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Si apre il congresso di +Europa: le posizioni dei tre candidati alla segreteria

Si apre il congresso di +Europa: le posizioni dei tre candidati alla segreteria
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Via al Congresso di +Europa, con le elezioni europee di maggio sullo sfondo: è il primo congresso di questa intensa stagione europea, con una campagna elettorale che, se non è entrata nel vivo, si lascia comunque sentire da almeno un paio di settimane.

In marzo sarà il PD a impegnarsi nella delicata scelta del leader; ora è invece il movimento nato poco più di un anno fa e impersonato inizialmente da Emma Bonino.

Quattro i candidati alla segreteria, anzi tre: Marco Cappato, Benedetto Della Vedova e Alessandro Fusacchia. C'era poi Paola Radaelli, presidente dell'Unione Nazionale Vittime, candidata a sorpresa alla segreteria di un partito con il quale non sembrava fin lì aver avuto molte frequentazioni. Prima ammessa, poi esclusa: la sua candidatura è caduta per irregolarità nella raccolta delle iscrizioni. Il Post, che ha per primo dato la notizia, ha parlato di "scalata ostile" a +Europa per quel migliaio di tessere dalla provenienza sospetta (50 euro è il costo di iscrizione) dietro cui avrebbe potuto celarsi "un gruppo organizzato in grado di investire una somma di denaro non irrilevante ma nemmeno gigantesca".

Nel corso dei controlli, continua la testata online, il comitato di garanzia di +Europa ha scoperto che 191 iscrizioni al partito, tra cui quella di Radaelli, erano state fatte con modalità irregolari, e cioè con un unico pagamento erano state effettuate più di dieci iscrizioni. Senza essere iscritti a +Europa non ci si può candidare alla segreteria, quindi la candidatura di Radaelli è decaduta.

Abbiamo qui sentito i tre candidati ammessi alla corsa per la segreteria. Naturalmente seguiremo anche altri partiti, dando il giusto spazio a tutti. Ma iniziamo da qui, da +Europa:

Marco Cappato: "Attivarsi su obiettivi concreti per iniziative di legge popolari in Europa"

"Il problema è quello di attivare la società e l'opinione pubblica europea su obiettivi concreti come la trasformazione ecologica del fisco e la questione dei diritti dall'altra parte del Mediterraneo. Con un milione di firme raccolte in almeno 7 Paesi dell'Unione si possono presentare alla Commissione delle iniziative di legge. Dobbiamo far vivere la cittadinanza europea non solo nelle aule delle istituzioni ma tra la gente, con i tavoli per strada e le mobilitazioni online: se manca la spazio comune della politica europea, non ci si può stupire che ciascuno guardi solamente al chiuso del proprio recinto nazionale".

Benedetto Della Vedova: "Sulle migrazioni serve Europa più forte per superare i veti incrociati"

Benedetto Della Vedova

"Dobbiamo superare la politica intergovernativa sulle migrazioni perché diventa una politica di veti incrociati. Il tema delle migrazioni è proprio uno di quelli in cui serve +Europa: non ha abbastanza ruolo e potere per occuparsi di migranti. Dobbiamo ribaltare il discorso che fanno i nostri al governo. L'Europa non ci lascia soli, siamo noi che non vogliamo che se ne occupi. Dovrebbe trovare dei canali legali per i migranti economici. M5S e Lega sono contro l'approvazione dei trattati europei, ma per l'Italia è una follia non ratificare il Ceta: bisogna spiegare che bisogna mettersi assieme per un esercito comune, dei piani di ricerca competitivi con quelli della cina, delle politiche sociali, un fisco che possa intercettare una parte dei redditi enormi fatte dalle piattaforme web".

Alessandro Fusacchia: "Costruiamo un'Europa delle opportunità e delle tutele ai lavoratori"

Alessandro Fusacchia

"Questa Europa deve essere rafforzata in una doppia direzione: un baluardo di tutela per i diritti civili - e quindi non possiamo continuare a dare fondi a paesi come quello di Orban che non tutelano le libertà ai propri concittadini, e per i diritti sociali ed economici. Dobbiamo creare un vero e proprio mercato dei lavoratori che passi da tutele minime garantite a tutti i lavoratori europei. Oltre a parlare di diritti, dobbiamo tornare a parlare di Europa che offre opportunità. Dobbiamo ricostruire nelle nuove generazioni questo racconto, perché ultimamente la narrativa è quella dei vincoli di bilancio".

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