Brexit: Westminster vota per chiedere una proroga

Brexit: Westminster vota per chiedere una proroga
Diritti d'autore Reuters
Di Lillo Montalto MonellaStefania De Michele
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L'ipotesi di un'estensione lunga lanciata dal presidente del Consiglio europeo, Tusk.

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La cambiale è scaduta e non ci saranno proroghe senza un'intesa sulle condizioni del divorzio Brexit. Dopo la bocciatura dell'accordo rinegoziato da Theresa May e il sì alla mozione che esclude il "no deal", il Parlamento britannico deve deliberare oggi sull'ipotesi di chiedere una proroga all'Unione Europea. Il voto è previsto per le 18 ora italiana.

Una richiesta che - se anche dovesse essere avallata - dovrebbe poi essere accolta dai leader europei che si riuniranno al Consiglio, insieme a Theresa May, il prossimo 21 marzo.

Le ultime notizie da Londra dicono che sempre più parlamentari vedrebbero di buon occhio un'uscita dalla Ue senza accordo rispetto all'approvazione dell'intesa raggiunta tra Juncker e May.

Il ministro delle finanze britannico, Philp Hammond, ha spiegato la situazione: "Come ha detto il Primo Ministro, l'Unione europea ha segnalato che accetterà una breve proroga se avremo raggiunto un accordo che necessita di piu tempo per legiferare in merito. Se però non raggiungiamo un accordo - dice Hammond - è molto probabile che l'Europa insisterà per ottenere una proroga più lunga".

Barnier a euronews: "I negoziati sulla Brexit sono chiusi"

Tusk e l'ipotesi di un'estensione lunga.

La transizione lunga è una delle soluzioni. Lo scrive su twitter il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.

Nel caso il Regno Unito volesse ripensare la propria strategia sulla Brexit, per costruire il consenso attorno al nuovo patto, Tusk si dice pronto a "chiedere un'estensione lunga ai 27 leader dell'Unione Europea". Nel caso non sia richiesta o garantita una proroga, il Regno Unito lascerà comunque l'Ue alla mezzanotte del 29 marzo.

Indicare una nuova deadline per legge nazionale non sarebbe sufficiente a procrastinare l'addio.

Emendamenti in discussione

  • Emendamento H: la deputata del gruppo indipendente Sarah Wollaston chiede alla May di domandare una proroga dell'articolo 50 affinché si possa tenere un secondo referendum.
  • Emendamento I: Il laburista Hilary Benn punta a "permettere che la Camera dei Comuni trovi una proposta intorno a cui possa concordare la maggioranza" e permettere ai parlamentari di prendere il controllo delle trattative il 20 marzo.
  • Emendamento E, laburista: chiede un'estensione dell'articolo 50 per "dare tempo al Parlamento di trovare una maggioranza per un approccio diverso"
  • Emendamento J: il deputato laburista Chris Bryant chiede di evitare che il governo metta nuovamente ai voti l'attuale accordo Brexit, già rigettato.
Se passa l'emendamento H o quello I, non si vota per l'E

Come funziona lo strano meccanismo di voto del Parlamento britannico

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