Immigrazione: le reazioni in Germania dopo il discorso annuale sullo stato dell'Ue

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Lo scenario vede il goverrno tedesco in bilico tra il non poter dire no ai migranti e il controllo dei flussi. In attesa di una risposta a livello europeo. Le affermazioni di Juncker incontrano le richieste del governo e della società tedeschi

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Lo scenario attuale vede il governo tedesco in bilico tra il non poter dire no ai migranti e il controllo dei flussi. In attesa di una risposta a livello europeo.

Dal discorso pronunciato da Jean-Claude Juncker sullo stato dell'Unione si intende la necessità di rafforzare le frontiere dell'Unione Europea, attraverso un maggior controllo ai confini.

Un'istanza che verrà ben accolta dalla Germania, che da tempo richiedeva un metodo di controllo sulle persone transitanti nei paesi europei e un miglioramento della procedura dei richiedenti asilo.

Ben vista anche dai cittadini tedeschi in seguito agli enormi scandali per corruzione degli ultimi mesi, in cui è rimasto coinvolto l'Ufficio Federale per la migrazione e i rifugiati (BAMF).

Secondo un sondaggio recente della tv nazionale ARD l'83% dei tedeschi pensa che il governo non abbia gestito correttamente la procedura di richiesta d'asilo.

Le dichiarazioni di Juncker nel suo discorso annuale, sulla creazione di un presidio federale paneuropeo, che rispetti la Convenzione di Ginevra, saranno dunque accolte positivamente dai cittadini tedeschi .

Inoltre Jean-Claude Juncker ha affermato che i confini interni non vanno chiusi e ciascuno Stato non deve agire da solo, seguendo il Trattato di Schengen e la conseguente libertà di circolazione delle persone.

Facendo eco così alle parole di Angela Merkel, impegnata da anni nell'invito a non dare una risposta isolata e unilaterale all'immigrazione.

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