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Israele non escude un'offensiva terrestre a Gaza

Israele non escude un'offensiva terrestre a Gaza
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I carri armati dell'esercito israeliano pattugliano il confine con Gaza. Benjamin Nethanyahu non ha escluso un'offensiva terrestre se continueranno gli attacchi e i lanci di razzi dalla Palestina.

Nella notte tra lunedì e martedì l'aviazione ha effettuato altri raid contro obiettivi militari di Hamas. L'organizzazione è ritenuta responsabile del razzo che il 25 marzo mattina ha colpito un complesso abitativo a nord di Tel Aviv ferendo sette persone, tra cui dei bambini. Decine anche i palestinesi ricoverati in ospedale dopo i bombardamenti israeliani.

La guerra nei cieli è continuata nonostante un cessate il fuoco annunciato da Hamas nella serata di lunedì, frutto di un accordo che sarebbe stato concluso con la mediazione egiziana. Tuttavia Israele non ha confermato.

L'Onu per bocca di Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale António Guterres, ha invitato le parti alla massima cautela, per evitare di arrivare a un nuovo conflitto.

Per Nethanyahu la posta in gioco è alta: l'opposizione lo accusa di non garantire la sicurezza nazionale, e il 9 aprile si terranno le legislative. I sondaggi mettono in forse la sua riconferma. `

In questo contesto in molti hanno definito un regalo elettorale degli Stati Uniti al Premier la firma di Donald Trump alla Casa Bianca del decreto che riconosce la sovranità israeliana sul Golan siriano. Un atto che ha scatenato un coro di denunce dagli Stati arabi del Medio Oriente, e da Russia e Turchia.

A Gaza la tensione è alta anche perché si avvicina l'anniversario di sabato della Grande marcia del ritorno, con cui i palestinesi hanno chiesto la restituzione delle terre che hanno perso con la nascita dello Stato d'Israele. L'anno scorso ci furono decine di vittime nelle oltre sei settimane di protesta.