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Elezioni, Magri (La Stampa): "si va verso l'esercizio provvisorio"

Elezioni, Magri (La Stampa): "si va verso l'esercizio provvisorio"
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Lo strappo ormai è consumato e stavolta a quanto pare non si torna indietro: resta però da capire come le elezioni invocate a gran voce da Carroccio e centrodestra, potrebbero combaciare con una legge di bilancio da presentare entro il 31 dicembre, pena l'aumento dell'Iva. Secondo Salvini la soluzione sarebbe votare il 20 ottobre anziché il 27, ma anche in quel caso - tra la riunione delle nuove camere e la nomina degli organismi parlamentari - il nuovo governo non sarebbe attivo prima d dicembre.

Ne abbiamo parlato con Ugo Magri, cronista politico della Stampa, che abbiamo raggiunto nel suo ufficio di Roma. "Se si guarda realisticamente a cosa può succedere - spiega - il problema è che entro fine anno è molto complicato che venga fatta qualunque forma di manovra economica. Certo, potrebbe esserci una parte politica che vince: Salvini spera di vincere lui e di fare il governo in quattro e quattr'otto, con il dibattito alla camera in due, tre giorni... ma a un governo che, nella migliore delle ipotesi, sarà nato entro metà dicembre, si potrà chiedere poi di fare una manovra in due, tre giorni`, chiedendo poi al parlamento di approvarla in una settimana?".

"Diciamo le cose come stanno - continua Magri - siamo già fuori tempo massimo. Realisticamente, per chi non vuole vendere favole, siamo già all'esercizio provvisorio. Il che significa che le voci dell'anno nuovo verranno ripartite sulla base dell'anno vecchio. C'è chi dice che non sia una grande tragedia perché, dal momento che scatteranno le clausole automatiche, che valgono 23 miliardi da evitare, l'Iva passerà al 13 e al 25% (ruspettivamente la massima e la minima) e ciò alle casse dello Stato farà un gran bene. Peccato non sia altrettanto vero per le tasche dei cittadini".

Comunque vada, l'Italia farà bene a prepararsi a una campagna elettorale che, anche econdo Magri si opreannuncia durissima.

"Ci sarà un Salvini contro tutti" prosegue Magri. "A Roma già si parla di S.c.t.: Salvini contro tutti. Lui tenterà, con o senza alleati, o anche puntando sul cosiddetto voto utile, di fare un referendum su di sé: e cioé cercherà di dire 'volete darmi pieni poteri per andare a fare a testate con l'Europa, a imporre a un'Europa timorosa e timida, che si prenderà paura, la possibilità di sfondare i tetti e di fare tutta una serie di operazioni di bilancio che ci avrebbero vietato?' Lui chiederà all'Italia questo: e se, nel frattempo, non saranno saltate le compatibilità finanziarie, lo spread non sarà impazzito, potrebbe avere delle chance. In ogni caso, questo è l'argomento che giocherà".