano tecnologie di motion capture e algoritmi per lo spostamento autonomo allo scopo di rendere il robot il più preciso possibile. Uno degli obiettivi è di far usare al robot un pennarello speciale in modo da poter lasciare un segno sui rami che necessitano di potatura. La potatura andrà ancora fatta a mano, ma il robot renderà più facile individuare i rami. Un vantaggio non da poco, commenta Pasquale Peluso dell'università Roma Tre: "Questo tipo di procedura rende le piante facilmente individuabili, anche da parte di agronomi non molto esperti, quindi anche questo facilita notevolmente il lavoro e le attività di potatura".

Aiutare gli umani, non sostituirli

I ricercatori della Libera Università di Bruxelles e dell'università di Trier stanno anche lavorando su un drone che dovrebbe permettere di determinare rapidamente dall'alto le necessità dei terreni in termini di irrigazione, o individuare parassiti e malattie. Una tecnologia che interessa sicuramente l'industria dolciaria, sostiene il coordinatore del progetto Andrea Gasparri, "Perché da un lato riusciranno a migliorare quella che è la qualità produttiva, ma dall’altro riusciranno anche ad avere un minimo impatto ambientale, che è quello che negli ultimi anni stiamo vedendo come interesse dei maggiori attori in questo tipo di business".

Gli scienziati rassicurano: i robot non sostituiranno la manodopera umana, si prenderanno solo carico delle attività più ripetitive, riducendo l'emissione di sostanze inquinanti.

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