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Timmermans (Socialisti): "Salario minimo per tutti"

Timmermans (Socialisti): "Salario minimo per tutti"
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BRUXELLES (BELGIO) - Nel corso della trasmissione "Raw Politics", in onda su Euronews in diretta dal Parlamento europeo di Bruxelles, i nostri conduttori Tesa Arcilla e Darren McCaffrey hanno intervistato l'europarlamentare olandese Frans Timmermans, uno dei vice Presidente dell'attuale Commissione-Juncker, ormai giunta al capolinea della legislatura.
Timmermans è candidato per i Socialisti europei alla poltrona di Presidente della Commissione.

Comincia così una serie di interviste, intitolate "Raw Questions" ("Domande Crude") dedicate ai candidati al ruolo di leader dell'Unione Europea per i prossimi cinque anni (i cosiddetti "Spitzenkandidaten", i candidati di punta).

Dopo l'europarlamentare tedesca Ska Keller, candidata per i Verdi, oggi è - come detto - il turno di Franz Timmermans.

"In Spagna è andata bene"

"Mancano poche settimane alle elezioni... Come sta andando la campagna elettorale?"

"In realtà, sta andando abbastanza bene. Sono appena tornato dalla Spagna, da Barcellona, per un enorme raduno di 4000 persone con Pedro Sánchez, impegnato in altre elezioni, quelle di domenica, per diventare il prossimo Presidente del governo spagnolo".

"Sembra che sia andata abbastanza bene. Ma nel complesso per voi si pronostica una sconfitta. Secondo le proiezioni di voto per il Parlamento europeo, rischiereste di perdere dozzine di seggi. Non si profila una grande elezione per voi".

"Bene, aspettiamo e vediamo. Molte persone sono indecise, perché ho detto che siamo andati bene in Spagna e stiamo facendo molto bene in Portogallo. Abbiamo fatto bene in Finlandia nelle recenti elezioni e andiamo forte nei sondaggi anche in Danimarca...in Italia stiamo migliorando passo dopo passo".

"Pensiamo che circa 19 milioni di voti siano di elettori ancora indecisi, ci sono ancora molti voti disponibili.
Ma prima di arrivare a tutte le domande e conoscere un po' di più Frans Timmermans, diamo un'occhiata al suo profilo".

ll profilo

Frans Timmermans, 57 anni, di Maastricht (Paesi Bassi).
Si definisce europeo per nascita e convinzione e lo dimostra in sette lingue. Conosce anche il russo, che ha studiato prima della caduta della cortina di ferro.
Timmermans è entrato nella politica europea nel 1994 come assistente del Commissario Hans Vandenberg, ex deputato europeo del Partito Popolare europeo. Dopo di che ha trascorso più di un decennio come deputato nel suo paese nativo, l'Olanda.

È stato nel 2014 che Timmermans si è ritrovato nel cuore dell'UE. È diventato il primo vice-Presidente di Jean-Claude Juncker nella Commissione. Quella eredità da raccogliere continua ad essere pesante.
Timmermans è stato al centro di alcune delle decisioni più controverse dell'UE in materia di immigrazione e stato di diritto. È stato criticato per aver caldeggiato sanzioni contro la Polonia e l'Ungheria. Ma è stato più morbido, cosi affermano i suoi detrattori, nei confronti della Romania.

Timmermans con il primo ministro romeno Viorica Dăncilă.

"Vogliamo la fine dell'austerity e la riforma fiscale"

"Sono stato chiaro con il governo romeno come lo sono stato con il governo polacco e il governo ungherese. Sono politicamente daltonico, quando si tratta di lottare per lo stato di diritto".

"Se oggi molti cittadini pensano pensano che l'Unione europea sia solo un grande disastro, devono essere state ciechi negli ultimi 40 anni...".

Timmermans sta conducendo una campagna su una piattaforma politica che vuole porre fine all'austerity dell'UE. E vuole la riforma fiscale.

"Penso che sia ora di mettere fine alle politiche di austerità".
Frans Timmermans
candidato Socialisti europei

"Il suo progetto come Presidente di Commissione parte da qui. Da Jean-Claude Juncker e da tutto il lavoro che avete svolto insieme. Ma per gli elettori che vogliono cambiare... Lei farà più o meno lo stesso? E' questo ciò che lei rappresenta?"

"Lei crede? Penso che sia ora di mettere fine alle politiche di austerità. Penso che abbiamo già cambiato il modo in cui facciamo il nostro lavoro. Ci siamo concentrati sulle cose importanti, meglio di prima. Ma noi, per fare ciò che vogliamo fare, dobbiamo essere più forti di quanto non siamo stati nelle ultime elezioni. Dobbiamo creare un'alleanza progressista. Dobbiamo assicurarci di avere una maggioranza progressista al Parlamento europeo. Lavoro lento, non è facile, ma penso che possiamo arrivarci. E quindi potremo fare le cose più urgenti. La riforma fiscale è una di queste.
Dobbiamo assicurarci che le più grandi società che realizzano molti profitti in Europa inizino effettivamente a pagare le tasse. Ciò che non stanno facendo ora, e per questo è necessaria l'Europa, non è più possibile farlo individualmente dagli Stati membri. Dobbiamo anche fare in modo che i salari salgano in Europa".

"Scandali finanziari e bancari inaccettabili"

"Riguardo ai recenti scandali di riciclaggio di denaro sporco che hanno coinvolto diverse istituzioni finanziarie, tra cui Dankse e Deutsche Bank, qual è la sua opinione per contrastare le pratiche finanziarie illegali, che alcune importanti istituzioni stanno ancora realizzando?"

*Credo che uno dei motivi per cui l'estrema destra è in aumento in molte parti d'Europa è che le persone sono stanche del modo in cui il settore finanziario si è comportato. La gente è stufo del fatto che mettiamo miliardi e miliardi di soldi dei contribuenti sul tavolo per salvare le banche che ora si comportano male. La gente vede che le banche stanno andando bene, ma non stanno facendo altrettanto per far uscire i cittadini dalla crisi. Quindi è di estrema importanza che completiamo l'unione bancaria, quindi quando una banca si mette nei guai, non può tornare dai cittadini e chiedere loro denaro.
Dobbiamo anche assicurarci di restringere le regole per le transazioni finanziarie sul modo in cui le banche operano perché, come dice lei, ogni giorno scopriamo nuovi scandali ed è assolutamente inaccettabile. Sta scavando un solco nella nostra società".

"Siamo a dieci anni dalla crisi finanziaria e la gente che sta guardando questo programma stasera penserà: sono passati dieci anni, sei stato in Commissione per cinque anni...perché dici ancora 'potrebbe cambiare'? Perché non è già successo?"

"E' già successo molto. Se guarda all'unione bancaria, ci siamo quasi arrivati. Abbiamo bisogno dell'ultimo pezzo di legge per assicurarci che, d'ora in poi, se il sistema bancario si mette nei guai, il problema sarà solo del sistema bancario stesso e non più dei contribuenti".

"Tutti vogliono seguire il percorso europeo del multilateralismo"

"In qualità di Presidente della Commissione europea, come riuscira a gestire la fine e il rifiuto del multilateralismo e della governance globale di fronte al nazionalismo protezionistico, non solo nel mondo, ma anche negli Stati membri dell'UE?"

"Abbiamo una lotta interna nell'Unione europea. Abbiamo questa tentazione di rifugiarci dietro i confini nazionali per disperazione o per mancanza di prospettiva. Dobbiamo combattere anche questa tendenza. Non creeremo una società migliore per i nostri cittadini ritirandoci oltre i confini".
Frans Timmermans
candidato Socialisti europei

"Un'ottima domanda. Voi sapete che noi siamo l'Unione europea, quelli che il resto del mondo vede come chi vuole proteggere il sistema multilaterale. Siamo quelli che hanno ideato gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e li abbiamo attuati. Siamo quelli che sono riusciti a riunire tutti paesi nell'Accordo di Parigi sul cambiamento climatico. Quindi abbiamo un'enorme eredità e un'enorme responsabilità nel salvaguardare quel sistema, anche nell'era di Trump. Quindi vedo, nei nostri colloqui con il Giappone in questi giorni e anche nelle trattative con la Cina un paio di settimane fa, una volontà in tutto il mondo di seguire il percorso europeo del multilateralismo.
Ma abbiamo anche una lotta interna nell'Unione europea. Abbiamo questa tentazione di rifugiarci dietro i confini nazionali per disperazione o per mancanza di prospettiva. Dobbiamo combattere questa tendenza. Non creeremo una società migliore per i nostri cittadini ritirandoci oltre i confini. Questo non ci aiuterà".

"Altro che Polexit..."

"Nel combattere questa tendenza, sta lottando contro decine di milioni di europei che non si sentono però a loro agio?"

"La cosa interessante è che ci sono centinaia di milioni di europei che invece credono nel multilateralismo...".

"Ma si trovano soprattutto nell'Europa occidentale...".

"No, no, no. Se lei guarda la Polonia come un esempio, negli ultimi tre anni ho avuto un conflitto piuttosto serio con il governo polacco, la gente potrebbe pensare: 'oh mio Dio, ora si rivolteranno contro l'Europa'... Addirittura qualcuno pensava ad una Polexit e invece, grazie all'Unione Europea, la Polonia è molto cresciuta in questi tre anni".

REUTERS/Kacper Pempel
Varsavia, 18.6.2018: Timmermans con il premier polacco Mateusz Morawiecki.REUTERS/Kacper Pempel

"Si o no?"

"Alcune domande secche. Sì o no. Una delle nostre parti preferite del programma. Risponda sì o no a queste domande, per favore.
Esercito europeo?
"
"No".

"Un secondo mandato-Trump?"
"Dio, no!"

"La Cina è una minaccia per l'UE?"
"No".

"Che ne dice di Boris Johnson come primo ministro britannico?"
"Dio, no!"

Roma, 1.12.2016: Timmermans con Boris Johnson.

"Indipendenza catalana?"
"No".

"Jean-Claude Juncker è stato un grande Presidente?"
"Sì".

"Ananas sulla pizza?"
"Oh, nooo!"

"Basta con Strasburgo, ma la Francia..."

"E infine il Parlamento europeo di Strasburgo. È uno spreco di denaro dei contribuenti europei?"
"Sì".

"Se tutti sono d'accordo che è uno spreco di soldi, allora non è un problema per l'UE. Tutti sono d'accordo che è sbagliato. Molto probabilmente a parte i francesi, che ci tengono ad avere il loro Parlamento anche per i prossimi 50 anni... Ma bisogna sbarazzarsene...".

"Guardi che la posizione che ho preso da decenni è che al Parlamento europeo dovrebbe essere permesso di decidere da solo dove vuole incontrarsi. E chiaramente vuole incontrarsi a Bruxelles, e solo a Bruxelles. Il problema qui è che gli stati membri che hanno questa posizione e il mio paese, l'Olanda, l'ha mantiene da molto tempo, quando arriva il momento giusto non vogliono pagare un prezzo per questo, perché se vogliamo che i francesi cambino idea bisogna pagare un prezzo alla Francia, che finora dice categoricamente no.
C'è un certo numero di stati membri che vorrebbero prendere la decisione di avere riunioni solo a Bruxelles e questa è una posizione consolidata, che ho io e molti altri. Ma il problema è che gli stati membri devono essere d'accordo con gli Stati Uniti e la Francia deve accettare di rinunciare e la Francia non rinuncia. E poi, naturalmente, la domanda è: come si ricompenserebbe la Francia? in passato mi sono venute alcune idee. Perché non tenere le riunioni del Consiglio europeo a Strasburgo? Perché non avere un'istituzione europea, ma non il Parlamento, a Strasburgo? Ma finora il governo francese ha sempre detto no".

Timmermans durante l'intervista: di spalle, Darren McCaffrey e Tesa Arcilla

"Ciò avverrebbe in qualsiasi stato membro. E immagini che direbbe al Belgio se spostassimo la Commissione in un altro paese. Non penso che il Belgio sarebbe molto entusiasta".

"Temo che il 1° novembre ci sarà la Brexit"

"Una domanda sulla Brexit e più precisamente su una possibile estensione Brexit, intendendo la potenziale estensione anche dopo il 31 ottobre. Pensa che ciò minerebbe la credibilità dell'Unione europea?"

"La Brexit per me è una delle cose più tragiche che abbia mai vissuto nella mia vita politica".
Frans Timmermans
candidato Socialisti europei

"Per prima cosa, anche in riferimento a una domanda precedente, 'vogliamo mantenere la nostra sovranità nazionale, vogliamo eccetera eccetera e così via'. Consiglierei a chi lo ha detto di dare un'occhiata alla Gran Bretagna su come sta funzionando per loro. La Brexit per me è una delle cose più tragiche che abbia mai vissuto nella mia vita politica. E se c'è qualche possibilità che la popolazione britannica possa ripensarci, è giusto permetterglielo. Onestamente credo che cambiare la propria opinione sia un diritto umano fondamentale. Quindi cosa succederebbe se la maggioranza degli inglesi cambiasse idea e fosse in grado di esprimerla in un nuovo referendum? E dopo il Regno Unito forse resterebbe nell'Unione Europea. Questo è il mio sogno.
Ora la sua domanda specifica sull'estensione... Penso che uno stato membro sia uno stato membro fino al giorno in cui se ne va. E tra adesso e le elezioni europee probabilmente sapremo quali sono i piani. Il governo britannico o la Camera dei Comuni alla fine decideranno. Ma l'unica cosa che voglio chiarire è che il nostro non è un esercizio punitivo. Tutti nell'Unione europea sono tristi per la Brexit. Nessuno vuole che gli inglesi se ne vadano. Hanno preso questa decisione. È una decisione sovrana. Dobbiamo rispettarla. Ma spero ancora che possano ripensarci".

REUTERS/Vincent Kessler
13.3.2019, Strasburgo: Timmermans con Michel Barnier, negoziatore-Brexit.REUTERS/Vincent Kessler

"Come Presidente della Commissione... Sarebbe felice se il Regno Unito se ne andasse il 1° novembre? O sarebbe più felice di estendere ancora il processo-Brexit, se non vi sarà alcun accordo a Westminster?"

"Solo se a Westminster c'è un'idea che veramente vogliono attuare. Se la situazione rimane così come è oggi penso che che dal 1° novembre avremo la Brexit".

"Diamo un'occhiata a uno dei suoi discorsi al Parlamento europeo. Ecco: "L'hai detto tu".

"Orbán, questa è la via dei codardi"

Discorso di Frans Timmermans, Partito dei Socialisti europei:

  • "Quelli che qui negli ultimi anni hanno solo urlato, dovrebbero più rispetto per la maggioranza in questo Parlamento...
  • Quando critichiamo il governo ungherese e le sue misure legislative lo facciamo in modo molto preciso. E critichiamo le leggi che fa il governo ungherese. Non critichiamo l'intero paese. Francamente. mister Orbán questa è la via dei codardi...
  • È disposto a sacrificare tutto per il suo sogno della cosiddetta sovranità? Che cosa le porterà questa sovranità se vivesse ciò che potrebbe perdere? La libertà...
  • Voi siete i rappresentanti di oltre 500 milioni di persone. Siate orgoglioso di ciò, difende e non abbandonate l^'Europa. Evitate che i cittadini vi dicano: voi non ci rappresentate!".

"Nella Commissione lei è conosciuto per essere la persona a cui è stato affidato il compito di gestire i rapporti con il Parlamento... Com'è farlo?"

"Il Parlamento è un posto molto vivace. Molte diverse voci provenienti da diversi background culturali differenti. Ma è anche un luogo molto potente. Le persone sottovalutano il potere del Parlamento europeo, non otteniamo nulla in Europa se non otteniamo la maggioranza del Parlamento europeo".

"Ora le classi medie si sento minacciate"

"Come garantirà la mobilità sociale e il miglioramento della vita degli elettori di campagna e di periferia, di quelli a basso reddito e delle minoranze etniche che sono spesso emarginati?"

"Penso che questa sia una delle più grandi sfide che affrontiamo nell'era della politica delle identità, perché ciò che vediamo è una sorta di cambiamento di paradigma nella nostra società, ed è pericoloso. In passato le persone delle classi medie si sentivano sicure ed erano felici di aiutare a migliorare le persone in situazioni più precarie. E ora le persone delle classi medie si sentono minacciate e loro, alcune di loro, hanno la tendenza a tenere i deboli lontani, per paura di essere coinvolti. Quindi penso che abbiamo bisogno di programmi molto attivi per fare qualcosa al riguardo. Per esempio, come socialdemocratici, siamo forti sostenitori di un salario minimo in ogni stato membro dell'Unione europea. Questo equivarrebbe a circa il 60% del salario medio, e già creerebbe più possibilità per le persone di migliorarsi.
Voglio anche un programma Erasmus che non riguardi solo gli studenti delle università e l'alto livello di istruzione. Ogni giovane europeo dovrebbe avere l'opportunità di trascorrere un anno in un altro stato membro, a iniziare un lavoro o imparando qualcosa a scuola, il che creerebbe anche mobilità verso l'alto, perché darebbe ai giovani gli strumenti per migliorare se stessi e la società".

"Ma sappiamo quali sono le cose più importanti per ispirare i cittadini quando guardano ai leader politici in cui vorrebbe rispecchiarsi. Vanno in giro per questo palazzo, vedono il Presidente del Parlamento, vedono la Commissione, valutano il lavoro che fate... Del resto, non c'è mai stata una donna a capo della Commissione e non c'è mai stato qualcuno che non sia bianco. Questo Parlamento non riflette l'Europa. Non è ora che questi lavori siano, almeno in parte, svolti da persone che riflettono la diversità dell'Europa?"

"Più donne in ruoli importanti"

"Certo, certo. Sono d'accordo. Ma per ottenere qualcosa, in questo lavoro hai bisogno di una maggioranza. Questa è la democrazia. Per il resto, sono d'accordo con lei. Sono un femminista convinto. Lo sono stato per molti anni e continuerò ad esserlo, quindi farò tutto il possibile per avere più donne in ruoli importanti".

REUTERS/Vincent Kessel
9.9.2015, Bruxelles: Timmermans con Federica Mogherini.REUTERS/Vincent Kessel

"Quindi, visto che lei la pensa cosi...perchè voi socialisti e socialdemocratici non avete presentato una candidata per la Commissione?"

"Dio sa se abbiamo provato, ma non è stato possibile trovare nessuno! Questo non è qualcosa che vai in giro e cerchi qualcuno da candidare. Chiedi alle persone se vogliono presentare la loro candidatura. Noi lo abbiamo fatto. Abbiamo provato ovunque. Nel mio stesso partito abbiamo avuto la parità di candidati uomini e donne, per anni. Ma ci vuole tempo. Ci vuole tempo per arrivarci. Bisogna avere le quote. Io credo nelle quote. Le voglio. Mi sento ispirato da ciò che ha fatto Pedro Sánchez quando è diventato primo ministro della Spagna. C'è la maggioranza di donne nel suo governo. Non ha usato le percentuali. Non ha fatto grandi discorsi. Lo ha fatto e basta".

"Per i secoli passati e ancora oggi gli inquinatori non pagano il prezzo di alimentare la crisi climatica e di avvelenare i nostri fiumi, il nostro suolo e la nostra aria. È la nostra generazione che deve ripulire tutto questo sporco e pagare questo conto. Quindi lei cosa farà? Gli inquinatori oggi non pagano il prezzo giusto per i loro danni".

*Una tassa europea sulla CO2"

"Quello che dobbiamo fare è avere una tassa sulla CO2 a livello europeo. Questo è il più grande cambiamento che porterà i produttori a comprendere la necessità di cambiare il modo in cui producono. Dobbiamo anche fare in modo che aumenti pure il prezzo del commercio di carbone. Ciò che introduciamo nella legislazione sulle materie plastiche è che anche i produttori saranno resi responsabili dei rifiuti che creano. Quindi se non si può riutilizzare o riciclare e diventa uno spreco, i costi per i produttori aumenteranno. Ecco come si rendono i produttori più responsabili per i rifiuti che causano".

"Abbiamo letto letto che l'UE avrà bisogno di circa 200 miliardi di euro per raggiungere gli obiettivi climatici dell'accordo di Parigi. Dove andremo a prendere quei soldi? Chi pagherà?"

"Ho appena menzionato la tassa sulla CO2... Se potessimo organizzarla a livello europeo e ridistribuirla in modo specifico per questo obiettivo in tutta Europa, ci saremmo quasi".

Una curiosa fotografia: un bacio di Juncker a Timmermans...

Link utili

- Partito Socialista europeo
- il sito di Frans Timmermans

"Social" Backstage

Un'anteprima dell'intervista di Frans Timmermans è andata in onda sul canale "Euronews World", in lingua inglese. Lo stesso europarlamentare olandese l'ha condivisa sul suo profilo Twitter.
Prima ancora, vi mostriamo la risposta di Timmermans al caso del Congresso delle famiglie di Verona.

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