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Londra, ambientalista si "incolla" ad un treno della metropolitana

Londra, ambientalista si "incolla" ad un treno della metropolitana
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Mark Ovland, l'attivista che si è incollato al treno della DLR londinese - Reuters
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Durante il terzo giorno consecutivo di proteste per il clima, a Londra, un attivista del gruppo Extinction Rebellion si è letteralmente incollato ad un treno di una linea sopraelevata di metropolitana bloccando il convoglio per alcuni minuti.

Il traffico pendolare è stato interrotto da un blitz degli ambientalisti alla stazione DLR di Canary Wharf, dove svettano i grattacieli della finanza e degli affari della capitale londinese.

I manifestanti hanno cercato deliberatamente l'arresto: alcuni di loro sono saliti sui vagoni e hanno dovuto essere trasportati di peso giù dal treno.

REUTERS/Henry Nicholls

Extinction Rebellion chiede al governo di dichiarare uno stato di emergenza ecologica e climatica, accusandolo di non prendere il problema con la dovuta serietà.

Negli ultimi tre giorni sono stati oltre 200 i fermi di polizia. "Gli arresti internazionali per danni permettono a Extinction Rebellion di portare strategicamente la propria battaglia nei tribunali", ha dichiarato il gruppo. "I processi danno opportunità per dire ai giudici che senza un cambio radicale di rotta, le conseguenze per l'umanità e la vita sulla terra saranno catastrofiche".

REUTERS/Henry Nicholls

Mark Ovland, l'attivista che si è "superincollato" al treno DLR, ha detto che il gruppo "farà tutto ciò che deve". Un dipendente dell'azienda di trasporti londinese ha chiesto ai manifestanti di portare altrove le proprie istanze, ma questi hanno opposto rifiuto.

"Sfortunatamente, queste piccole interruzioni sono necessarie per spingere il governo ad agire in merito all'emergenza climatica", ha detto uno degli attivisti salito sui vagoni.

Ovland ha aggiunto: "Siamo non violenti. Siamo qui perché non vogliamo la violenza - contro di noi, contro il mondo, contro nulla". La polizia ferroviaria ha trascinato via il 35enne di peso qualche minuto dopo.

Lunedì scorso, il gruppo ha protestato in diversi punti della capitale britannica tra cui Oxford Street. Sono stati segnalati azioni dimostrative anche al di fuori del grattacielo che ospita la Shell, sul lungo Tamigi, dove i manifestanti hanno usato bombolette spray e distrutto le porte di ingresso in vetro.