"Penso che Ivanka - ha dichirato Trump - sarebbe fantastica nel ruolo lasciato vacante dalla Haley, ma sceglierla equivarrebbe a essere accusato di nepotismo"
L'annuncio a sopresa, dell'ambasciatrice Usa all'Onu, Nikki Haley, di dimettersi dalle Nazioni Unite per prendersi una pausa dopo otto anni "intensi", ha creato del subbuglio presso i colleghi e nel mondo anche perché la Haley ha deciso di non correre per le elezioni del 2020 e magari riuscire là dove ha fallito la dem Hillary Clinton, diventando la prima donna presidente degli Stati Uniti. A spiegarci il valore della Haley e il supporto fornito all'ONU è il professor Anthony Arend della Georgetown University:
"Penso che la Haley fosse una delle voci moderate qui alle Nazioni Unite che sapeva meglio apprezzare il multilateralismo e le istituzioni internazionali. Era anche molto rigida riguardo le sanzioni verso la Russia e rientrava precisamente nel tradizionale approccio americano da sempre tenuto sulla politica estera".
I rumors che indicherebbero la figlia di Trump, Ivanka, come possibile sostituta della Haley sono stati già spenti dal presidente stesso:
Penso che Ivanka - ha dichirato infatti Trump - sarebbe fantastica nel ruolo lasciato vacante dalla Haley, ma questo non vuole dire che la sceglierei: sarei accusato di nepotismo".
Del resto la diretta interessata, Ivanka, ha confermato quanto riferito dal padre in un tweet ufficiale:
Nella rosa dei 5 candidati valutati da Trump, tra i quali - come ha annunciato lo stesso capo della Casa Bianca, "ci sono molte persone interessate" - è inclusa anche la ex dirigente di Goldman Sachs Dina Powell.