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Ecuador pronto ad espellere Julian Assange dalla sua ambasciata a Londra

Ecuador pronto ad espellere Julian Assange dalla sua ambasciata a Londra
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È questione di ore, giorni al massimo. Poi Julian Assange, giornalista e tra i fondatori di Wikileaks, sarà espulso dall'ambasciata dell'Ecuador a Londra e consegnato alla polizia britannica. A rivelarlo è la stessa Wikileaks, che avrebbe ricevuto l'informazione da un funzionario di alto livello all'interno dell'ambasciata.

Stando all'organizzazione il governo ecuadoriano userebbe come pretesto per l'espulsione la pubblicazione degli Ina Papers, una serie di documenti divulgati lo scorso 25 marzo che dimostrerebbero l'utilizzo di paradisi fiscali da parte del presidente ecuadoriano Lenín Moreno, che nei giorni scorsi ha accusato Assange di avere violato più volte le condizioni di asilo.

Sempre secondo Wikileaks, l'Ecuador avrebbe già un accordo con le autorità britanniche per fare arrestare Assange.

Dopo la rivelazione, contenuta in un tweet pubblicato ieri in tarda serata, questa mattina diversi giornalisti si sono radunati davanti alla sede dell'ambasciata ecuadoriana nella capitale britannica.

Su Assange continua a pendere un mandato di arresto della polizia britannica per le tre accuse di stupro, molestie sessuali e coercizione illegittima che gli erano state imputate da un tribunale svedese nel 2010. Quello stesso anno era stato arrestato nel Regno Unito in seguito a un mandato di arresto europeo dell'Interpol diramato su richiesta della Svezia, che poi aveva fatto cadere tutte le accuse nel 2017.

Rilasciato su cauzione, Assange era fuggito per poi rifugiarsi nel 2012 nell'ambasciata dell'Ecuador, dove aveva chiesto asilo politico per evitare l'estradizione negli Stati Uniti e il processo per avere divulgato migliaia di documenti riservati statunitensi.