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In Belgio governo cercasi

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Il Belgio è ancora alla ricerca di un governo. Tre mesi dopo le elezioni federali e regionali, il Paese non ha ancora composto una coalizione. Le tendenze politiche tra fiamminghi e francofoni differiscono fortemente. L'ala destra nazionalista e l'estrema destra hanno prevalso nel nord del Paese. Mentre in Vallonia la maggioranza è articolata attorno al partito socialista e agli ecologisti. Ma le urne hanno ulteriormente frammentato le due comunità.

"Tra i problemi: i partiti che si trovano alle estremità opposte del sistema politico e non possono integrarsi in una maggioranza federale. Va notato che il numero totale di seggi per i partiti di estrema destra e della sinistra radicale sono 30 seggi su 150. Il che significa che non si potrebbe avere la maggioranza di 76 all'interno di 150 seggi ma all'interno di 120. E in quei 120 ci sono partiti che sono quasi contrastanti per poter formare la maggioranza" racconta a Euronews Pascal Delwit dell'Università ULB di Bruxelles.

Il Belgio detiene già il record per la più lunga crisi politica. Durante i 541 giorni tra il 2010 e il 2011 i partiti politici hanno negoziato una coalizione di governo. Gli osservatori ritengono che l'attuale modello politico sia sostanzialmente divero. Tuttavia, il governo belga è in attività regolare da dicembre. La precedente coalizione cadde sotto la pressione dei nazionalisti fiamminghi contrari al patto globale di Marrakech sulla migrazione.

Nonostante ció, il compito sembra ulteriormente complicato dal gioco delle poltrone europee. L'attuale primo ministro Charles Michel e il ministro degli esteri Didier Reynders saranno chiamati a nuovi incarichi nelle prossime settimane nell'Unione europea.

"Alla fine si puo' rendere una difficoltà un'opportunità, ovvero la nomina del Primo Ministro di un governo ad interim per gli affari correnti può essere una leva per la costruzione di una maggioranza. Una delle ipotesi che circolano in determinati ambienti è che, in effetti, la condivisione di persone e competenze tra la presidenza del Consiglio, la Commissione europea e il numero 16 di rue de la Loi, vale a dire la carica di primo ministro, sia forse in linea con la costruzione di una maggioranza federale" sostiene Delwit.

Fattori esterni potrebbero spingere i partiti politici a scendere a compromessi. Sfide come l'ambiente, la Brexit o il rischio di una recessione in Germania potrebbero convincere i funzionari belgi a trovare una certa stabilità.

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