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Cate Blanchett all'Onu per i i rifugiati Rohingya

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Cate Blanchett all'Onu per i i rifugiati Rohingya

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Il Myanmar rigetta il rapporto Onu che parla di "genocidio" Rohingya, mettendo in dubbio l'imparzialità degli investigatori, che hanno presentato la relazione alla vigilia del Consiglio di sicurezza, invece che il 18 settembre. "Una fretta che solleva interrogativi", ha dichiarato l'ambasciatore Hau Do Suan.

Presente al Palazzo di vetro anche Cate Blanchett, ambasciatrice di buona volontà dell'Alto commissariato per i rifugiati (UNHCR). A marzo l'attrice ha visitato i campi profughi in Bangladesh dove sono fuggiti oltre 700mila Rohingya.

"Ho sentito racconti orrendi, di gravi torture, di donne brutalmente violate, persone che hanno dovuto assistere all'uccisione dei loro cari", ha dichiarato.

Il segretario Generale Antonio Guterres ha sottolineato come non ci siano le condizioni per un ritorno in patria in sicurezza dei rifugiati, mentre Russia e Cina spingono perché la soluzione venga da accordi bilaterali tra Myanmar e Bangladesh.

Da parte di Pechino e Mosca pende inoltre la minaccia di veto, in seno al Consiglio di sicurezza, ad un'eventuale richiesta di deferimento alla Corte penale internazionale dei vertici dell'esercito del Myanmar, come raccomandato dagli investigatori delle Nazioni Unite.