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Atene: giungla di cemento attorno all'Acropoli

Atene: giungla di cemento attorno all'Acropoli
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Pericle, che l'aveva pensata bella, dominante e imperiosa, non sarebbe contento. Ma - dal periodo d'oro di Atene - sono trascorsi circa 2500 anni, tanti pure per l'eterna Acropoli che svettava sul centro urbano.

Con lo sviluppo turistico - una delle voci piu consistenti del PIL ellenico - la città alta si trova adesso circondata da edifici e alberghi imponenti. E altri, anche di 10 piani, sono in fase di progettazione. Un vulnus alla bellezza, che ha mobilitato gli ateniesi.

"Non è un fatto nuovo che la vista dell'Acropoli venga nascosta da edifici alti - dice Antonis Tsaousis, agente immobiliare - come è possibile vedere, ci sono case più vecchie che si trovano alla stessa altezza. Rappresenta un grosso problema per chi possiede una casa con vista sul Partenone avere un hotel che impedisce la visuale".

Diversi comitati di cittadini, stanchi dell'urbanizzazione selvaggia, hanno avviato una petizione per impedire la costruzione di edifici alti vicino al Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

"Vivo in un quartiere molto amato dai turisti, uno dei più famosi al mondo - racconta Alexandra Hatzidou, maestra d'asilo - e ora stiamo nascondendo il posto più bello di Atene. La vista è fantastica ma ultimamente è stata compromessa".

Ioannis Karagiorgas, Euronews: "La Roccia Sacra dell'Acropoli è Patrimonio dell'Umanità. Ed è anche la principale spinta di sviluppo economico, legato agli affitti a breve termine e all'attività immobiliare per l'area circostante. Chi solleva critiche sostiene che le costruzioni alte stiano però danneggiando il paesaggio e facendo diminuire il valore delle case con vista sul Partenone".

Secondo gli agenti immobiliari, la riduzione di valore per un edificio a cui viene tolta la visuale sull'Acropoli si attesta almeno attorno all 30%-40%.

La petizione dei cittadini ha convinto i due Ministeri, di Cultura e Ambiente, ad intervenire e a bloccare temporaneamente la costruzione di edifici oltre i 17 metri e mezzo.

Dice Giorgos Stathakis, ministro dell'Ambiente e dell'Energia: "Gli investitori si adatteranno alla pianificazione territoriale imposta per ovvie ragioni. Non possiamo riempire l'Acropoli di edifici alti tutt'intorno. La nostra intenzione - dice il ministro dell'Ambiente - è quella di includere l'area in un decreto speciale".

E di riesaminare le licenze degli edifici già costruiti.