Morte Kim Jong-nam: rilasciata una delle due donne accusate dell'omicidio

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Di Euronews
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Il giudice dell'Altacorte di Shah Alam ha lasciato cadere le accuse contro l'indonesiana Siti Aisyah, sospettata assieme ad un'altra donna di avere ucciso il fratellastro del dittatore nordcoreano con un agente nervino all'aeroporto di Kuala Lumpur.

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E' tornata in libertà l'indonesiana Siti Aisyah, una delle due donne sospettate dell'omicidio di Kim Jong-nam, il fratellastro del leader nordcoreano ucciso all'aeroporto di Kuala Lumpur il 13 febbraio del 2017.

Le autorità malesiane l'hanno rilasciata dopo che il giudice dell'Altacorte di Shah Alam ha accolto la richiesta della procura di far cadere le accuse. Dopo avere lasciato il tribunale, la donna ha raggiunto l'ambasciata indonesiana accompagnata dall'ambasciatore e da altri funzionari.

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"Sono felice - ha detto la donna in lacrime - non pensavo che mi avrebbero rilasciato". "Siamo grati che la procura sia giunta a questa conclusione - ha detto il legale della donna - crediamo che sia solo un capro espiatorio e che sia innocente".

Reuters

Lo scorso agosto Siti Aisyah era stata rinviata a giudizio assieme ad una donna vietnamita, Doan Thi Huong. Entrambe erano sospettate di aver usato per l'omicidio l'agente VX, un potente gas nervino in grado di uccidere in pochi minuti.

Le due donne erano state arrestate grazie alle registrazioni delle telecamere di sicurezza. Le immagini le mostrano avvicinarsi a Kim Jong-nam, una di loro lo sorprende alle spalle per poi mettergli le mani sul volto. Il fratellastro del dittatore nordcoreano era morto nel tragitto verso l'ospedale.

Il processo contro le due donne è cominciato a ottobre. Entrambe hanno negato l'accusa di omicidio e hanno dichiarato di essere state indotte con l'inganno a compiere l'omicidio da alcuni agenti nordcoreani, che gli avevano fatto credere di partecipare ad uno scherzo televisivo organizzato da un'emittente giapponese. Sia Siti Aisyah che Doan Thi Huong credevano di dover spalmare una lozione sul viso di Kim Jong-nam.

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Il processo riprenderà giovedì prossimo con la testimonianza di Doan Thi Huong, che non ha nascosto i suoi timori ai giornalisti presenti in tribunale: "Non so cosa mi succederà ora - ha detto - sono innocente, pregate per me". Il legale della donna ha detto che Doan era "traumatizzata dopo quanto successo in tribunale questa mattina".

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