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Agadez, Nigeria: fine della rotta dei migranti

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Agadez, Nigeria: fine della rotta dei migranti

Agadez, Nigeria: fine della rotta dei migranti
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La crisi che si respira nel Niger è visibile soprattutto se la guardi da Agadéz, la città al centro dello Stato africano. Un reportage della nostra inviata Valérie Gauriat ce la mostra in tutta la sua complessità: dove il bestiame era più cospicuo e si vedeva pascolare ogni giorno, ora l'attività commerciale stenta a decollare. Un trend a scendere che è iniziato due anni fa con l'applicazione di una legge anti-immigrazione che ha sottratto alla popolazione la maggior parte delle risorse di sussistenza. Una soluzione che, se da un lato ha bloccato il flusso dei migranti, dall'altro sembra aver peggiorato la vita dei nigerini.

"Non ci sono più soldi - ci racconta un allevatore di cammelli - un cammello come lo vedete qui valeva prima circa 500mila franchi africani (circa 800 euro ndr). Ora siamo arrivati a 300.000 (meno di 500 euro ndr)."

E' una corsa tutta in discesa che parte dalla perdita del potere d'acquisto dei clienti come causa dell'abbassamento dei prezzi di vendita. E, secondo il pastore, la causa è la legge anti immigrazione.

La città di Agadéz ha rappresentato un crocevia strategico per ogni tipo d'attività illegale dopo il collasso libico nel 2012, ed ha offerto percorsi sicuri ai terroristi, così come ai trafficanti di droga, rappresentando un importante snodo per chi invece traffica con le vite umane, tipo di traffico che ha sempre ingenerato un indotto importante.

Sin dalla fine del 2013, migliaia di persone provenienti dall'Africa occodentale, cominciarono ad affluire ad Agadéz ogni settimana in fuga dalla povertà, Agadéz era il passaggio obbligato verso la Libia dove molti speravano di fermarsi, trovare un lavoro per poi continuare il viaggio verso l'Europa. Ora dopo l'intervento delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea, i flussi di carne umana ammassati in furgoni da 20/30 migranti sono diminuiti dell'80%.

Andiamo ora con Bachir Amma da Abdourahmane. Bachir gestisce un'associazione che si occupa dell'inserimento di ex trafficanti. Abdourahmane è uno dei pochissimi fortunati: si guadagna da vivere affittando le sedie e strumenti tecnici per le celebrazioni che si tengono nella città:

"Molte famiglie non hanno più nulla. Stiamo facendo fuori i nostri risparmi, i soldi che abbiamo guadagnato prima li stiamo usando per nutrirci. E' molto dura per noi".

Considerando che per ogni migrante i trafficanti pretendevano dai 100 ai 500 dollari, insieme all'acquisto a parte dei generi di prima necessità, la situazione si è completamente ribaltata. Nel 2016, dati alla mano, l'agenzia dell'immigrazione delle Nazioni Unite ha registrato circa 300 mila migranti che hanno attraversato il Nord del Niger per arrivare in Libia e in Algeria .

Valérie Gauriat:

"L'Unione Europea si è impegnata a fornire al Niger un miliardo di euro per lo sviluppo entro il 2020. Ma allo stesso tempo la popolazione di questa città sta combattendo con ogni sua forza per la sua sopravvivenza. Tutti qui credono soltanto a una cosa: cche il maggiore beneficiario delle politiche anti-immigrazione in Africa sia soltanto l'Europa."