Brexit: Theresa May chiede più tempo

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Di Cinzia Rizzi
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Mentre la premier è pronta a chiedere più tempo al Parlamento, Tony Blair e la Confindustria britannica lanciano un monito

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Mentre la premier britannica incontra i leader europei, per scacciare lo spauracchio di una Brexit senza accordo, nel Regno Unito si continua a discutere. L'ex primo ministro Tony Blair, che da tempo difende l'idea di un nuovo referendum, durante un'intervista a Sky News, avverte Theresa May: "Quello che ho sempre detto durante tutto il processo è che bisogna decidere che tipo di Brexit si vuole prima di lasciare l'Unione europea. Altrimenti si parte senza chiarezza e quando si parte senza chiarezza, non si conclude niente". 

Le aziende britanniche hanno paura del "no deal"

Il nodo resta quello del cosiddetto "backstop", la garanzia sul confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord imposta da Bruxelles. Molte imprese temono che un no deal sarebbe davvero pericoloso. Secondo il Guardian, Il governo olandese ha riferito di essere in contatto con oltre 250 aziende, riguardo al trasferimento delle loro operazioni dal Regno Unito all’Olanda, prima del 29 marzo.

"Sappiamo che alcune società stanno pensando di lasciare il Paese. E se così fosse, manderebbero in rovina le comunità britanniche", spiega Carolyn Fairbairn, direttrice generale della Confindustria britannica.

La premier pronta a chiedere più tempo ai deputati

La May intanto ha fatto sapere che chiederà più tempo a Westminster, per provare a ottenere un nuovo accordo con Bruxelles. Qualora non dovessere essere pronto entro fine febbraio, verrà effettuato un nuovo voto su altre opzioni.

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