Missione USA per la sicurezza marittima nel Golfo: Berlino rifiuta, Londra dice sì

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L'ultima puntata della "guerra delle petroliere" nello stretto di Hormuz

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La Germania respinge la richiesta degli Stati Uniti di unirsi ad una missione a guida americana per difendere le navi cisterna di passaggio nello stretto di Hormuz, dove transita un quinto del greggio di tutto il mondo. Qui è in atto un braccio di ferro, con sequesti di petroliere, tra l'Iran e il resto del mondo.

Lo ha confermato il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, nel giorno in cui invece il neo governo di Boris Johnson ha detto sì. Due settimane fa chiedeva solo una missione europea.

La Germania la chiede ancora. Concetto ribadito da Maas, che tuttavia ha ammesso che il tema "non è in agenda e ci vorrà del tempo per convincere l'Unione europea".

La Gran Bretagna tuttavia conferma la volontà di non seguire gli Stati Uniti nella politica del muro contro muro con l'Iran, e di lavorare con le altre potenze europee per salvare l'accordo sul nucleare.

A luglio l'Iran aveva sequestrato nello stretto una petroliera britannica per presunte violazioni, due settimane dopo quello a Gibilterra di una nave iraniana ad opera del Regno Unito, perché sospettata di consegnare petrolio al regime siriano e di violare le sanzioni UE.

Nelle ultime ore l'Iran ha annunciato il sequestro di una nave cisterna irachena accusata di contrabbandare greggio verso i Paesi arabi dell'area.

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