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Brasile di nuovo in piazza in nome dell'istruzione

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Di Debora Gandini
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Brasile: di nuovo in piazza contro i tagli all'sitruzione

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Bandiere colorate, striscioni e slogan che ineggiano a un Brasile unito per difendere il diritto all’istruzione.

Decine di migliaia di persone, studenti ma anche lavoratori, hanno manifestato in diverse città del Paese, da Brasilia a San Paolo, contro i tagli al settore dell’educazione decisi dal governo di Jair Bolsonaro. Un fiume umano che è sceso in strada per la seconda volta. Il maxi corteo del 15 maggio fu fortemente criticata dal presidente che aveva definito i manifestanti degli “utili idioti”, parole che hanno infiammato ancora di più gli animi.

"Abbiamo bisogno di borse di studio - dice una studentessa. Abbiamo bisogno di scienziati, di ricercatori, di fondi per l’università, per poter studiare, e di incentivi per sostenere la ricerca.” Secondo quando deciso dal governo si prevede una riduzione del finanziamento pubblico delle università, per un totale di circa di 380 milioni di euro. Un taglio che secondo professori, studenti e ricercatori, è un errore strategico che impedirà al paese di poter affrontare e risolvere le grandi sfide sociali ed economiche. “Tutti i paesi investono nell'istruzione, fa notare questo ragazzo, il Brasile invece va nella direzione opposta.” E in uno dei momenti più delicati e critici per il Paese.

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