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Polonia, i 100 anni dell'Indipendenza. Con tensioni "di destra"

Polonia, i 100 anni dell'Indipendenza. Con tensioni "di destra"
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Un Centenario dell'Indipendenza davvero per tutti?

VARSAVIA (POLONIA)

Notte di festa, ma anche di tensione, a Varsavia.

La Polonia ha celebrato domenica il Centenario del ritorno all'indipendenza(fino al 1918 era stata "spezzettata" tra Russia, Prussia e Austria), in un momento storico in cui il paese è attraversato da forti correnti nazionaliste.

Circa 200.000 persone hanno preso parte alla marcia attraverso Varsavia: in un trionfo di bandiere biancorosse.

Un fiume di persone per le strade di Varsavia.

Non sono mancati, tuttavia, simboli inneggianti ai partiti dell'estrema destra, compresa una presenza di esponenti di Forza Nuova provenienti dall'Italia.

La manifestazione ha scatenato il dibattito sul fatto che il partito di governo (PiS, Diritto e Giustizia, del premier Mateusz Morawiecki), euroscettico, stia incoraggiando gruppi con radici nei movimenti fascisti e antisemiti.

La prima parte della marcia, composta dagli rappresentanti del governo e delle istituzioni statali, e' stata strettamente sorvegliata dalle forze dell'ordine. Dietro di loro, ad una certa distanza, i partiti nazionalisti, a decine di migliaia, con canti e slogan di stampo razzista (come "Biala sila", Potere bianco) e lanciando petardi contro i contestatori della marcia.

L'appello all'unità di Duda

"Andiamo avanti insieme, lasciamo che questa sia la nostra marcia comune", ha detto il Presidente Andrzej Duda alla folla, "lasciamo che sia una marcia per tutti, una marcia in cui tutti vogliono essere polacchi, una marcia per la Polonia".

Il Presidente polacco Duda arringa la folla.

Polonia e Europa sempre più lontane

Sottolineando il crescente isolamento della Polonia nell'Unione europea da quando il Presidente Duda è in carica, nessuna delegazione di alto livello dei paesi dell'UE era presente per la cerimonia ufficiale.

Presente, naturalmente, Il Presidente polacco della UE Donald Tusk, ex primo ministro e possibile candidato alla presidenza della Polonia nel 2020.

Il Presidente Duda ha fatto di tutto per evitare di incontrarlo.

Il Presidente dell'UE Donald Tusk ha partecipato alla commemorazione dei 100 anni del ritorno all'indipendenza della Polonia.

I padri dell'Indipendenza: Pilsudski, Walesa e Kaczynski

Il Presidente polacco Andrzej Duda, davanti alla tomba del milite ignoto a Varsavia, non ha salutato l'unico ospite giunto dall'estero per queste celebrazioni, il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

Stamattina, accompagnato dai dirigenti del suo ex partito Piattaforma civica, Duda ha depositato una corona di fiori davanti al monumento al maresciallo Jozef Pilsudski, sorto accanto al Belvedere, la ex residenza del fondatore della Polonia indipendente nel 1918.

Ieri, parlando a Lodz, Tusk ha ribadito che l'indipendenza della Polonia ha due padri: Pilsudski e Lech Walesa, l'ex leader di Solidarnosc, premio Nobel per la pace nel 1983 e poi presidente.

Invece Duda, nel discorso di inaugurazione della nuova statua dell'ex presidente Lech Kaczynski, ha affermato che quest'ultimo, morto nella sciagura aerea di Smolensk nel 2010, e' "lo statista polacco piu' importante dopo Pilsudski".