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In diretta. Medio Oriente: attaccata ambasciata Usa a Baghdad, Qatar intercetta un missile

Ambasciata Usa a Baghdad
Ambasciata Usa a Baghdad Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Stefania De Michele
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Droni e razzi sull’ambasciata Usa a Baghdad, raid su Beirut e Teheran e tensioni nel Golfo: escalation militare e rischio di conflitto regionale

Una nuova e intensa ondata di attacchi ha colpito nelle ultime ore diversi punti nevralgici del Medio Oriente, segnando un’ulteriore escalation del conflitto.

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L’ambasciata statunitense a Baghdad è stata colpita da un attacco con droni e razzi: almeno uno degli ordigni ha raggiunto la sede diplomatica, causando un’esplosione e una densa colonna di fumo nero sopra la capitale irachena.

In precedenza, un altro drone aveva colpito un hotel della città in cui era presente anche personale italiano, che non ha riportato conseguenze.

Le forze israeliane hanno lanciato raid mirati su tre quartieri di Beirut contro obiettivi legati a Hezbollah, mentre a Teheran sono state colpite, secondo quanto dichiarato dalle Idf, “infrastrutture del regime”. Parallelamente, l’Iran ha intensificato la sua risposta con attacchi missilistici e droni diretti contro Israele, Stati Uniti e Paesi del Golfo.

Il Qatar ha reso noto di aver intercettato un attacco missilistico diretto contro il proprio territorio, mentre negli Emirati Arabi Uniti, a Dubai, tre esplosioni sono state avvertite dalla popolazione dopo un’allerta diffusa sui telefoni cellulari che invitava a cercare immediatamente riparo. Episodi che confermano come il conflitto stia progressivamente coinvolgendo un numero crescente di attori regionali, aumentando il rischio di un effetto domino difficile da controllare.

Sul terreno, la situazione resta estremamente fragile anche in Libano meridionale, dove – come sottolineato dal comandante della missione Unifil, generale Diodato Abagnara – si registra un’intensificazione delle attività militari tra incursioni aeree, scambi di fuoco e operazioni mirate. Migliaia di civili sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni.

Sul piano internazionale, cresce intanto la pressione sulla sicurezza delle rotte energetiche, in particolare nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso. L’Italia e l’Unione europea puntano a rafforzare la presenza navale senza modificare i mandati delle missioni in corso.

Detriti di missile intercettato causano incendio a Doha e vittima negli Emirati

I detriti di un missile intercettato hanno provocato un incendio nella zona industriale alla periferia di Doha, capitale del Qatar, secondo quanto riferito da Al Jazeera. Le autorità locali stanno gestendo la situazione e non sono stati segnalati feriti nell’area colpita.

Intanto, questa mattina lo spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti è stato temporaneamente chiuso a causa di allarmi per attacchi missilistici provenienti dall’Iran, provocando la cancellazione e il rinvio di numerosi voli negli hub principali, come l’aeroporto internazionale di Dubai, con gravi disagi per i passeggeri.

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Corea del Sud esclude per ora invio del cacciatorpediniere Cheonghae nello Stretto di Hormuz

Si moltiplicano i no all'invio di navi da guerra a Hormuz.

La Corea del Sud non sta prendendo in considerazione, al momento, l’invio del cacciatorpediniere Cheonghae nello Stretto di Hormuz, lo ha dichiarato il ministro della Difesa Ahn Gyu-back. Il ministro ha precisato che una decisione del genere richiederebbe l’approvazione del Parlamento sudcoreano.

Attualmente, il Cheonghae è dispiegato nel Golfo di Aden, dove svolge operazioni di pattugliamento e sicurezza marittima. La posizione di Seul evidenzia la cautela del Paese nel contesto delle tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran, evitando un coinvolgimento diretto nello Stretto senza un mandato politico nazionale.

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Cina invia aiuti umanitari a Iran, Giordania, Libano e Iraq

La Cina ha annunciato l’invio di assistenza umanitaria d’emergenza a Iran, Giordania, Libano e Iraq, colpiti dalla crisi in corso in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Lin Jian, durante la conferenza stampa quotidiana, sottolineando che il conflitto sta causando una grave emergenza umanitaria con pesanti conseguenze per la popolazione civile.

Secondo Lin, l’obiettivo dell’iniziativa è contribuire ad alleviare le difficoltà affrontate dalle popolazioni locali, fornendo aiuti immediati e supporto logistico nei Paesi più colpiti dalla crisi. L’azione della Cina rappresenta uno dei primi interventi umanitari significativi da parte di potenze esterne per far fronte all’emergenza nella regione

Nella foto: il presidente Xi Jinping

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Iraq e Iran accordano il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz

L’Iraq ha raggiunto un’intesa con l’Iran affinché le sue petroliere possano attraversare lo Stretto di Hormuz, nonostante le tensioni e i rischi di sicurezza nella regione. Lo ha dichiarato il ministro del Petrolio iracheno, Hayan Abdul‑Ghani, in un’intervista all’emittente panaraba Al Jazeera, sottolineando un accordo pratico per facilitare il transito delle navi anche in un contesto di conflitto e incertezza.

La dichiarazione arriva dopo quanto affermato nei giorni scorsi dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha sostenuto che lo Stretto di Hormuz “è aperto” ma ha aggiunto che, secondo Teheran, la via marittima sarebbe “chiusa per i nostri nemici”, in riferimento agli Stati Uniti e a Israele impegnati nel conflitto con l’Iran. 

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Crisi energetica in Asia: Paesi adottano misure di austerità per risparmiare carburante

Diverse nazioni asiatiche stanno introducendo misure di austerità energetica per fronteggiare possibili carenze di carburante a seguito della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, che minaccia le rotte marittime dello Stretto di Hormuz.

Lo Sri Lanka ha dichiarato il mercoledì giorno festivo per risparmiare carburante e ha introdotto un Pass Carburante Nazionale che raziona la quantità acquistabile dagli automobilisti. In Myanmar, i veicoli privati possono circolare solo a giorni alterni, in base al numero di targa. Il Bangladesh ha anticipato le vacanze del Ramadan nelle università e introdotto blackout programmati per ridurre il consumo energetico

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Israele intensifica operazioni nel sud del Libano: forze di terra avanzano dopo attacchi aerei

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato l’avanzamento di ulteriori unità nel sud del Libano nell’ambito di una zona cuscinetto ampliata, istituita dopo l’inizio degli scontri con Hezbollah all’inizio del mese. La 36ª Divisione delle Idf, già impegnata in incursioni nella regione la scorsa settimana, ha avviato una nuova operazione di terra mirata verso obiettivi specifici, secondo quanto comunicato dalle forze armate.

Prima dell’avanzata terrestre, le Idf hanno effettuato massicci attacchi aerei e bombardamenti di artiglieria, finalizzati a preparare il terreno e ridurre il rischio per le truppe. L’obiettivo dichiarato dell’operazione è ampliare l’area di difesa avanzata e consolidare il controllo militare nella regione, mentre le tensioni tra Israele e Hezbollah continuano a crescere.

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Steinmeier: guerra contro l’Iran su basi dubbie, rischio escalation e pericolo per lo Stretto di Hormuz

Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha definito la guerra contro l’Iran “iniziata su basi dubbie secondo il diritto internazionale”, esprimendo forte preoccupazione per le conseguenze di un conflitto prolungato. Durante il suo viaggio in Sud America, Steinmeier ha chiesto una rapida fine del conflitto e ha messo in guardia contro una potenziale escalation che potrebbe avere impatti regionali e globali.

Il presidente tedesco ha sottolineato che l’Iran possiede ampie capacità per interrompere il controllo dello Stretto di Hormuz a lungo termine, anche con mezzi militari relativamente semplici, aumentando il rischio per le rotte marittime attraverso le quali transita una quota significativa del petrolio mondiale.

Nella foto i presidente tedesco Steinmeier

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Corea del Sud: 26 navi e 183 marinai bloccati nello Stretto di Hormuz

La Corea del Sud ha reso noto che 26 navi e 183 membri dell’equipaggio restano attualmente bloccati nelle acque dello Stretto di Hormuz a causa delle tensioni regionali. Il portavoce del ministero degli Esteri, Park Il, ha dichiarato che le autorità sudcoreane sono in stretto contatto con i porti dei Paesi vicini per garantire rifornimenti di cibo e materiali essenziali.

Park ha aggiunto che, se la situazione dovesse peggiorare, il governo adotterà misure aggiuntive, senza fornire dettagli. La Corea del Sud mantiene cautela nel discutere il proprio coinvolgimento negli sforzi statunitensi per la riapertura dello Stretto, dopo l’invito del presidente Donald Trump a schierare risorse navali.

Nella foto: una nave cargo naviga nel Golfo Arabico verso lo Stretto di Hormuz negli Emirati Arabi Uniti, domenica 15 marzo 2026

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Attacchi in Iran: 12.000 case e 56 siti culturali danneggiati, Teheran tra le città più colpite

Gli attacchi in corso tra Stati Uniti e Israele hanno provocato ingenti danni in Iran, colpendo sia abitazioni civili sia il patrimonio culturale del Paese. Secondo il governatore di Teheran, Mohammad Sadegh Motamadian, almeno 12.000 unità abitative hanno subito danni parziali o totali. I residenti colpiti possono presentare le richieste di risarcimento presso gli uffici comunali, come riportato dall’agenzia Mehr e rilanciato da Al Jazeera.

Non si contano solo le abitazioni: il Ministero del Patrimonio iraniano segnala danni ad almeno 56 musei, monumenti storici e siti culturali, con 19 siti nella sola Teheran. Tra questi figurano il Palazzo Golestan, il Bazar di Teheran e l’ex edificio del Senato, simboli della storia e della cultura della capitale.

Nella foto: i volontari rimuovono i detriti di un edificio residenziale danneggiato in un attacco Usa-Israele a Teheran, Iran, domenica 15 marzo 2026

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Canada, Francia, Germania, Italia e Regno Unito chiedono de-escalation immediata in Libano

I leader di Canada, Francia, Germania, Italia e Regno Unito hanno espresso preoccupazione per l’escalation della violenza in Libano, sollecitando un impegno concreto da parte di Israele e del governo libanese per negoziare una soluzione politica sostenibile. In una nota congiunta, i Paesi sottolineano la necessità di facilitare i colloqui e di promuovere un’immediata de-escalation della crisi.

La dichiarazione condanna gli attacchi di Hezbollah contro Israele, la partecipazione del gruppo alle ostilità insieme all’Iran e gli attacchi contro civili, infrastrutture e operatori umanitari, inclusa la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil). I leader avvertono che una significativa offensiva di terra israeliana potrebbe avere conseguenze umanitarie devastanti e portare a un conflitto prolungato, mentre la situazione già critica nel Paese vede sfollamenti di massa e gravi difficoltà per la popolazione civile.

Nella foto: le ruspe rimuovono i detriti da un edificio danneggiato in un attacco aereo israeliano a Dahiyeh, nella periferia sud di Beirut, Libano, martedì 17 marzo 2026

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Australia esclude invio di navi nello Stretto di Hormuz, confermato supporto solo aereo agli Emirati

L’Australia non invierà alcuna nave della Marina nello Stretto di Hormuz, lo ha confermato la ministra dei Trasporti Catherine King durante un’intervista all’emittente Abc. “Siamo stati molto chiari sul nostro contributo: finora si è trattato di fornire agli Emirati Arabi Uniti aerei per assistenza nella difesa, soprattutto considerando il numero di australiani presenti nella zona”, ha spiegato la ministra.

King ha precisato: “Non invieremo una nave nello Stretto di Hormuz. Sappiamo quanto sia incredibilmente importante, ma non è qualcosa che ci è stato richiesto né a cui stiamo contribuendo”. La decisione segue le sollecitazioni del presidente Donald Trump, che nei giorni scorsi aveva invitato i Paesi alleati a garantire la sicurezza della rotta marittima strategica, dalla quale transita circa il 20 per cento del petrolio mondiale.

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Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Qatar: attacco alle basi americane

Le autorità iraniane hanno annunciato di avere attaccato la base aerea americana di Usa, in Bahrein, e la base aerea di al-Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti. "I paesi del Golfo Persico farebbero meglio a espellere gli americani dai loro territori per evitare danni", si legge in una nota ufficiale diramata dalla televisione di Stato.

L'Irgc ha aggiunto di aver attaccato anche la base aerea statunitense di Al Udeid, in Qatar, utilizzando missili Zolfaghar e Qiam, oltre a droni. Teheran ha intensificato gli attacchi contro obiettivi israeliani e militari statunitensi nella regione in risposta all'operazione militare avviata da Stati uniti e Israele il 28 febbraio

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Zelensky: la Russia ha aiutato l’Iran a perfezionare i droni Shahed, ora usati come minaccia globale

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivelato in un’intervista che la Russia ha aiutato l’Iran a perfezionare i droni d’attacco Shahed, rendendoli una minaccia non solo per l’Ucraina ma anche per Israele, gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo. Secondo Zelensky, l’esperienza dell’Ucraina nel fronteggiare questi sistemi ha trasformato il Paese in “una sorta di banco di prova” per lo sviluppo di varianti più sofisticate, nettamente superiori alle prime versioni impiegate nei conflitti precedenti. 

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Iran, Paesi vicini si preparano a un possibile esodo di rifugiati

Mentre il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran entra ormai nella terza settimana e si allarga su più fronti, cresce anche la preoccupazione regionale per le conseguenze umanitarie di una guerra su vasta scala. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), il conflitto ha già determinato centinaia di migliaia di spostamenti forzati all’interno e all’esterno dell’Iran e del Libano, con segnali crescenti di persone che cercano vie di fuga attraverso confini già fragili e sovraccarichi.

Fino ad ora i flussi sono per lo più interni o verso i Paesi vicini, con almeno oltre 14.000 persone che hanno attraversato i confini verso i Paesi limitrofi negli ultimi giorni e migliaia in movimento verso nord dall’Iran. Stati come Turchia, Azerbaigian e Siria stanno vedendo aumentare le richieste di passaggio, mentre le autorità monitorano la situazione e cercano piani di emergenza per gestire potenziali ondate più ampie di rifugiati.

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Petroliera colpita da proiettile non identificato al largo dell’Oman, nessun ferito

Una petroliera è stata colpita da un “proiettile non identificato” al largo delle coste dell’Oman, secondo quanto riportato da Uk Maritime Trade Operations. L’agenzia marittima britannica ha precisato che l’impatto ha provocato solo danni strutturali lievi e che nessun membro dell’equipaggio è rimasto ferito.

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Gerusalemme, missili caduti vicino a ufficio di Netanyahu

Missili iraniani sono caduti a pochi metri dall'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme. A sostenerloè l'agenzia Tass che cita la tv iraniana Snn

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Missile iraniano intercettato negli Emirati: un civile pakistano ucciso dal relitto

Le forze di difesa degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato nella mattinata di oggi un missile balistico lanciato dall’Iran nei cieli del Paese, nelle vicinanze dell’area di Bani Yas, ad Abu Dhabi. Secondo quanto riferito dall’Ufficio stampa di Abu Dhabi, l’intercettazione dei sistemi di difesa aerea è avvenuta con successo, ma frammenti dell’ordigno caduti a terra hanno colpito un civile.

L’autorità di Abu Dhabi ha confermato la morte di un cittadino pakistano causata proprio dalle schegge dell’intercettazione, un episodio che porta a otto il totale delle vittime civili registrate negli Emirati da quando l’Iran ha intensificato i lanci di missili e droni verso il Golfo. 

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Ambasciata Usa attaccata a Baghdad

L’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad è stata colpita da un attacco con droni e razzi: almeno uno ha centrato la sede diplomatica, provocando un’esplosione e una densa colonna di fumo nero visibile sopra la capitale irachena. In precedenza, un altro drone aveva colpito un hotel della città dove alloggiava anche personale italiano, rimasto però illeso.

Sul fronte militare, le forze israeliane hanno lanciato un’ampia ondata di attacchi contro obiettivi definiti “terroristici” a Teheran e, in contemporanea, contro infrastrutture di Hezbollah a Beirut. Nella capitale libanese sono stati bombardati tre quartieri. Esplosioni sono state segnalate anche a Dubai e Doha, segno di una crisi che si estende ormai a più Paesi della regione.

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Kallas: nessuna modifica al mandato di Aspides. Tajani: “Non possiamo entrare in guerra”

L’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha escluso modifiche al mandato della missione navale Aspides, ribadendo che non è prevista un’estensione delle operazioni nello Stretto di Hormuz. La linea europea resta quindi quella attuale, senza un coinvolgimento diretto nelle operazioni di scorta alle petroliere nell’area più sensibile del Golfo.

Sulla stessa posizione anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che conferma: "Le missioni europee — Aspides e Atalanta — rimangono con il mandato che hanno”. L’obiettivo, spiega, è piuttosto rafforzare la presenza nel Mar Rosso aumentando il numero delle fregate impegnate nella sicurezza dei traffici attraverso Suez, senza però estendere le operazioni a Hormuz.

Tajani sottolinea inoltre che “non possiamo infilarci nella guerra”, pur riconoscendo la necessità di garantire la sicurezza della navigazione.

Kallas: Stati Ue “non interessati” a inviare navi a Hormuz

I ministri degli Esteri dell’Ue si sono riuniti a Bruxelles il giorno dopo che Trump ha aumentato le pressioni per aiutare a proteggere lo Stretto di Hormuz, b…

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Qatar intercetta missile, esplosioni a Dubai dopo allerta

Il Qatar ha dichiarato di aver intercettato un attacco missilistico diretto contro il proprio territorio, mentre l’Iran intensifica la sua campagna di rappresaglia contro Stati Uniti, Israele e Paesi del Golfo. Negli ultimi giorni, diversi Stati della regione sono stati presi di mira da droni e missili.

Nella vicina Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, sono state avvertite tre esplosioni poco dopo un’allerta diffusa sui telefoni cellulari che invitava i residenti a “cercare immediatamente un luogo sicuro” per possibili minacce missilistiche.

Nella foto: colonna di fumo vicino all'aeroporto internazionale di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti

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