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AIC: stadi violenti, un fenomeno mondiale

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AIC: stadi violenti, un fenomeno mondiale

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Violenza negli stadi, episodi di razzismo, tifo violento. Episodi che non hanno nulla a che fare con lo sport, ma che continuano a segnare il mondo del calcio, e non solo in Italia. Ne parliamo con l'Avvocato Fabio Poli, Direttore Organizzativo dell'Associazione Italiana Calciatori.

Quello del tifo violento è un fenomeno che riguarda solo le nostre società di calcio o un fenomeno che riguarda anche le società straniere?

No so tratta di un fenomeno di rilievo di interesse e di rilievo internazionale. Un caso su tutti è quello della nazionale tedesca che nelle ultime apparizioni è stata oggetto di violenze e intimidazioni e di minacce. La violenza negli stadi ha una radice politico-ideologica. In questo momento sicuramente il trend maggiore di violenze è legato all'estrema destra

Gli episodi di razzismo nei confronti dei calciatori non dipende solo dal fatto che il calciatore è di colore. Sono episodi che riguardano tutti i calciatori giusto?”

Assolutamente. Non c'è una prevalenza particolare di episodi di razzismo nei confronti dei calciatori di colore rispetto agli altri calciatori. Di certo però la prima causa di intimidazione, una presenza importante c'è, ed è quella del razzismo.

L'Italia è una paese così razzista dal punto di vista sportivo o ci sono altri Paesi in Europa che sono razzisti quanto noi, calcisticamente parlando, anche se spesso, il fatto passa inosservato.

Intanto il fenomeno è sicuramente mondiale. Non è un fenomeno solo europeo. Perché ci sono altre aree, esterne all'Unione Europea, dove si registrano episodi particolamente significativi, in termini di violenza. Penso al Sud America ma non soltanto.

L'Italia non è l'unico paese. Vi segnalo alcuni episodi molto gravi accaduti nell'ultimo campionato in Grecia, ad esempio, dove la situazione calcistica è molto simile a quella italiana, in termini di passione e di tifo nei confronti delle squadre. Episodi di tifo violento e xenofobo stanno accadendo in Germania, succedono storicamente in Spagna, succedono anche in Paesi del Nord Europa.

L'Italia non è il Paese dove i calciatori vengono intimiditi o fatti oggetto di violenza in percentuale maggiore rispetto ad altri paesi. Anche dal punto di vista degli scontri tra tifoserie o di violenze negli stadi, l'Italia non è un paese più violento rispetto ad altri. Purtroppo questi fenomeni sono condivisi.

Forse, ma questo è tutto da verificare, l'unico aspetto atipico che riguarda l'Italia è l'infiltrazione di gruppi della criminalità organizzata all'interno di alcune frange della tifoseria. Ma dico forse, perché l'indagine che è stata condotta dalla Commissione parlamentare è un'indagine che ha solo l'Italia come panorama. Dovremmo aspettare che il Parlamento europeo avvii, eventualmente, una simile indagine anche in altri paesi per fare un confronto e un paragone.