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Naufragio Cutro, via al processo: chieste testimonianze di Salvini e Piantedosi

Il naufragio di Cutro
Il naufragio di Cutro Diritti d'autore  Luigi Navarra/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Luigi Navarra/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Al processo sui presunti ritardi nei soccorsi al naufragio di Cutro del 26 febbraio 2023, che causò 94 morti, le parti civili hanno chiesto di sentire i ministri Salvini e Piantedosi. Primo dibattimento al Tribunale di Crotone con dure polemiche sul divieto di telecamere

Al Tribunale di Crotone è iniziato il processo sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco “Summer Love”, naufragato il 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro, tragedia in cui 94 migranti persero la vita, tra cui 35 minori.

Nel corso della prima udienza, le parti civili hanno inserito nelle liste dei testimoni anche i nomi dei ministri Matteo Salvini e Matteo Piantedosi, chiedendo che vengano chiamati a deporre sul ruolo delle istituzioni nella gestione dell’emergenza. La decisione sull’ammissibilità delle loro testimonianze è stata rinviata dal collegio che presiede il dibattimento.

Sei militari, quattro della Guardia di finanza e due della Guardia costiera, sono accusati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo per presunte omissioni e ritardi nei soccorsi. Tutti gli imputati hanno scelto di testimoniare in aula, comunicazione ufficializzata dai loro difensori durante la prima udienza.

Il Tribunale di Crotone non ammette le telecamere in aula per il processo sul naufragio a Cutro

Tra i testimoni già ammessi dal Tribunale figurano i carabinieri intervenuti sulla spiaggia di Cutro e alti ufficiali, tra cui il capo del centro operativo nazionale della Guardia costiera e il capo dell’Italian Maritime Rescue Coordination Centre (Imrcc). L’autorità giudiziaria ha inoltre valutato la possibilità di sentire l’equipaggio dell’aereo Frontex “Eagle One” che avvistò il caicco la sera precedente il naufragio, ma su questo punto la decisione è ancora in sospeso.

La prima udienza si è svolta tra polemiche soprattutto per la scelta del Tribunale di escludere le riprese televisive in aula, nonostante le richieste delle parti civili di consentire la registrazione del dibattimento per garantire trasparenza e permettere ai familiari all’estero di seguire il processo. Il presidente del collegio penale ha ribadito che il diritto di cronaca può essere esercitato attraverso l’accesso dei giornalisti e con le registrazioni “ufficiali” effettuate dal personale tecnico del Tribunale.

Le parti civili costituite sono numerose e comprendono sopravvissuti, familiari delle vittime, Ong e associazioni, e puntano a fare piena luce sulle responsabilità legate alla gestione dei soccorsi nella notte della tragedia.

Il calendario delle udienze è stato fissato. Il processo proseguirà ogni martedì pomeriggio a partire dal 10 febbraio 2026, con ulteriori date già in programma. Resta ora da vedere se il Tribunale ammetterà effettivamente i ministri Salvini e Piantedosi come testimoni, una scelta che potrebbe aggiungere un ulteriore elemento di rilievo politico e istituzionale a un dibattimento già sotto forte attenzione mediatica.

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