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Le madri di Gaza e di Israele unite oltre il muro

Le madri di Gaza e di Israele unite oltre il muro
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"Dio non poteva essere dappertutto, così ha creato le madri" recita un proverbio ebraico, ma potrebbe anche essere palestinese perché le madri non hanno campanile: temono allo stesso modo per la sorte dei loro figli, a Gaza come in Israele.

Heba Al Tamimi è palestinese: durante gli scontri del 2014, la sua famiglia ha dormito nel corridoio per dieci giorni. Per essere pronti a scappare mentre le bombe colpivano gli edifici del suo quartiere. Ma è una paura che non finisce mai: due giorni fa 65 palestinesi sono stati feriti durante le proteste per il 71° anniversario della "Nakba", che ricorda la diaspora palestinese del 1948. Una situazione difficile da spiegare ai bambini.

"La loro immaginazione - accenna Heba - si immaginano cose che accadranno alle loro madri e ai loro padri quando saranno lontani da loro. Così cerco di fare del mio meglio per i bimbi, parlo con loro e gli dico: 'Va bene, è andata, presto sarà meglio'. So che sto mentendo, ma cosa posso fare?".

A Nativ Ha`asara, a circa 300m dal confine con Gaza, vive Hila Fenlon: è israeliana, lavora nei campi. Cresce i suoi prodotti in un tunnel di plastica vicino alla sua casa. Anche lei è sempre pronta alla fuga e al riparo. Nessuno, nella comunità, è mai più lontano di cinque secondi da un rifugio antiatomico. Non c'è mai tempo, infatti, per stare tranquilli perché i cessate il fuoco sono labili e continuamente disattesi.

"I bambini non si sentono mai al sicuro - racconta Hila - non in camera da letto, non in soggiorno, non con i genitori, perché sanno che c'è sempre qualcosa - non capiscono bene cosa sia - che li minaccia. È molto difficile crescere dei figli così. C'è una separazione tra la gente comune, tra i palestinesi e i leader dell'organizzazione terroristica Hamas che ha deciso di trasformare la mia e la loro vita in un inferno vivente. Vedo i miei vicini come i miei vicini".

Anche Heba dice di averne abbastanza: "Abbiamo bisogno di vivere la nostra vita. Abbiamo bisogno di vivere una vita normale. Sentirci come tutte le altre persone nel mondo".

Un muro separa le donne e le madri. Stesso appello, da entrambi i lati: basta violenza.

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