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Genova, le esequie e le polemiche

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Genova, le esequie e le polemiche

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Un lungo applauso ha accompagnato le squadre dei vigili del fuoco e dell'Usar, che hanno salutato i sedici feretri allestiti alla Fiera del Mare di Genova. Sedici, perché molti parenti delle vittime hanno preferito i funerali in forma privata per l'ultimo saluto ai propri cari.

Ai funerali di stato per le vittime della tragedia del viadotto Morandi ha partecipato anche la politica. Applausi per alcuni esponenti del governo e anche per il presidente Mattarella che si è attardato con alcuni parenti delle 43 vittime.

All'inizio della funzione il silenzio che pesava su Genova è stato rotto dalle sirene del porto che hanno così salutato l'inizio delle esequie.

Queste le parole del Cardinale Bagnasco: "Genova non si arrende. La giustizia, doverosa, non cancellerà la tragedia. Sappiamo che qualunque parola umana, seppure sincera, è poca cosa di fronte alla tragedia, così come ogni doverosa giustizia nulla può cancellare e restituire", queste le parole del cardinale Angelo Bagnasco durante la sua omelia. Dopo lo sgomento iniziale i cittadini, però, non si perderanno d'animo e sapranno risollevarsi. Ne è convinto il cardinale che specifica: "Il viadotto è crollato: non era solo un pezzo importante di autostrada, ma una via necessaria per la vita quotidiana di molti, un'arteria essenziale per lo sviluppo della Città. Genova però non si arrende. È attraversata da mille pensieri e sentimenti, ma continuerà a lottare".

In onore delle vittime musulmane si è tenuta anche una preghiera officiata da un imam. Fra i momenti più toccanti dellla cerimonia gli applausi durante la lettura dei nomi delle vittime.

i feretri sono poi stati portati fuori per essere trasportati nei rispettivi cimiteri di destinazione.