ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Prima alla Scala di Milano: 15 minuti di applausi per Attila

Prima alla Scala di Milano: 15 minuti di applausi per Attila
Dimensioni di testo Aa Aa

La prima al Teatro alla Scala a Milano è da sempre uno spettacolo dentro e fuori. Fuori per i manifestanti che puntualmente presidiano l'ingresso, quest'anno accaniti contro il ministro Matteo Salvini, che peraltro non c'era. Dentro per il gioco del chi c'è e chi no. E anche ovviamente per l'Opera.

"Senza quattro cantanti di questa categoria Attila non potevamo eseguirla - dice il maestro Riccardo Chailly - Dall'inizio ho detto che Ildar Abdrazakov, che ha cantato nel mondo quest'opera, sarebbe dovuto essere il nostro interprete principale (gli altri tre sono: Saioa Hernández, George Petean, Fabio Sartori ndr.)"

"L'Opera è la summa di tutte le arti nella simultaneità - dice il regista della prima Davide Livermore - e vuol dire la nostra cultura. Quindi celebrare tutte le arti vuol dire celebrare la nostra cultura, vuol dire creare memoria, creare identità. Noi dobbiamo renderci conto del valore che abbiamo in tutti i teatri dell'Opera italiana, in tutti i teatri di prosa, nei musei... Noi non dobbiamo perdere questa occasione straordinaria che abbiamo. Perché altrimenti, se andiamo avanti così con il _wikipedia world... _non lo so, non lo so dove saremo tra un po'".

15 minuti di applausi per l'opera, 10 minuti in più di quelli dedicati al presidente Mattarella all'entrata in teatro. Per una volta si parla della prima della Scala non per i vestiti, non per le pellicce, ma per quello che succede sul palco.