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Vos Thalassa, intervista alla società: "No alle accuse di coinvolgimento nella tratta di umani"

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Vos Thalassa, intervista alla società: "No alle accuse di coinvolgimento nella tratta di umani"

Vos Thalassa, intervista alla società: "No alle accuse di coinvolgimento nella tratta di umani"
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Uno sbarco di migranti dalla Diciotti nel porto di Catania il 13 giugno scorso - REUTERS/Antonio Parrinello
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La vicenda dei 67 migranti soccorsi domenica 8 luglio dalla Vos Thalassa, motonave logistica per piattaforme petrolifere off-shore, e poi trasferiti dopo un giorno a bordo della Diciotti, imbarcazione militare della Guardia costiera, sta occupando uno spazio di primo piano nel dibattito pubblico italiano.

L'approdo della Diciotti, a quanto si apprende, è previsto nel primo pomeriggio di oggi a Trapani. L'Unhcr, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, aveva espresso preoccupazione per la mancata individuazione di un porto di sbarco.

Come ricorda il Post, "le navi militari di un paese fanno parte del territorio flottante di uno stato: significa che a bordo si applicano le leggi dello stato a cui appartengono, anche se si trovano in acque territoriali di un altro paese. I migranti a bordo della Diciotti, in pratica, si trovano già in Italia. Il loro respingimento automatico è vietato: le norme internazionali, quelle dell’Unione Europea e anche quelle italiane garantiscono loro la possibilità di richiedere una qualche forma di protezione internazionale, per esempio l’asilo politico, che sarà poi valutata da una commissione competente".

Euronews ha contattato Vroon VB, azienda di trasporto marittimo olandese proprietaria della motonave che prestava servizio per la la compagnia petrolifera francese Total. Queste le risposte fornite.

Perché la "Vos Thalassa" batte bandiera italiana e ha equipaggio italiano anche se l'armatore è olandese? Si tratta di una decisione dettata dal business. L'imbarcazione ha operato in acque italiane con equipaggio italiano e ha servito regolarmente clienti italiani.

Membri del governo italiano dicono che la nave avrebbe salvato migranti a bordo di un'imbarcazione anche se era già stata allertita della presenza della guardia costiera libica nelle vicinanze. Perché avete deciso di passare all'azione? Il nostro equipaggio non era a conoscenza della presenza della nave della guardia costiera libica quindi non possiamo confermare questa dichiarazione. Il nostro equipaggio si è avvicinato alla'imbarcazione dei migranti per indagare sulla situazione e i migranti hanno chiesto aiuto mentre a bordo si stava riempiendo d'acqua.

E' vero che la rivolta dei migranti a bordo della nave ha spinto l'equipaggio a rinchiudersi sul ponte principale? C'è stato qualche ferito tra i membri dell'equipaggio? Non appena la nave ha virato a sud per incontrarsi con una nave della guardia costiera libica e trasferire i rifugiati, questi hanno cominciato a minacciare l'equipaggio, circondandolo, spingendolo e con il gesto del "taglio della gola". A causa di tali minacce, la nave è tornata in posizione e ha riferito la situazione all'MRCC di Roma. Essere pesantemente in minoranza a bordo di una nave mercantile rispetto ad una folla arrabbiata, che ha ben poco da perdere, è decisamente spaventoso. Siamo molto orgogliosi della professionalità del nostro equipaggio in queste circostanze molto difficili.

Vroon gestisce direttamente la "Thalassa?
La nave è di proprietà e gestita da entità riconducibili a Vroon.

La "Vos Thalassa" è stata già al centro di operazioni di recupero degli altri migranti: quanto sono costose per l'azienda operazioni di questo tipo?
Di sicuro è costoso, ma la nostra preoccupazione principale è la sicurezza del nostro equipaggio. Ciò che fa più male sono le accuse secondo cui la nostra società, le nostre navi o il nostro equipaggio, sarebbero coinvolti nella tratta di esseri umani.

Cosa pensa della nuova politica del Governo italiano sui flussi migratori nel Mediterraneo? Si tratta di un dramma molto triste dal punto di vista umanitario ma come compagnia non possiamo rilasciare commenti.

Il dovere di salvare le persone in difficoltà è un obbligo universale, valido in tutto il mondo. Per garantirne l'applicazione universale, in mare, è stato formalizzato in molte leggi nazionali e internazionali come la:

  • Convenzione delle Nazioni Unite sulla legge del mare del 1982 (Unclos)
  • Convenzione internazionale per la sicurezza della vita in mare del 1974 (Solas)

I paesi sono giuridicamente tenuti ad organizzare operazioni di salvataggio in mare. La maggior parte dei paesi rispetta quest'obbligo istituendo un centro di coordinamento del salvataggio marittimo (MRCC). Le nostre navi sono in stretto contatto con l'MRCC di Roma.

Vorrei inoltre sottolineare che il VOS Thalassa non ha mai chiesto di entrare in un porto italiano o nelle acque territoriali italiane. La nave ha chiesto assistenza e istruzioni all'MRCC e di conseguenza ha organizzato l'operazione di trasferimento su una nave della guardia costiera italiana".

Le dichiarazioni di Salvini e la protesta

Salvini aveva detto no allo sbarco della Diciotti "senza garanzie" da parte di "chi dovrebbe darle... non il Ministro dell'Interno".

"Se su quella nave c'è gente che ha minacciato ed aggredito non saranno persone che finiranno in albergo ma in galera: quindi non darò autorizzazione allo sbarco fino a che non avrò garanzia che delinquenti, perché non sono profughi, che hanno dirottato una nave con violenza, finiscano per qualche tempo in galera e poi riportati nel loro paese".

Da questa mattina, una cinquantina di attivisti della Rete Restiamoumani sta protestando con salvagente al collo e magliette rosse davanti la sede del Ministero dei Trasporti innalzando cartelli contro i "naufragi di Stato".