Le forze armate israeliane hanno annunciato l'uccisione in raid mirati di Larijani e Soleimani. Droni e razzi sull’ambasciata Usa a Baghdad, raid su Beirut e Teheran e tensioni nel Golfo. Si dimette Joe Kent inviando una lettera a Trump: "L'Iran non era una minaccia imminente"
Una nuova e intensa ondata di attacchi ha colpito nelle ultime ore diversi punti nevralgici del Medio Oriente, segnando un’ulteriore escalation del conflitto.
L’ambasciata statunitense a Baghdad è stata colpita da un attacco con droni e razzi: almeno uno degli ordigni ha raggiunto la sede diplomatica, causando un’esplosione e una densa colonna di fumo nero sopra la capitale irachena.
In precedenza, un altro drone aveva colpito un hotel della città in cui era presente anche personale italiano, che non ha riportato conseguenze.
Le forze israeliane hanno lanciato raid mirati su tre quartieri di Beirut contro obiettivi legati a Hezbollah, mentre a Teheran sono state colpite, secondo quanto dichiarato dalle Idf, “infrastrutture del regime”. Parallelamente, l’Iran ha intensificato la sua risposta con attacchi missilistici e droni diretti contro Israele, Stati Uniti e Paesi del Golfo.
Il Qatar ha reso noto di aver intercettato un attacco missilistico diretto contro il proprio territorio, mentre negli Emirati Arabi Uniti, a Dubai, tre esplosioni sono state avvertite dalla popolazione dopo un’allerta diffusa sui telefoni cellulari che invitava a cercare immediatamente riparo. Episodi che confermano come il conflitto stia progressivamente coinvolgendo un numero crescente di attori regionali, aumentando il rischio di un effetto domino difficile da controllare.
Sul terreno, la situazione resta estremamente fragile anche in Libano meridionale, dove – come sottolineato dal comandante della missione Unifil, generale Diodato Abagnara – si registra un’intensificazione delle attività militari tra incursioni aeree, scambi di fuoco e operazioni mirate. Migliaia di civili sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni.
Sul piano internazionale, cresce intanto la pressione sulla sicurezza delle rotte energetiche, in particolare nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso. L’Italia e l’Unione europea puntano a rafforzare la presenza navale senza modificare i mandati delle missioni in corso.
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Diretta conclusa
Oltre 2mila marines salpati da Singapore verso il Medio Oriente, portaerei Ford in Grecia per riparazioni
La Uss Tripoli è salpata da Singapore diretta in Medio Oriente, con a bordo 2200 marines. Lo ha reso noto la Cnn facendo seguito alla notizia data nelle scorse ore dell'invio di nuovi effettivi. Secondo gli analisti potrebbe trattarsi di una forza militare utilizzabile per un eventuale azione di terra contro l'Iran.
La portaerei USS Gerald Ford, che partecipa all'operazione Epic Fury contro l'Iran, sarà riparata invece presso la base di Souda Bay, a Creta, dopo l'incendio divampato a bordo la scorsa settimana. Lo ha riferito da un funzionario militare americano al New York Times. L'incendio, scoppiato nella lavanderia il 12 marzo, ha richiesto oltre 30 ore per essere domato, mentre le riparazioni dovrebbero richiedere almeno una settimana
Milizia filo-iraniana in Iraq minaccia tutti i soldati stranieri nel Paese
L'Italia ha appena evacuato buona parte dei militari dall'Iraq per quanto rimanga del personale anche diplomatico. In questo senso stride la minaccia appena giunta da Kataeb Hezbollah, milizia sostenuta dall'Iran, che ha intimato oggi a ogni "soldato straniero" di lasciare l'Iraq, secondo quanto affermato dal suo capo della sicurezza. "L'instabilità dell'Iraq è dovuta alla presenza americana nefasta, e la sicurezza non sarà raggiunta finché l'ultimo soldato straniero non lascerà il territorio iracheno", ha dichiarato in un comunicato il nuovo capo della sicurezza del gruppo, Abou Moujahed al-Assaf. Il gruppo, designato da Washington come organizzazione terroristica, fa parte di un movimento più ampio noto come Resistenza islamica in Iraq, che rivendica attacchi quotidiani contro interessi statunitensi in Iraq e nella regione e che ha sempre chiesto il ritiro delle truppe americane dal Paese.
Quanto costa la guerra all'Iran? Finora almeno 12 miliardi (e solo agli Usa)
La guerra in Iran è costata agli Stati Uniti almeno 12 miliardi di dollari finora. A fare i conti è un funzionario dell'amministrazione Trump. La cifra è probabile che sottostimi il costo reale visto che non include né il dispiegamento di forze che ha preceduto l'attacco, ma neanche le spese di lungo termine per sostituire le armi usate. Il Center for Strategic and International Studies - riporta il Time - aveva inizialmente stimato che le prime 100 ore dell'operazione fossero costate 891,4 milioni di dollari al giorno. Un ritmo sostenuto che potrebbe spingere a breve l'amministarzioen a richiedere nuovi fondi.
Pasdaran confermano morte di Soleimani in raid isreliano
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha confermato la morte del comandante delle forze Basij, Gholamreza Soleimani. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa semi ufficiale Tasnim, l’Irgc ha affermato che Soleimani è stato ucciso in un "attacco sferrato dal nemico americano-sionista".
Soleimani, che ha guidato i Basij negli ultimi sei anni e ha supervisionato le operazioni di sicurezza interna, "ha svolto un ruolo strategico e senza pari nell’aggiornamento della struttura popolare e jihadista del Basij, nello sviluppo di movimenti costruttivi, nell’eliminazione delle privazioni e nell’assistenza ai gruppi oppressi e vulnerabili", si legge nel comunicato.
BREAKING 🔴
— Global Pulse (@movielover93582) March 17, 2026
• The IDF says it killed Gholamreza Soleimani in an overnight strike inside Iran.
• The commander of the Basij paramilitary force was reportedly eliminated.
• The Basij deputy commander and other senior officials were also killed.#GholamrezaSoleimani #Iran pic.twitter.com/2WoQSiuk9x
Iraq: nuovi attacchi lanciati contro ambasciata Usa
Secondo fonti di sicurezza citate dall’agenzia di stampa Reuters, sono ripresi gli attacchi con razzi e droni contro l’Ambasciata degli Stati Uniti e una struttura diplomatica in Iraq, dopo una serie di colpi caduta nella mattinata. Razzi e un drone esplosivo hanno puntato gli edifici diplomatici a Baghdad, facendo scattare le sirene mentre si udiva un’esplosione nei pressi del complesso. Almeno tre droni esplosivi hanno inoltre colpito una struttura statunitense vicino all’aeroporto internazionale della capitale irachena attivando i sistemi di difesa aerea C-RAM. Non sono state segnalate immediatamente vittime o danni.
Zelensky: esperti ucraini di droni in Medio Oriente
"Ci sono 201 ucraini in Medio Oriente e nel Golfo, e altri 34 sono pronti a essere schierati; si tratta di esperti militari, in grado di fornire assistenza e consentire la difesa contro i droni iraniani Shahed", ha dichiarato il presidente ucraino in un discorso al Parlamento britannico
Kuwait: droni e missili intercettati, due feriti lievi
Il ministero della Difesa del Kuwait afferma di avere individuato due missili balistici e 13 droni all'interno dello spazio aereo nazionale nelle ultime 24 ore. Tutti sono stati intercettati, viene precisato, ma si sono registrati due feriti lievi a causa della caduta di schegge. Le condizioni delle persone ferite sono stabili e non sono stati registrati danni materiali significativi.
La guerra manda su i prezzi della benzina: la situazione in Europa
I nostri colleghi di Euronews a Berlino hanno fatto un confronto tra gli aumenti dei carburanti in Germania e negli altri Paesi Ue. Classifica interessante degli aumenti, ecco sotto l'articolo.
Costi dei carburanti su in quasi tutta l’Ue: i prezzi in ogni Paese
La Germania è stata particolarmente colpita dall’aumento dei prezzi della benzina rispetto al resto dell’Ue. Una task force istituita dal governo mira a contra…
Trump: "Supporto dai Paesi arabi per la coalizione di Hormuz"
Donald Trump ha sottolineato che gli unici Paesi che gli hanno espresso supporto per la coalizione che garantisca la sicurezza dello Stretto sono i paesi della regione: Qatar, Bahrein, Arabia Saudita e Emirati arabi uniti. L'Ue e vari Paesi membri hanno infatti respinto al mittente la richiesta di cooperazione considerandola un'entrata in guerra come ribadito, per l'Italia, prima dalla premier Meloni e poi dal ministro della Difesa, Crosetto. Il presidente Usa ha anche risposto a una domanda sull'eventualità dell'invio di truppe statunitensi in Iran. "Non ho paura di un altro Vietnam" ha detto Trump parlando alla Casa Bianca, gli Stati Uniti "non sono ancora pronti per finire" la guerra contro l'Iran, ma "finiremo nel prossimo futuro, molto presto".
Visita di Trump in Cina rinviata di oltre un mese
La guerra in corso, oppure la richiesta non accordata di aiuto della Cina per la difesa dello Stretto di Hormuz, ha causato il rinvio di "cinque o sei settimane" della visita del presidente degli Stati Uniti in Cina. Lo ha detto lo stesso Donald Trump, sottolineando "l'ottimo rapporto di lavoro" con il governo di Pechino
Turchia: morte di leader a Teheran sono "omicidi politici"
"Gli assassinii politici perpetrati da Israele, in particolare quelli di statisti e politici iraniani, costituiscono atti illegali contrari alle leggi di guerra", ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan in una conferenza stampa ad Ankara, riferendosi agli omicidi mirati confermati oggi da Israele di Alì Larijani e Gholamreza Soleimani.
Usa, Casa Bianca: falsità in lettera dimissioni capo Antiterrorismo
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha scritto su X che la lettera di dimissioni di Joe Kent, direttore del Centro Nazionale Antiterrorismo americano, contiene "molte affermazioni false". Tuttavia, ha aggiunto, "vorrei concentrarmi su una in particolare: che 'l'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione', la stessa falsa affermazione che i Democratici e alcuni media liberali ripetono incessantemente". La portavoce ha ribadito che il presidente Donald Trump "aveva prove solide e inconfutabili sul fatto che l'Iran avrebbe attaccato per primo gli Stati Uniti", sottolineando che "non avrebbe mai preso la decisione di schierare risorse militari contro un avversario straniero senza un valido motivo".
There are many false claims in this letter but let me address one specifically: that "Iran posed no imminent threat to our nation."
— Karoline Leavitt (@PressSec) March 17, 2026
This is the same false claim that Democrats and some in the liberal media have been repeating over and over.
As President Trump has clearly and… https://t.co/AC8M5L8lye
Crosetto: evacuata parte del personale militare dall'Iraq e dal Kuwait, dopo recenti attacchi
Il ministro della Difesa Guido Crosetto, ospite di Rete 4 a Diario del giorno, ha confermato il successo delle operazioni di rientro di parte del contingente italiano da Baghdad, Erbil e dal Kuwait. Si è trattato di un'operazione logistica complessa, gestita dal Comando operativo di vertice interforze in stretta collaborazione con i servizi di intelligence, che ha garantito l'evacuazione in sicurezza non solo dei nostri soldati, ma anche di personale militare e diplomatico di altre nazioni. Sottolineando la necessità di non lasciare nessuno in zone di pericolo senza un obiettivo concreto, Crosetto ha dichiarato:
"Quelli che rimangono devono avere la garanzia di sicurezza e di avere qualcosa da fare. Non si può far rimanere qualcuno che non abbia una missione e non sia fondamentale per ciò che deve fare in quel luogo."
Il ministro ha precisato che i militari evacuati dall'Iraq sono già transitati per il Kurdistan e la Turchia e sono in fase di rientro in Italia, ribadendo che la priorità assoluta resta la tutela di chi serve il Paese in contesti di guerra.
Kallas: "Vogliamo che la guerra finisca, costo troppo elevato"
"La diplomazia è l'unica soluzione possibile per Hormuz. Lavoriamo con i partner del Golfo, con la Giordania, con l'Egitto ma anche con i partner di altre regioni. Cerchiamo di capire che proposte possiamo fare affinché si fermi questa guerra. Siamo tutti d'accordo su una cosa: vogliamo che finisca perché ha un costo troppo elevato per tutti a livello globale". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas in audizione alla commissione affari esteri del Parlamento Europeo.
Libano, quasi 1000 morti ormai da inizio guerra
Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani in Libano sale a 912, secondo l'ultimo aggiornamento del ministero della Sanità pubblica libanese. Dal 2 marzo gli attacchi israeliani hanno causato la morte di 912 persone in Libano e il ferimento di altre 2.221. Lunedì il bilancio delle vittime era di 886 persone.
Crosetto: il no a Hormuz è "no a una missione che poteva sembrare un ingresso in guerra"
"Non è che i vari Paesi hanno detto no alla messa in sicurezza di Hormuz, hanno detto no a una missione che poteva sembrare un ingresso in guerra". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo a "Diario del giorno" su Rete 4.
Macron: la Francia "non è pronta a operazioni" nello Stretto di Hormuz
Anche la Francia si sfila da operazioni a Hormuz, dopo Germania, Regno Unito, Italia e la stessa Ue per bocca dell'Alta rappresentate Kaja Kallas. Nell'''attuale contesto'' la Francia non è pronta ad operazioni di apertura dello stretto di Hormuz, ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron. Kallas aveva ribadito che l'Europa deve "intensificare il sostegno anche alla società civile iraniana. Questa non è la guerra dell'Europa".
The European Union has started taking the unpredictability of the US into account one year after President Donald Trump returned to the White House, EU foreign policy chief Kaja Kallas in an interview with Reuters pic.twitter.com/tY3lC9rfRz
— Reuters (@Reuters) March 17, 2026
Regno Unito: intercettato un numero di droni mai così alto, dice ministero Difesa
Il ministero della Difesa del Regno Unito rende noto che la notte scorsa sono stati compiuti diversi intercetti di droni, sottolineando come si sia trattato del numero maggiore di operazioni in una singola notte dall'inizio del conflitto in Medio Oriente due settimane fa. La nota pubblicata su X fa riferimento a due squadroni, lo Space Warning Squadron no 2 e lo Space Operations Squadron no 1 e all'impiego di aerei Uk Typhoon e F-35 per i pattugliamenti dei cieli dei Paesi del Golfo.
Update on UK operations in the Middle East, 17 March 2026. pic.twitter.com/5CmbnuVdKY
— Ministry of Defence 🇬🇧 (@DefenceHQ) March 17, 2026
Stati Uniti, si dimette il direttore del National Counterterrorism Center: la lettera a Trump
Il direttore del Controspionaggio degli Stati Uniti si è dimesso. Lo ha comunicato lo stesso Joe Kent in un post sul suo profilo X su cui ha pubblicato la lettera di dimissioni inviata a Donald Trump. "Non posso in buona coscienza supportare la guerra in corso in Iran. L'Iran on costituiva una minaccia immediata per la nazione ed è chiaro che abbiamo cominciato questa guerra sotto pressione di Israele e della sua potente lobby".
In un altro passaggio Kent, veterano e Berretto Verde medagliato, ha scritto al presidente che nel "suo primo mandato aveva capito come esercitare con decisione il potere militare senza trascinarci in una guerra senza fine", per esempio, "uccidendo Qassem Soleimani", il comandante iraniano obiettivo di un omicidio mirato Usa all'aeroporto di Baghdad nel 2020, "e sconfiggendo l'Isis". Kent, 45 anni e padre di due figli, ha perso in servizio la moglie Shannon Mary Smith che lavorava nell'intelligence della Marina Usa ed è stata uccisa in un attacco suicida nel nord della Siria nel 2019.
Medio Oriente: British Airways sospende destinazioni fino a fine maggio
British Airways comunica di avere prolungato la sospensione dei voli per Tel Aviv, Amman, Bahrein e Dubai fino al 31 maggio a causa della guerra con l'Iran.
Netanyahu su Larijani: "Gangster che gestiva l'Iran", il premier di Israele invia ancora un appello agli iraniani a ribellarsi
Benyamin Netanyahu è tornato a parlare sulla guerra in Medio Oriente. "Stiamo destabilizzando il regime iraniano nella speranza di dare al popolo iraniano l'opportunità di scacciarlo", ha detto in un video messaggio rilanciando l'appello già fatto nei giorni scorsi per un cambio di regime dall'interno.
il premier israeliano è intervenuto dopo l'uccisione in un raid del responsabile del Consiglio supremo di difesa, Ali Larijani, ritenuto in questo contesto di guerra il reggente politico delle sorti dell'Iran. Un "gangster che gestiva l'Iran", lo ha definito Netanyahu promettendo altre azioni militari per "aiutare gli amici" egli Usa e di Israele.
*Statement by Prime Minister Benjamin Netanyahu*
— Government Press Office 🇮🇱 (@GPOIsrael) March 17, 2026
Prime Minister Benjamin Netanyahu, today (Tuesday, 17 Mach 2026) [translated from Hebrew]:
"This morning, we eliminated Ali Larijani. Ali Larijani is the boss of the Revolutionary Guards, that group of gangsters that effectively… pic.twitter.com/2L909sT93S
Israele afferma che Ali Larijani sia stato ucciso – Ecco cosa sappiamo del potente capo della sicurezza iraniana
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che l’Idf ha ucciso il massimo responsabile della sicurezza iraniano Ali Larijani in un attacco sferrato su Teheran nella notte tra lunedì e martedì.
La conferma è arrivata dopo che i media israeliani avevano avanzato ipotesi sull’eliminazione di Larijani, in seguito a un precedente annuncio da parte dell’esercito secondo cui era stato ucciso il capo della milizia paramilitare Basij, Gholamreza Soleimani.
Larijani era il secondo funzionario iraniano di più alto rango ad essere stato assassinato dopo l'ex leader supremo del Paese, l'ayatollah Ali Khamenei, ucciso nella prima ondata di attacchi del 28 febbraio.
I funzionari iraniani non hanno ancora commentato gli attacchi.
Ali Larijani, 67 anni, ha ricoperto la carica di segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale ed è considerato una delle figure di spicco dell'apparato politico e di sicurezza iraniano.
Sebbene non potesse succedere ad Ali Khamenei e non ricopriva alcuna carica nel consiglio di leadership ad interim, la sua attuale posizione lo rendeva uno dei principali obiettivi da eliminare a causa dell'immenso potere che esercita.
Larijani è stato ampiamente considerato parte della cerchia ristretta che circonda il nuovo leader supremo, Mojtaba Khamenei, insieme al capo della magistratura Gholam-Hossein Mohseni-Ejei e al presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf.

Israele annuncia di aver eliminato figura vertice della sicurezza iraniana
Israele ha dichiarato di aver eliminato Ali Larijani, figura di vertice della sicurezza iraniana, nel corso di un attacco mirato.
A rendere nota l’operazione è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz.
Al momento non sono arrivate conferme ufficiali da parte iraniana.
Tajani su Hormuz: Italia in costante contatto con gli Usa
"La libertà di navigazione è un principio fondamentale ed è essenziale per il commercio globale e la sicurezza energetica", lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista al quotidiano The National, evidenziando che l’Italia è in costante contatto con gli Stati Uniti e con gli altri partner per garantire stabilità nella regione e proteggere la sicurezza globale.
Sul fronte libanese, Tajani ha invitato alla cautela, esprimendo apprezzamento per la decisione di Beirut di vietare le attività di Hezbollah, considerata un segnale di impegno verso la pace con Israele.
Il ministro ha inoltre criticato l’azione del movimento sciita, definendola un errore che ha provocato una forte reazione israeliana e ha coinvolto il Libano in un conflitto non suo, con gravi conseguenze umanitarie.
"La nostra priorità è sostenere le centinaia di migliaia di persone che hanno dovuto lasciare le loro case per sfuggire alle ostilità", ha concluso.
L'Idf afferma di aver ucciso il capo dell'unità paramilitare iraniana Basij
L'esercito israeliano (Idf) ha annunciato in un post su X che i suoi attacchi aerei sull'Iran di lunedi hanno “eliminato” con successo Gholamreza Soleimani, il potente capo dell'unità paramilitare Basij, una forza composta da volontari che opera come unità ausiliaria del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (Irgc).
"Ieri, l’Idf ha preso di mira ed eliminato Gholamreza Soleimani, che ha operato come comandante dell’unità Basij negli ultimi 6 anni", ha dichiarato l’Idf.
"Sotto la guida di Soleimani, l’unità Basij ha condotto le principali operazioni di repressione in Iran, ricorrendo a violenze gravi, arresti di massa e all’uso della forza contro i manifestanti civili".
🔴 COMMANDER OF THE BASIJ UNIT ELIMINATED
— Israel Defense Forces (@IDF) March 17, 2026
Yesterday, the IDF targeted & eliminated Gholamreza Soleimani, who operated as commander of the Basij unit for the past 6 years.
Under Soleimani, the Basij unit led the main repression operations in Iran, employing severe violence,… pic.twitter.com/aJ0dNtCFz0
British Airways cancella rotte in Medio Oriente fino all'estate
La compagnia aerea britannica British Airways ha sospeso parte dei collegamenti verso il Medio Oriente fino all’inizio dell’estate, in risposta all’escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran, secondo quanto riportato dalla BBC.
Le tratte per Amman, Manama, Dubai e Tel Aviv sono sospese fino alla fine di maggio, mentre i collegamenti con Doha resteranno fermi fino a fine aprile.
Un portavoce ha spiegato che la decisione è legata all’instabilità dello spazio aereo e all’incertezza nella regione, sottolineando che la compagnia continua a monitorare la situazione e a offrire soluzioni alternative ai passeggeri coinvolti.
Restano invece regolarmente attivi i voli verso Riyadh e Jeddah, in Arabia Saudita.

Libano: 5 militari feriti in raid israeliano, due gravi
Secondo quanto riferito dall’Esercito libanese, cinque militari sono rimasti feriti, due dei quali in condizioni gravi, a seguito di un raid israeliano nella zona di Qaquaiyat al-Jisr, a Nabatiyeh, mentre si spostavano in auto e in moto.
“Sono stati trasferiti in uno degli ospedali per ricevere cure”, si legge in un post su X.
إصابة ٥ عسكريين بجروح مختلفة، اثنان منهم في حال خطرة، في منطقة قعقعية الجسر - النبطية نتيجة غارة إسرائيلية معادية أثناء تنقلهم بواسطة سيارة ودراجة نارية، ونُقلوا إلى أحد المستشفيات للمعالجة.#الجيش_اللبناني #LebaneseArmy pic.twitter.com/RrINx4ROAt
— الجيش اللبناني (@LebarmyOfficial) March 17, 2026
Media israeliani: capo sicurezza iraniana tra obiettivi dei raid
I media israeliani riferiscono che il capo della sicurezza nazionale iraniana, Ali Larijani, sarebbe stato tra gli obiettivi della campagna aerea sferrata lunedì su Teheran.
Larijani, noto per la sua posizione intransigente e di linea dura, ha chiesto di intensificare gli attacchi contro Israele e ha promesso di vendicare l'uccisione dell'ex leader supremo iraniano Ali Khamenei nella prima salva di guerra del 28 febbraio.
I media israeliani riferiscono che Larijani è da tempo un obiettivo delle forze di difesa del Paese, che insieme agli Stati Uniti hanno eliminato diverse figure politiche iraniane di alto rango dall'inizio della guerra.
Non è ancora chiaro se gli attacchi contro il funzionario iraniano abbiano avuto successo.
Idf: Importanti successi in Iran "nella lotta al terrorismo”, eliminati "alti funzionari palestinesi”
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno dichiarato che “la scorsa notte sono stati registrati importanti successi nella lotta al terrorismo”, in seguito ai raid notturni su Teheran.
Il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha aggiunto che “l’Idf continua a operare con vigore contro una serie di obiettivi in Iran”, con l’obiettivo di indebolire le capacità militari e industriali del Paese.
“Stiamo operando contro elementi delle Guardie Rivoluzionarie e contro gli apparati repressivi del regime”, ha precisato, annunciando anche “l’eliminazione di alti funzionari palestinesi” che si trovavano in case sicure a Teheran.
Iran: colpita petroliera negli Emirati Arabi Uniti
Una petroliera all’ancora vicino a Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, è stata colpita da un proiettile, secondo quanto riferito dall’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto.
La nave avrebbe riportato solo lievi danni strutturali e non si registrano feriti tra l’equipaggio, né impatti ambientali.
Detriti di missile intercettato causano incendio a Doha
I detriti di un missile intercettato hanno provocato un incendio nella zona industriale alla periferia di Doha, capitale del Qatar, secondo quanto riferito da Al Jazeera. Le autorità locali stanno gestendo la situazione e non sono stati segnalati feriti nell’area colpita.
Intanto, questa mattina lo spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti è stato temporaneamente chiuso a causa di allarmi per attacchi missilistici provenienti dall’Iran, provocando la cancellazione e il rinvio di numerosi voli negli hub principali, come l’aeroporto internazionale di Dubai, con gravi disagi per i passeggeri.

Corea del Sud esclude per ora invio del cacciatorpediniere Cheonghae nello Stretto di Hormuz
Si moltiplicano i no all'invio di navi da guerra a Hormuz.
La Corea del Sud non sta prendendo in considerazione, al momento, l’invio del cacciatorpediniere Cheonghae nello Stretto di Hormuz, lo ha dichiarato il ministro della Difesa Ahn Gyu-back. Il ministro ha precisato che una decisione del genere richiederebbe l’approvazione del Parlamento sudcoreano.
Attualmente, il Cheonghae è dispiegato nel Golfo di Aden, dove svolge operazioni di pattugliamento e sicurezza marittima. La posizione di Seul evidenzia la cautela del Paese nel contesto delle tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran, evitando un coinvolgimento diretto nello Stretto senza un mandato politico nazionale.
Cina invia aiuti umanitari a Iran, Giordania, Libano e Iraq
La Cina ha annunciato l’invio di assistenza umanitaria d’emergenza a Iran, Giordania, Libano e Iraq, colpiti dalla crisi in corso in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Lin Jian, durante la conferenza stampa quotidiana, sottolineando che il conflitto sta causando una grave emergenza umanitaria con pesanti conseguenze per la popolazione civile.
Secondo Lin, l’obiettivo dell’iniziativa è contribuire ad alleviare le difficoltà affrontate dalle popolazioni locali, fornendo aiuti immediati e supporto logistico nei Paesi più colpiti dalla crisi. L’azione della Cina rappresenta uno dei primi interventi umanitari significativi da parte di potenze esterne per far fronte all’emergenza nella regione
Nella foto: il presidente Xi Jinping

Iraq e Iran accordano il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz
L’Iraq ha raggiunto un’intesa con l’Iran affinché le sue petroliere possano attraversare lo Stretto di Hormuz, nonostante le tensioni e i rischi di sicurezza nella regione. Lo ha dichiarato il ministro del Petrolio iracheno, Hayan Abdul‑Ghani, in un’intervista all’emittente panaraba Al Jazeera, sottolineando un accordo pratico per facilitare il transito delle navi anche in un contesto di conflitto e incertezza.
La dichiarazione arriva dopo quanto affermato nei giorni scorsi dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha sostenuto che lo Stretto di Hormuz “è aperto” ma ha aggiunto che, secondo Teheran, la via marittima sarebbe “chiusa per i nostri nemici”, in riferimento agli Stati Uniti e a Israele impegnati nel conflitto con l’Iran.

Crisi energetica in Asia: Paesi adottano misure di austerità per risparmiare carburante
Diverse nazioni asiatiche stanno introducendo misure di austerità energetica per fronteggiare possibili carenze di carburante a seguito della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, che minaccia le rotte marittime dello Stretto di Hormuz.
Lo Sri Lanka ha dichiarato il mercoledì giorno festivo per risparmiare carburante e ha introdotto un Pass Carburante Nazionale che raziona la quantità acquistabile dagli automobilisti. In Myanmar, i veicoli privati possono circolare solo a giorni alterni, in base al numero di targa. Il Bangladesh ha anticipato le vacanze del Ramadan nelle università e introdotto blackout programmati per ridurre il consumo energetico
Israele intensifica operazioni nel sud del Libano: forze di terra avanzano dopo attacchi aerei
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato l’avanzamento di ulteriori unità nel sud del Libano nell’ambito di una zona cuscinetto ampliata, istituita dopo l’inizio degli scontri con Hezbollah all’inizio del mese. La 36ª Divisione delle Idf, già impegnata in incursioni nella regione la scorsa settimana, ha avviato una nuova operazione di terra mirata verso obiettivi specifici, secondo quanto comunicato dalle forze armate.
Prima dell’avanzata terrestre, le Idf hanno effettuato massicci attacchi aerei e bombardamenti di artiglieria, finalizzati a preparare il terreno e ridurre il rischio per le truppe. L’obiettivo dichiarato dell’operazione è ampliare l’area di difesa avanzata e consolidare il controllo militare nella regione, mentre le tensioni tra Israele e Hezbollah continuano a crescere.
Steinmeier: guerra contro l’Iran su basi dubbie, rischio escalation e pericolo per lo Stretto di Hormuz
Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha definito la guerra contro l’Iran “iniziata su basi dubbie secondo il diritto internazionale”, esprimendo forte preoccupazione per le conseguenze di un conflitto prolungato. Durante il suo viaggio in Sud America, Steinmeier ha chiesto una rapida fine del conflitto e ha messo in guardia contro una potenziale escalation che potrebbe avere impatti regionali e globali.
Il presidente tedesco ha sottolineato che l’Iran possiede ampie capacità per interrompere il controllo dello Stretto di Hormuz a lungo termine, anche con mezzi militari relativamente semplici, aumentando il rischio per le rotte marittime attraverso le quali transita una quota significativa del petrolio mondiale.
Nella foto i presidente tedesco Steinmeier

Corea del Sud: 26 navi e 183 marinai bloccati nello Stretto di Hormuz
La Corea del Sud ha reso noto che 26 navi e 183 membri dell’equipaggio restano attualmente bloccati nelle acque dello Stretto di Hormuz a causa delle tensioni regionali. Il portavoce del ministero degli Esteri, Park Il, ha dichiarato che le autorità sudcoreane sono in stretto contatto con i porti dei Paesi vicini per garantire rifornimenti di cibo e materiali essenziali.
Park ha aggiunto che, se la situazione dovesse peggiorare, il governo adotterà misure aggiuntive, senza fornire dettagli. La Corea del Sud mantiene cautela nel discutere il proprio coinvolgimento negli sforzi statunitensi per la riapertura dello Stretto, dopo l’invito del presidente Donald Trump a schierare risorse navali.
Nella foto: una nave cargo naviga nel Golfo Arabico verso lo Stretto di Hormuz negli Emirati Arabi Uniti, domenica 15 marzo 2026

Attacchi in Iran: 12.000 case e 56 siti culturali danneggiati, Teheran tra le città più colpite
Gli attacchi in corso tra Stati Uniti e Israele hanno provocato ingenti danni in Iran, colpendo sia abitazioni civili sia il patrimonio culturale del Paese. Secondo il governatore di Teheran, Mohammad Sadegh Motamadian, almeno 12.000 unità abitative hanno subito danni parziali o totali. I residenti colpiti possono presentare le richieste di risarcimento presso gli uffici comunali, come riportato dall’agenzia Mehr e rilanciato da Al Jazeera.
Non si contano solo le abitazioni: il Ministero del Patrimonio iraniano segnala danni ad almeno 56 musei, monumenti storici e siti culturali, con 19 siti nella sola Teheran. Tra questi figurano il Palazzo Golestan, il Bazar di Teheran e l’ex edificio del Senato, simboli della storia e della cultura della capitale.
Nella foto: i volontari rimuovono i detriti di un edificio residenziale danneggiato in un attacco Usa-Israele a Teheran, Iran, domenica 15 marzo 2026

Canada, Francia, Germania, Italia e Regno Unito chiedono de-escalation immediata in Libano
I leader di Canada, Francia, Germania, Italia e Regno Unito hanno espresso preoccupazione per l’escalation della violenza in Libano, sollecitando un impegno concreto da parte di Israele e del governo libanese per negoziare una soluzione politica sostenibile. In una nota congiunta, i Paesi sottolineano la necessità di facilitare i colloqui e di promuovere un’immediata de-escalation della crisi.
La dichiarazione condanna gli attacchi di Hezbollah contro Israele, la partecipazione del gruppo alle ostilità insieme all’Iran e gli attacchi contro civili, infrastrutture e operatori umanitari, inclusa la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil). I leader avvertono che una significativa offensiva di terra israeliana potrebbe avere conseguenze umanitarie devastanti e portare a un conflitto prolungato, mentre la situazione già critica nel Paese vede sfollamenti di massa e gravi difficoltà per la popolazione civile.
Nella foto: le ruspe rimuovono i detriti da un edificio danneggiato in un attacco aereo israeliano a Dahiyeh, nella periferia sud di Beirut, Libano, martedì 17 marzo 2026

Australia esclude invio di navi nello Stretto di Hormuz, confermato supporto solo aereo agli Emirati
L’Australia non invierà alcuna nave della Marina nello Stretto di Hormuz, lo ha confermato la ministra dei Trasporti Catherine King durante un’intervista all’emittente Abc. “Siamo stati molto chiari sul nostro contributo: finora si è trattato di fornire agli Emirati Arabi Uniti aerei per assistenza nella difesa, soprattutto considerando il numero di australiani presenti nella zona”, ha spiegato la ministra.
King ha precisato: “Non invieremo una nave nello Stretto di Hormuz. Sappiamo quanto sia incredibilmente importante, ma non è qualcosa che ci è stato richiesto né a cui stiamo contribuendo”. La decisione segue le sollecitazioni del presidente Donald Trump, che nei giorni scorsi aveva invitato i Paesi alleati a garantire la sicurezza della rotta marittima strategica, dalla quale transita circa il 20 per cento del petrolio mondiale.
Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Qatar: attacco alle basi americane
Le autorità iraniane hanno annunciato di avere attaccato la base aerea americana di Usa, in Bahrein, e la base aerea di al-Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti. "I paesi del Golfo Persico farebbero meglio a espellere gli americani dai loro territori per evitare danni", si legge in una nota ufficiale diramata dalla televisione di Stato.
L'Irgc ha aggiunto di aver attaccato anche la base aerea statunitense di Al Udeid, in Qatar, utilizzando missili Zolfaghar e Qiam, oltre a droni. Teheran ha intensificato gli attacchi contro obiettivi israeliani e militari statunitensi nella regione in risposta all'operazione militare avviata da Stati uniti e Israele il 28 febbraio
Zelensky: la Russia ha aiutato l’Iran a perfezionare i droni Shahed, ora usati come minaccia globale
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivelato in un’intervista che la Russia ha aiutato l’Iran a perfezionare i droni d’attacco Shahed, rendendoli una minaccia non solo per l’Ucraina ma anche per Israele, gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo. Secondo Zelensky, l’esperienza dell’Ucraina nel fronteggiare questi sistemi ha trasformato il Paese in “una sorta di banco di prova” per lo sviluppo di varianti più sofisticate, nettamente superiori alle prime versioni impiegate nei conflitti precedenti.

Iran, Paesi vicini si preparano a un possibile esodo di rifugiati
Mentre il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran entra ormai nella terza settimana e si allarga su più fronti, cresce anche la preoccupazione regionale per le conseguenze umanitarie di una guerra su vasta scala. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), il conflitto ha già determinato centinaia di migliaia di spostamenti forzati all’interno e all’esterno dell’Iran e del Libano, con segnali crescenti di persone che cercano vie di fuga attraverso confini già fragili e sovraccarichi.
Fino ad ora i flussi sono per lo più interni o verso i Paesi vicini, con almeno oltre 14.000 persone che hanno attraversato i confini verso i Paesi limitrofi negli ultimi giorni e migliaia in movimento verso nord dall’Iran. Stati come Turchia, Azerbaigian e Siria stanno vedendo aumentare le richieste di passaggio, mentre le autorità monitorano la situazione e cercano piani di emergenza per gestire potenziali ondate più ampie di rifugiati.
As war engulfs Iran, neighbouring states quietly prepare for a potential refugee exodus across already fragile borders. https://t.co/kO8ThasC4E
— Al Jazeera English (@AJEnglish) March 17, 2026
Petroliera colpita da proiettile non identificato al largo dell’Oman, nessun ferito
Una petroliera è stata colpita da un “proiettile non identificato” al largo delle coste dell’Oman, secondo quanto riportato da Uk Maritime Trade Operations. L’agenzia marittima britannica ha precisato che l’impatto ha provocato solo danni strutturali lievi e che nessun membro dell’equipaggio è rimasto ferito.
Gerusalemme, missili caduti vicino a ufficio di Netanyahu
Missili iraniani sono caduti a pochi metri dall'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme. A sostenerloè l'agenzia Tass che cita la tv iraniana Snn
Missile iraniano intercettato negli Emirati: un civile pakistano ucciso dal relitto
Le forze di difesa degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato nella mattinata di oggi un missile balistico lanciato dall’Iran nei cieli del Paese, nelle vicinanze dell’area di Bani Yas, ad Abu Dhabi. Secondo quanto riferito dall’Ufficio stampa di Abu Dhabi, l’intercettazione dei sistemi di difesa aerea è avvenuta con successo, ma frammenti dell’ordigno caduti a terra hanno colpito un civile.
L’autorità di Abu Dhabi ha confermato la morte di un cittadino pakistano causata proprio dalle schegge dell’intercettazione, un episodio che porta a otto il totale delle vittime civili registrate negli Emirati da quando l’Iran ha intensificato i lanci di missili e droni verso il Golfo.
Ambasciata Usa attaccata a Baghdad
L’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad è stata colpita da un attacco con droni e razzi: almeno uno ha centrato la sede diplomatica, provocando un’esplosione e una densa colonna di fumo nero visibile sopra la capitale irachena. In precedenza, un altro drone aveva colpito un hotel della città dove alloggiava anche personale italiano, rimasto però illeso.

Sul fronte militare, le forze israeliane hanno lanciato un’ampia ondata di attacchi contro obiettivi definiti “terroristici” a Teheran e, in contemporanea, contro infrastrutture di Hezbollah a Beirut. Nella capitale libanese sono stati bombardati tre quartieri. Esplosioni sono state segnalate anche a Dubai e Doha, segno di una crisi che si estende ormai a più Paesi della regione.
Kallas: nessuna modifica al mandato di Aspides. Tajani: “Non possiamo entrare in guerra”
L’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha escluso modifiche al mandato della missione navale Aspides, ribadendo che non è prevista un’estensione delle operazioni nello Stretto di Hormuz. La linea europea resta quindi quella attuale, senza un coinvolgimento diretto nelle operazioni di scorta alle petroliere nell’area più sensibile del Golfo.
Sulla stessa posizione anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che conferma: "Le missioni europee — Aspides e Atalanta — rimangono con il mandato che hanno”. L’obiettivo, spiega, è piuttosto rafforzare la presenza nel Mar Rosso aumentando il numero delle fregate impegnate nella sicurezza dei traffici attraverso Suez, senza però estendere le operazioni a Hormuz.
Tajani sottolinea inoltre che “non possiamo infilarci nella guerra”, pur riconoscendo la necessità di garantire la sicurezza della navigazione.
Kallas: Stati Ue “non interessati” a inviare navi a Hormuz
I ministri degli Esteri dell’Ue si sono riuniti a Bruxelles il giorno dopo che Trump ha aumentato le pressioni per aiutare a proteggere lo Stretto di Hormuz, b…
Qatar intercetta missile, esplosioni a Dubai dopo allerta
Il Qatar ha dichiarato di aver intercettato un attacco missilistico diretto contro il proprio territorio, mentre l’Iran intensifica la sua campagna di rappresaglia contro Stati Uniti, Israele e Paesi del Golfo. Negli ultimi giorni, diversi Stati della regione sono stati presi di mira da droni e missili.
Nella vicina Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, sono state avvertite tre esplosioni poco dopo un’allerta diffusa sui telefoni cellulari che invitava i residenti a “cercare immediatamente un luogo sicuro” per possibili minacce missilistiche.
Nella foto: colonna di fumo vicino all'aeroporto internazionale di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti
