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L'ONU su Raaba Adawiya: "Processo ingiusto"

L'ONU su Raaba Adawiya: "Processo ingiusto"
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"Rivedere un processo ingiusto": l'appello di Michelle Bachelet

Annullare un processo ingiusto". Le Nazioni Unite invitano l'Egitto a tornare sui suoi passi. All'indomani della confermata condanna a morte per decine di fratelli musulmani, per la cosiddetta strage di Raaba Adawiya, la neo-alta commissaria ONU per i diritti umani Michelle Bachelet ha auspicato che la giustizia egiziana "riveda il verdetto" e si conformi ai "principi di quella internazionale". L'ex presidentessa del Cile ha motivato il suo appello parlando di "processo di massa", di "insufficienti prove a carico" e di "imputati privati del diritto a una difesa equa e individuale".

La neo-alta commssaria ONU per i diritti umani Michelle Bachelet con il Segretario generale António Guterres

75 le condanne a morte confermate sabato. Molte a carico di Fratelli Musulmani

Per 75 delle 739 persone a processo questo sabato è stata confermata la condanna a morte. Numerose di loro sono alti responsabili degli stessi Fratelli Musulmani che nell'agosto del 2013 avevano organizzato la manifestazione, poi repressa dalla polizia, sulla piazza Rabba Adawiya del Cairo. Critici e oppositori hanno stimato in almeno 800 le vittime contate nei loro ranghi. La polizia contesta invece le cifre e argomenta la sua reazione con la presenza di "manifestanti armati e violenti".

Un momento delle violenze che hanno segnato la manifestazione dell'agosto 2013 sulla piazza Raaba Adawiya del Cairo
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