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Diciotti a Catania, i giuristi: costituzione e convenzioni, ecco cosa sta violando l’Italia

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Diciotti a Catania, i giuristi: costituzione e convenzioni, ecco cosa sta violando l’Italia

Diciotti a Catania, i giuristi: costituzione e convenzioni, ecco cosa sta violando l’Italia
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REUTERS/Antonio Parrinello
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Sbarcati i minori dalla nave Diciotti della Guardia Costiera, lo stallo politico nazionale ed europeo permane invece per i 150 migranti adulti ancora bloccati a bordo. Secondo diversi giuristi e magistrati, al momento l'Italia sarebbe in palese violazioni di alcune fondamentali norme del diritto nazionale, comunitario e internazionale.

"Qualsiasi limitazione della libertà personale deve fare i conti con norme e regole della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, della Costituzione, del Codice penale e del Codice di procedura penale. Non si scappa". Lo dice il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio.

Il paradosso di una "nave militare dello Stato italiano a cui viene impedito di ormeggiare in un porto italiano" è sottolineato dal primo luogotenente Antonello Ciavarelli, delegato del Consiglio centrale della Rappresentanza Militare (Cocer) della Guardia Costiera, in un'intervista al Corriere della Sera.

Mauro Palma, garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, ha ipotizzato una possibile violazione di:

  • Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo (CEDU). All’articolo 3 viene ribadito il "divieto di trattamenti inumani e degradanti, soprattutto se sono coinvolti soggetti vulnerabili come minori o persone traumatizzate"; all’articolo 5 c’è scritto che ogni persona ha diritto alla libertà e alla sicurezza e nessuno può esserne privata senza motivi;
  • Articolo 13 della Costituzione: "Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria". I casi di urgenza e necessità devono essere revocati dopo 48 ore;

Il giornalista d’inchiesta Fabrizio Gatti, intervistato da Radio 24, ipotizza il reato di interruzione di pubblico servizio facendo il paragone con un’ambulanza a cui si impedisce di accedere all’ospedale mentre trasporta persone che hanno bisogno di cure. Prefigura inoltre una possibile violazione costituzionale:

  • Articolo 10 della Costituzione: “L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge".

  • Convenzione di Ginevra, diritto comunitario e normativa italiana: Il Garante Palma ricorda che il trattamento riservato finora ai migranti è in contrasto con la piena effettività del diritto di accedere alla procedura d'asilo. Il loro trattenimento a bordo non può essere ascritto quindi alla direttiva rimpatri: la mancata autorizzazione allo sbarco infatti impedisce di valutare le singole situazioni. La maggior parte dei migranti, inoltre, sono di nazionalità eritrea, e dunque in "evidente bisogno di protezione internazionale", secondo la terminologia utilizzata dalla Commissione europea nella procedura di relocation operativa fino al settembre 2017.

All’art. 33, la convenzione di Ginevra proibisce che un richiedente asilo o un rifugiato sia espulso o respinto in alcun modo “ […] verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate [...]” (in questo caso la Libia che non viene considerata un porto sicuro). Lo stesso principio è riaffermato sia direttamente che indirettamente da numerose Convenzioni Internazionali in difesa dei diritti umani, sia a livello universale che a livello regionale.

  • Codice penale: la Procura di Agrigento ha aperto un'indagine per sequestro di persona e arresto illegale sul trattenimento a bordo della nave Diciotti dei 177 migranti soccorsi dalla Guardia Costiera. L'inchiesta è a carico di ignoti. Le ipotesi di reato inizialmente previste potrebbero essere modificate in base a valutazioni normative ancora in evoluzione vista la complessità del caso. Oltre ad Agrigento, sulla vicenda indaga anche la Dda di Palermo, che ha invece aperto un'inchiesta ipotizzando il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di esseri umani. Anche i pm di Catania, infine, hanno deciso di aprire un fascicolo di "atti relativi" per accertare l'esistenza di eventuali reati.

  • Codice della navigazione, articolo 83:Il Ministro dei trasporti e della navigazione può limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di concerto con il Ministro dell'ambiente, per motivi di protezione dell'ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende”. In questo caso non c'è nessuna situazione di emergenza. Lo evidenzia in un’intervista a Radio 24 Fulvio Vassallo, giurista e esperto del diritto d’asilo all’università di Palermo, che aggiunge: “Una situazione di emergenza deve essere motivata con un provvedimento impugnabile. Ancora una volta ci si sostituisce a quello che è previsto dalla legge che segue le prescrizioni internazionali delle Nazioni Unite imponendo un comportamento con dei comunicati”. Ma, continua Vassallo, non si possono modificare le norme “a colpi di tweet o comunicati su Facebook”, ci vuole un’azione parlamentare. Infine, “sono inespellibili soggetti minori, donne in stato di gravidanza o richiedenti asilo” (legge 47/2017 che ne vieta il respingimento)

  • Convenzione internazionale sulla ricerca ed il salvataggio marittimo (SAR, siglata ad Amburgo nel 1979): Vassallo puntualizza come le operazioni di ricerca e soccorso – come evidenziato dal decreto di rigetto del sequestro della nave della ong Proactiva Open Arms qualche mese fa - non si esauriscono nel mero recupero in mare dei migranti, ma devono completarsi e concludersi con lo sbarco in un luogo sicuro come previsto dalla convenzione siglata ad Amburgo nel 1979.

L'interrogazione parlamentare dell'opposizione

Lia Quartapelle, responsabile esteri Pd, e Franco Vazio, vicepresidente della Commissione giustizia della Camera dei deputati, hanno annunciato la volontà di presentare un'interrogazione ai ministri Toninelli e Salvini "per sapere quali siano gli aspetti giuridici usati come riferimento per l'azione del nostro Governo nei confronti delle persone bloccate sulla nave Diciotti".

A detta loro, non ci sarebbero conforti normativi, atti formali né motivazioni urgenti dovute a preoccupazioni di ordine pubblico. "Se un privato privasse della libertà una sola persona e utilizzasse la sua condizione per pretendere da altri un atto non dovuto sarebbe accusato di sequestro di persona e di estorsione. Perché un Ministro dovrebbe avere un trattamento più favorevole?".

Dalla mezzanotte del 22 agosto, Igor Boni, della Direzione nazionale di Radicali Italiani, è in sciopero totale della fame ad oltranza, "fino al ripristino della legalità, del diritto internazionale e dei diritti umani per i migranti e i militari “sequestrati” a bordo della Nave Diciotti dal Governo italiano", si legge sul sito dei Radicali. "L’azione nonviolenta ha anche l’obiettivo di chiedere al Presidente Mattarella, Capo delle Forze Armate, di intervenire immediatamente per porre fine alle violazioni in atto"

AGGIORNAMENTO 24/8: L'avvocato e ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, membro dell'esecutivo, ha dichiarato a InOnda, programma di La7, che il pm Patronaggio ha dovuto aprire il fascicolo contro ignoti per poter effettuare l'ispezione a bordo.

"Nell'ambito dei doveri di ministro, rientrano i doveri di tutelare la collettività in situazioni in cui ci potrebbe essere un turbamento per l'ordine pubblico", ha detto il ministro durante l'intervista, andata in onda dopo la pubblicazione di questo articolo. "L'adempimento di un dovere nelle funzioni di ministro scrimina questo eventuale reato per il quale non c'è un'ipotesi al momento contro Salvini. Qualora ci fossero delle indagini, sarebbero di competenza del tribunale per i reati ministeriali che dovrebbe indagare, valutare se archiviare o meno ed eventualmente fare richiesta al Senato. I giuristi si sono lanciati a fare ipotesi di reato parlando di limitazione della libertà: il ministro Salvini sta adempiendo al suo dovere di ministro con delle scelte politiche. Se c'è una limitazione della libertà che può sembrare un sequestro, se viene posta in essere per adempiere ad un dovere, è come se si scriminasse il reato".

Alessandro Gamberini, docente di Diritto Penale all'Università di Bologna, ritiene che questa risposta sia come "l'uovo di Colombo": "Anche se uno fa un arresto non si tratta di sequestro di persona. Il sequestro si ha limitando illeggitimamente e fuori dalle regole del gioco la libertà, e qui siamo fuori dalle regole del gioco, senza una chiara trafila ordinatoria".