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2 giugno, Mattarella: "Democrazia incompatibile con ricerca del nemico"

2 giugno, Mattarella: "Democrazia incompatibile con ricerca del nemico"
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Di Antonio Michele Storto
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Polemiche tra il presidente della camera Roberto Fico e il vicepremier Matteo Salvini: "il 2 giugno non è la festa dei rom"

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"Libertà e democrazia non sono compatibili con chi alimenta conflitti, con chi punta a creare opposizioni dissennate tra le identità, con chi fomenta scontri, con la continua ricerca di un nemico». Con questo monito, quanto mai calzante in un periodo in cui scontri politici e fratture sociali si vanno ogni giorno acutizzando, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto sigillare questo 2 giugno.

Come ogni anno, prima della parata militare, il Capo dello stato ha reso omaggio al milite ignoto deponendo una corona d'alloro sull'Altare della patria, alla presenza delle massime cariche dello stato. Le quali - in una delle fasi piu critiche dalla nascita del governo giallovedere - non hanno mancato di punzecchiarsi a vicenda.

Matteo Salvini, soprattutto, sembra non aver affatto gradito le dichiarazioni del presidente della camera, il pentastellato Roberto Fico, che ha voluto dedicare la celebrazione anche a rom, sinti e migranti. ""Oggi - ha detto Fico, parlando ai cronisti - è la festa di tutti quelli che si trovano sul nostro territorio, è dedicata ai migranti, ai rom, ai sinti, che sono qui ed hanno gli stessi diritti".

Parole "che mi fanno girare le scatole" ha ribattuto Salvini. "Io dedico la Festa della Repubblica all'Italia e agli Italiani, alle nostre donne e uomini in divisa che, con coraggio e passione, difendono la sicurezza, l'onore e il futuro del nostro Paese e dei nostri figli. Qua c'è gente che rischia la vita per difendere l'Italia nel mondo e sentire il presidente della Camera che si tratta della festa dei migranti e dei rom a me fa girare le scatole". Ma in effetti, secondo i dati del Consiglio d'Europa, almeno metà dei 180mila rom e sinti presenti in Italia, avrebbe la cittadinanza italiana, mentre solo il 3 per cento sul totale vivrebbe in condizioni di nomadismo.

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