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Iniziato il G7 in Francia

Iniziato il G7 in Francia
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"Lavorare per un capitalismo più giusto". È questo il motto del G7 che si è aperto a Chantilly a nord di Parigi.

I ministri delle finanze e i governatori delle banche di Francia, Stati Uniti, Canada, Germania, Italia, Giappone e Regno Unito cercheranno di trovare un accordo sulla tassazione internazionale delle imprese digitali.

Braccio di ferro con gli Stati Uniti

Pochi giorni fa il governo di Parigi ha introdotto una tassa per le grandi aziende digitali che operano in Francia. Una decisione interpretata dal Capo della Casa Bianca Donald Trump come un tentativo di sfavorire le aziende americane dal momento che le maggiori imprese che forniscono servizi digitali in Europa hanno sede proprio negli Stati Uniti. Trump ha minacciato un'indagine sulla nuova imposta francese e non ha escluso delle modifiche nelle tariffe commerciali dei prodotti europei.

A Trump ha risposto, proprio da Chantilly, il ministro dell'economia francese Bruno Le Maire:

"Abbiamo fatto un deciso passo verso i nostri amici americani accentando di negoziare una nuova tassazione globale sulle attvità digitali. Non solo sulle imprese digitali ma sulle attività digitali, comprese quelle fornite da aziende di altri settori".

La questione sarà discussa con il segretario al tesoro americano Steven Mnuchin.

Criptovalute

Mentre le parti devono ancora accordarsi sulla tassa digitale, non ci sono controversie invece quando si tratta di criptovaluta, per esempio Libra, il nuovo servizio di pagamenti online di Facebook.

Il ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz ha precisato che saranno esaminate con attenzione se tutte le normi vigenti vengono rispettate e se sarà necessario modificare le regole per garantire la stabilità del sistema finanziario internazionale.

A margine dei lavori del G7, il governatore della Bank of England Mark Carney, considerato uno dei principali candidati a sostituire Christine Lagarde come direttore del Fondo Monetario Internazionale, incontrerà i suoi colleghi che potrebbero fare pesare il proprio parere in sede di nomina.