Keller (Verdi): "No ad un un'Europa che lascia annegare i migranti"

Keller (Verdi): "No ad un un'Europa che lascia annegare i migranti"
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BRUXELLES (BELGIO) - Nel corso della trasmissione "Raw Questions", in onda su Euronews in diretta dal Parlamento europeo di Bruxelles, i nostri conduttori Tesa Arcilla e Darren McCaffrey hanno intervistato l'europarlamentare tedesca Ska Keller, candidata per i Verdi alla poltrona di Presidente della Commissione Europea.
Comincia così una serie di interviste dedicate ai candidati al ruolo di leader dell'Unione Europea per i prossimi cinque anni.

"Stasera inizia la corsa per il miglior posto di lavoro dell'UE. Chi sostituirà il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker?
Sei candidati. Le vostre domande. Una serie speciale di interviste che inizia proprio da qui. Questo è *Raw Questions".

"Nostra ospite è la candidata dei Verdi, Ska Keller".

"Non potremmo avere Ska qui, ovviamente, senza riconoscere che sono state alcune settimane senza precedenti per le proteste sui cambiamenti climatici in tutto il mondo. A Londra, ci sono state grandi manifestazioni, mai viste prima. Hanno dominato le news della scorsa settimana e, se preferite applaudirle o criticarle, sono comunque impossibili da ignorare. Voglio dire, abbiamo visto tutti quelle immagini... Immagini in qualche modo straordinarie da Londra... Che cosa prova, cosa pensa quando guarda queste immagini? Le fanno venire la voglia di essere là anche lei?"

"Ora il clima è in cima all'agenda politica"

"Penso che sia davvero sorprendente vedere questo grande movimento climatico in tutto il mondo e in tutta Europa. E penso che questo sia molto importante perché la questione climatica è stata troppo a lungo trascurata nell'agenda politica. Voglio dire che i Verdi hanno urlato "Ehi, parliamo del clima e dell'ambiente", ma tutti gli altri non lo hanno fatto. Ma ora il clima è in cima all'agenda ed è giusto cosi perché abbiamo solo un pianeta su cui vivere, quindi dovremmo davvero provare tutto per salvarlo".

"Anche se ciò causa problemi? Queste proteste causano danni alle proprietà e alle persone che cercano di andare a lavorare...dicono "stiamo facendo questo per il clima"...ma oggi sarà faticoso andare al lavoro".

"Sì, insomma, ogni protesta naturalmente deve sempre essere pacifica e non dobbiamo dimenticare che il cambiamento climatico in realtà ha causato molti sconvolgimenti per molte persone che stanno perdendo le loro case e loro mezzi di sostentamento. Iniziamo già a vedere molti casi di siccità in Europa...".

"Se gli studenti protestassero nel fine settimana, non li ascolterebbe nessuno"

"Non dimentichiamo che il cambiamento climatico sta davvero sconvolgendo tutte le nostre vite e la vita delle persone che ci sono care...Quindi dobbiamo davvero agire".
Ska Keller
candidata Verdi Europei

"Intende dire che è d'accordo con l'azione diretta? Pensa che le persone dovrebbero bloccare le strade e le stazioni della metropolitana e i treni se questo fa passare il messaggio?"

"Intendo dire che la disobbedienza civile ha una storia molto lunga. E penso sia importante, quando vuoi far sentire la tua voce...per esempio, c'è tutta questa polemica sugli studenti che protestano per il clima durante la settimana, perdendo giorni di scuola, e non nel week end..., ma se andassero a fare le manifestazioni nel fine settimana nessuno li ascolterebbe. Se manifestano durante l'orario scolastico vengono ascoltati. Non dimentichiamo che il cambiamento climatico sta davvero sconvolgendo tutte le nostre vite e la vita delle persone che ci sono care...Quindi dobbiamo davvero agire".

"Un tema arrivato in cima all'agenda politica, destinato a dividere le opinioni. E avremo molte domande su questo per lei, ma prima di scopriamo un po' di più su chi è Ska Keller".

Il profilo

Ska Keller, uno dei leader dei Verdi Europei, insieme a Bas Eickhout.
Ma chi è Franziska Keller, da tutti chiamata Ska? 39 anni a novembre, è nata vicino al confine polacco, nella Germania Orientale, attivista praticamente da tutta la vita.
È entrata a far parte dell'ala giovanile dei Verdi nel 2001 a soli 19 anni e nel partito, l'anno successivo. Arrivata a Bruxelles nel 2009 a 27 anni, è diventata uno degli europarlamentari più giovani . E mentre al Parlamento europeo era ancora una sconosciuta, in prima linea si sentiva come a casa.
Ora è membra della Commissione Giustizia e Affari Interni per le libertà civili e co-presidente del suo partito: lo stato di diritto e i diritti civili sono ai primi posti suo programma, mentre combatte per un'Europa senza confini e più equa.
Non è sempre andato bene tutto. Ha subito feroci critiche per il suo atteggiamento liberale sulle politiche dell'immigrazione e dell'accoglienza e protestando contro la cementificazione nel Parco Nazionale bulgaro di Pirin, è stata addirittura bollata come una jihadista verde".

"Quella volta in Bulgaria...".

"Cosa ne pensa di questa definizione: jihadista verde?"

"È' stata una visita memorabile in Bulgaria, quando ho partecipato alle proteste del grande movimento che vuole proteggere il parco nazionale...e poi il vice primo ministro ha detto che dovrei essere cacciata dal paese ed è stato scioccante nel sentire un governo che dice: "OK, non vogliamo che le persone protestino, ma soprattutto vogliamo buttare gli europarlamentari fuori dal paese".

"Non dovremmo più spendere per le tecnologie dei combustibili fossili"

"Abbiamo visto molti movimenti sociali in tutta Europa, specialmente in Francia, ci sono i Gilet gialli...Quindi la mia domanda è semplice. Qual è la sua posizione sulla tassazione dei biglietti aerei e sui carburanti?"

"Penso che dovremmo porre fine alle sovvenzioni per viaggiare in questo modo perché in questo momento stiamo dando alle compagnie aeree una tregua fiscale eccessiva. Quindi per un biglietto del treno si deve pagare una tassa che su un biglietto aereo non si paga. Le compagnie aeree non pagano le tasse sulla valuta e quindi fanno una sorta di concorrenza sleale...quindi dovremmo smettere non solo di volare, ma nel complesso dovremmo smettere di dare sussidi per attività che danneggiano il nostro pianeta...

In questo momento stiamo spendendo 55 miliardi di euro all'anno sovvenzionando la tecnologia dei combustibili fossili...non dovremmo farlo, dovremmo investire quei soldi in tecnologie compatibili con il clima...
Le questioni climatiche si collegano totalmente ai problemi sociali. I poveri soffrono di più per i cambiamenti climatici, e le persone povere producono, in realtà, molte meno emissioni di CO2 dei ricchi... Quindi cosa dobbiamo fare? È necessario assicurarsi che gli inquinatori più grandi paghino di più, come le aziende e i più ricchi...".

"Quindi questa è la sua risposta alle accuse che una politica aggressiva sul clima sta di fatto danneggiando la classe operaia?"

"È divertente che lei la chiami politica aggressiva sul clima. Stiamo cercando di salvare questo pianeta, stiamo cercando di assicurarci che le giovani generazioni abbiano effettivamente un pianeta vivibile e che avranno un futuro. Quindi sì, abbiamo bisogno di agire e di agire con urgenza, ma è chiaro che sono le persone ricche e le grandi aziende a causare le maggiori emissioni di CO2 e questa è una questione di giustizia sociale che intendiamo risolvere...".

"Promesse vuote"

"**I cambiamenti climatici influenzeranno maggiormente i giovani. Avete intenzione di salvaguardare il nostro futuro con piani e obiettivi concreti? O continuerete nella stessa scia di promesse vuote e obiettivi vaghi come abbiamo visto negli ultimi anni?"

**

"Sì, sono assolutamente d'accordo. Perché in questo momento tutti parlano di politica sul clima. Ma se guardiamo al registro delle votazioni de partiti qui all'interno del Parlamento europeo, allora ci sono state davvero molte promesse vuote. Quando i partiti votano contro gli obiettivi climatici per il 2030, quando votano contro i limiti di CO2 per le automobili e per i camion, questo diventa veramente un discorso molto vuoto e controproducente. E noi abbiamo bisogno di un'azione molto concreta, molto presto, con urgenza".

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Atene, 27.2.2015 - Ska Keller incontro il premier greco Tsipras.Pool New

"L'uguaglianza di genere è una priorità"

"Ha parlato molto della giustizia sociale. Quindi, come lavorerebbe per rendere l'uguaglianza di genere una priorità per l'Unione europea?"

"L'uguaglianza di genere è, infatti, una cosa in cui dobbiamo impegnarci molto. E' stato proprio nel Trattato di Roma che l'Unione europea ha affermato i valori dell'uguaglianza di genere...
Beh, direi che ci non siamo ancora arrivati!
Basta guardare qui, in questo Parlamento europeo:, la quota femminile non è molto più del 30%, è una differenza abissale. È davvero terribile, siamo il 50% della società, se non di più. E questo dovrebbe essere rappresentato anche qui. Ma non lo è. Quindi, ciò che proponiamo è, innanzitutto, mettere le donne in primo piano.
Ecco perché come Verdi abbiamo sempre una doppia leadership. Abbiamo due presidenti del gruppo parlamentare, abbiamo due candidati principali e così via. Ma questo è qualcosa che possiamo fare noi stessi come partito o come gruppo. Ma vogliamo anche avere molta trasparenza retributiva, per rendere trasparente quanto una società paga i salari di uomini e donne. In modo che si possa rilevare la disuguaglianza, perché è sorprendente che non sappiamo ancora quante aziende pagano in maniera diversa. Questi comportamenti devono essere scoperti".

"Un Presidente donna? Sarebbe ora"

"C'è un buon motivo per cui, secondo lei, il prossimo Presidente debba essere una donna?"

"Beh, sarebbe qualcosa che vorremmo assolutamente vedere. Non abbiamo mai avuto un Presidente di Commissione donna. Penso che sia arrivato il momento. È anche di avere finalmente una Commissione egualmente distribuita. Abbiamo già proposto da molto tempo che i paesi nominino una donna e un uomo come candidati-commissari, in modo che lo stesso Presidente della Commissione possa fare una scelta, per poi avere una Commissione equilibrata di genere. E molto di più deve fare anche la politica"

"Come gestire il flusso di migranti verso l'Europa dopo tanti fallimenti nel condividerli tra i paesi?
L'immigrazione è una delle principali preoccupazioni degli elettori europei: come risponde a questa domanda?"

"Non posso accettare che le persone anneghino nel Mediterraneo"

"Beh, prima di tutto dobbiamo assicurarci di fare tutto il possibile affinché le persone non debbano fuggire. certo, non tutti i problemi possono essere risolti dall'Unione Europea...come la guerra in Siria...probabilmente no. Ma gli stati membri stanno ancora esportando armi in paesi come l'Arabia Saudita e nelle aree di guerra. L'Arabia Saudita sta bombardando lo Yemen. E non è l'unica area di guerra a cui stiamo inviando armi. Dovremmo smetterla.
Dovremmo avere una politica commerciale che non renda i poveri ancora più poveri. Una politica agricola che non privi le persone dei loro mezzi di sostentamento. Una politica della pesca che non faccia lo stesso. Ma poi dovremmo anche assicurarci che nessuno stia annegando, nel Mediterraneo, perché non posso accettare che nel 2019 viviamo in un'Unione europea dove le persone annegano nel Mediterraneo. Sappiamo dove sono. Sappiamo dove stanno annegando e non li stiamo per niente aiutando. Stiamo addirittura fermando chi li vuole aiutare. E questo è qualcosa che non voglio vedere nell'Unione europea".

"Quindi è delusa dall'approccio comune dell'Ue, che non ha funzionato perché molti paesi non sono disposti a prendere una quota di rifugiati?".

"Di quale approccio comune europeo stiamo parlando? Intendo dire che il Parlamento europeo ha effettivamente trovato un compromesso tra i gruppi in cui c'era un ampio consenso - diciamo piuttosto un compromesso - su come procedere per un'equa distribuzione delle responsabilità. Perché sì, se un gran numero di persone arriva in un paese, è un problema serio. Ma se questa sfida è condivisa tra molti stati membri, allora diventa molto meglio...".

"Rifiutiamo l'accordo con la Turchia"

"E l'accordo con la Turchia? L'Ue lo pubblicizza come un successo. Molti non ne sono convinti, anzi. Qual è la sua opinione su questo accordo per tenere i migranti fuori dai confini?"

"È esattamente questo il nostro problema...perché il presunto accordo con la Turchia non è nemmeno un accordo, è solo un comunicato stampa senza garanzie sui diritti umani, solo per impedire che qualcuno arrivi qui, ma senza alcun rispetto per i diritti umani dei rifugiati. Quindi noi lo rifiutiamo".

"Sui rifugiati non si può mettere un limite"

"Rapidamente: limiti sui numeri? Si o no?"

"Quali numeri?"

"Sul numero di rifugiati e migranti che possono venire in Europa".

"Guardi che non si può dire a qualcuno bisognoso "Sei la persona numero 1001, non ti possiamo prendere!". Sui rifugiati non si può mettere un limite, non è possibile. L'immigrazione è un argomento completamente diverso. I rifugiati sono persone bisognose e non puoi tenerle fuori. È il diritto internazionale, la legge europea. È l'umanità che fa in modo che le persone abbiano bisogno di essere protette. Ma l'immigrazione è una storia completamente diversa. Prendiamo l'immigrazione della manodopera, per esempio. Ovviamente lo stato può dire: "Quest'anno ne prendiamo un certo numero per questo tipo di lavoro e non per quest'altro lavoro". Cosi si può fare.

*È pericoloso che tutto il discorso politico si sposti a destra"

"Qual è la strategia del Partito dei Verdi per affrontare quello che molti prevedono... I partiti considerati populisti stanno andando bene nei sondaggi".

"Sì, anche se dobbiamo ancora aspettare il giorno delle elezioni. Ma credo sia davvero importante che tutti i partiti democratici mettano una netta distanza tra loro e l'estrema destra e confermino di avere alla base i diritti umani e i nostri valori europei. Perché uno dei maggiori pericoli dell'estrema destra è che i partiti di centro e centro-destra si stanno muovendo sempre più verso destra. E una volta che ti unisci al coro dell'estrema destra, in realtà la legittimi e la aiuti, offrendole più elettori".

"Quindi non discuterebbe con la destra? Tratterebbe per risolvere i problemi dell'Europa?"

"Questa è un'altra domanda. Tuttavia, quello che sto dicendo è che mi aspetterei che i conservatori dicessero "no, non seguirò lo stesso percorso, non farò una coalizione, ad esempio con l'estrema destra". L'abbiamo visto in Austria, ma anche in Andalusia. Intendo il PPE, ma anche i liberali che si uniscono alla coalizione con l'estrema destra e che non difendono nemmeno i diritti umani. E questo non dovrebbe accadere. Penso che ci sia un vero pericolo che tutto il discorso politico si sposti a destra".

"Credo sia davvero importante che tutti i partiti democratici mettano una netta distanza tra loro e l'estrema destra e confermino di avere alla base i diritti umani e i nostri valori europei".
Ska Keller
candidata Verdi Europei

"E poi sull'altra questione di discutere con l'estrema destra? Perché ci sono alcuni politici che non vorrebbero nemmeno trattare. Lei?"

"Beh, non vorrei impegnarmi in una discussione personale con qualcuno che non rispetta i diritti di un rifugiato e ci sono persone in questo Parlamento che pensano che, in effetti, la gente dovrebbe annegare. E io non discuto con queste persone".

"Se l'Europa perde la democrazia, perde se stessa"

"Va bene. Questo è abbastanza chiaro. E prima di continuare a porle delle domande, diamo uno sguardo indietro a uno dei suoi discorsi qui al Parlamento europeo. Questo è "You Said it" ("L'hai detto tu").

Discorso di Ska Keller, candidata Verdi Europei:
"L'Europa ha promesso la democrazia, lo stato di diritto e le libertà civili a tutti i suoi cittadini, ma questi grandi successi sono sotto minaccia. Dobbiamo lottare ancora per loro ogni giorno perché in Europa, oggi, i giudici vengono licenziati, la corruzione viene legalizzata, i giornali sono chiusi, le università aggredite, la società civile trattata come criminale...
Abbiamo delle responsabilità, lei come Presidente della Commissione, noi tutti come membri del Parlamento europeo, ma tutti gli europei, da nord a sud, da est a ovest. Perché se l'Europa perde la democrazia, perde se stessa".

"Li stava parlando con Jean-Claude Juncker, l'attuale Presidente della Cmmissione. Lui fa male alla democrazia? Stava parlando di democrazia lì...".

"Certo che no. In realtà stavo parlando della situazione negli stati membri. E vediamo alcune tendenze molto preoccupanti. LUngheria è un primo esempio di perdita dello stato di diritto e della democrazia. Ma non è l'unico: la Polonia, dove viene attaccata l'indipendenza della magistratura. Così come la Romania, di cui abbiamo già parlato. Quindi abbiamo molti problemi. E penso che sia davvero importante difendere la democrazia, le libertà civili, lo stato di diritto, perché sono valori di base per l'Unione europea nel suo insieme".

- Tesa Arcilla, Euronews:
"Ok. Bene, passiamo alla nostra prossima domanda del pubblico, lo studente Pierre Leturcq...qual è la tua domanda?"

"Come far diventare Trump più verde?"

"Una domanda sul commercio: Data l'importanza del commercio con gli Stati Uniti, come incoraggiamo Donald Trump a diventare più verde?"

"È una buona domanda ai cui vorrei avere davvero la risposta...ma certamente, utilizzando il commercio come uno degli strumenti, dovremmo assicurarci di fare accordi commerciali solo con i paesi che hanno firmato l'Accordo di Parigi e gli Stati Uniti ne sono usciti, e questo è il problema. Dovremmo dire: "aspettate, per noi queste cose sono collegate". Il commercio non dovrebbe contraddire i nostri obiettivi climatici e siamo molto favorevoli alla cooperazione internazionale, alla cooperazione bilaterale. Ma deve anche essere sulla base di accordi internazionali e concordati multilaterali".

"No ad un nuovo accordo con gli Stati Uniti"

"Dunque sta per dire no al commercio con gli Stati Uniti se non aderiscono all'Accordo di Parigi? Sarà un bel problema...".

"Stiamo parlando già adesso del fatto che dovrebbe esserci un nuovo accordo commerciale degli Stati Uniti e io sono contraria...non è il momento, perché se Trump dice "Se non fai quello che voglio io, allora ti metto un mucchio di tasse sulle tue automobili", poi l'Unione europea china il capo e dice "Ok, lo faremo".E questo non è un buon punto di vista...quindi non dovremmo concludere accordi di libero scambio con paesi che non hanno firmato l'Accordo sul clima di Parigi".

REUTERS/Vincent Kessler
Strasburgo, 16.1.2018.REUTERS/Vincent Kessler

"E di Donald Trump, che ne pensa? Dato che sappiamo delle sue opinioni su una serie di problemi... Diciamo che lei è Presidente della Commissione europea: vorrebbe sedersi e incontrarlo?"

"Sì, Sfortunatamente bisogna anche parlare con persone che non ti piacciono molto, nel tuo lavoro, e questo è decisamente il caso".

"Si o no?"

"Ora alcune domande secche. Un si o un no. Iniziamo.
Esercito europeo? Si o no?"

"No. Perché voglio sapere chi invia l'Esercito, se è il Parlamento come facciamo in Germania o...".

"In una parola!"
"Era un no!"

"Secondo mandato Trump? Si o no?"
"No. Assolutamente no".

"La Cina, secondo lei, è una minaccia per l'Ue?"
"Sì".

"Revoca l'articolo 50, se può servire a fermare la Brexit?"
"Sì".

"Ora, il nostro posto preferito: Strasburgo. Pensa che sia uno spreco di soldi?"
"Sì. Intendo il Parlamento, non la città, naturalmente".

"Le persone dovrebbero avere meno figli per aiutare a salvare l'ambiente? Si o no?"
"No".

"Juncker un grande Presidente? No"

"Jean-Claude Juncker: pensa che sia stato un grande Presidente?
"No" .

"E infine: monopattini elettrici. Le piacciono? Si o no?"
"Non li ho ancora provati. Ho la mia bicicletta. Sto bene con quella. Devo dire che sono scettica su questi mezzi elettrici, perché non ho ancora 50 anni e voglio usare la mia bici normale. Quindi sono un po' uno scettico su queste innovazioni".

Passione bici.

"Greta ha fatto più di lei?"

"Non è in qualche modo interessante, e un po' imbarazzante, che qualcuno come Greta Thunberg, ad esempio, che è in giro da sola da un anno o giù di lì, probabilmente abbia avuto un impatto maggiore sulla questione climatica in Europa rispetto a lei? Lei che è parlamentare europeo da 10 anni. E impegnata in politica da quasi due decenni".

"Beh...abbiamo stabilito il limite di CO2 per le auto e per i camion. Abbiamo fatto la legge sul clima. Abbiamo vietato alcuni pesticidi dannosi per le api. Penso che abbiamo avuto un impatto notevole. Non tanto quanto vorremmo, però. Ancora una volta, abbiamo bisogno di una forza verde più forte nel prossimo parlamento. Ma abbiamo avuto un certo impatto. Non si può negare".

"Allora non farà un passo indietro per Greta?"

Ska Keller, candidata Verdi Europei:
"E' lei che dovrebbe unirsi a noi".

Link utili

- il sito personale di Ska Keller

- il sito dei Verdi Europei

"Social" Backstage

Una parte dell'intervista è già andata in onda sul canale di lingua inglese "Euronews World" e il partito europeo dei Verdi l'ha postata sul proprio profilo Twitter. Ritweettata, poco dopo, dalla stessa Ska Keller.

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