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Gli industriali fustigano Merkel

Gli industriali fustigano Merkel
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Una sedia "bollente" quella su cui si è seduta Angela Merkel, partecipando al congresso annuale a Berlino della Confindustria tedesca (BDI). Il presidente degli industriali Dieter Kempf, senza troppi giri di parole, si è rivolto alla platea dicendo: "Molte delle questioni che vengono affrontate dalla Grande coalizione non raggiungono la maggioranza della gente, non più. Voglio essere chiaro, la coalizione di governo ha perso gran parte della fiducia che era stata riposta".

Kempf ha esortato la maggioranza di governo a superare le divisioni interne, esacerbate dallo storico collasso dei socialdemocratici alle elezioni europee, con le conseguenti dimissioni della leader Andrea Nahles. L'uscita dell'SPD dalla Grande coalizione e la fine prematura del governo Merkel non sono uno scenario improbabile.

La Cancelliera tuttavia ha risposto con toni altrettanto forti: "Ho perso il conto delle ore passate a fronteggiare la crisi di credibilità del nostro settore automobilistico per la violazione delle norme (anti-emissioni, ndr)", ha affermato, "La responsabilità è comune. La fiducia nel governo è importante, ma quella negli attori economici lo è altrettanto".

Merkel ha anche ricordato l'impegno profuso dalla Germania, nonostante la "spiacevole" - testuali parole - opposizione della Francia, perché l'Europa arrivi ad un nuovo accordo commerciale con gli Stati Uniti, che scongiuri una guerra dei dazi e metta al sicuro l'industria dell'auto, pilastro di un'economia tedesca in frenata.